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Riassunto

I dialoghi con Leucò - Riassunto

Cesare Pavese

Tiresia: Tu sei giovane, Edipo, e come gli dèi che sono giovani rischiari tu stesso le cose e le chiami. Non sai ancora che sotto la terra c'è roccia e che il cielo più azzurro è il più vuoto. Per chi come me non ci vede, tutte le cose sono un urto, non altro.
I chiechi in I dialoghi con Leucò


I dialoghi con Leucò è un compendio di ventisei racconti nella forma di dialoghi a sfondo mitologico e simbolico. L'opera fu scritta nel 1946 e pubblicata da Einaudi nel 1947. Nucleo fondamentale su cui si basa la raccolta è il tema del mito che viene riproposto in chiave moderna e "fantastica" come l'essenza latente e immortale presente nella storia dell'umanità. Il mito diviene in questo modo la chiave necessaria d'interpretazione della realtà, la porta che si apre di fronte alla cultura comune dell'uomo e della società. È vero che Pavese attinge direttamente da una mitologia tramontata, quella greca, ma è una mitologia carica di significati universali che ci appartengono ancora in modo profondo e che permettono di esternare ed eternare i desideri, le paure e i sentimenti più inconsci e remoti dell'uomo di oggi, e dell'uomo di ieri.

grazieLe tre Grazie, Antonio Canova


Alcune righe dalla Prefazione di Cesare Pavese che, esprimendosi in terza persona, spiega come sia nata la sua opera:

«Cesare Pavese, che molti si ostinano a considerare un testardo narratore realista, specializzato in campagne e periferie americano-piemontesi, ci scopre in questi Dialoghi un nuovo aspetto del suo temperamento. Non c'è scrittore autentico, il quale non abbia i suoi quarti di luna, il suo capriccio, la musa nascosta, che a un tratto lo inducono a farsi eremita. Pavese si è ricordato di quand'era a scuola e di quel che leggeva: si è ricordato dei libri che legge ogni giorno, degli unici libri che legge. Ha smesso per un momento di credere che il suo totem e tabù, i suoi selvaggi, gli spiriti della vegetazione, l'assassinio rituale, la sfera mitica e il culto dei morti, fossero inutili bizzarrie e ha voluto cercare in essi il segreto di qualcosa che tutti ricordano, tutti ammirano un po' straccamente e ci sbadigliano un sorriso. E ne sono nati questi Dialoghi»


TRAMA

I ventisei dialoghi dell’opera di Pavese sono organizzati in brevi conversazioni a due interlocutori. È sempre presente una protagonista, Leucotea (troncata in Leucò) che alterna le sue conversazioni con eroi della mitologia greca e latina, sia dèi, sia mortali (da Edipo a Tiresia, da Calipso a Odisseo, da Eros e Tànatos, da Achille a Patroclo...). Le conversazioni, ricche di tensione e intrise di tragedia, affrontano le tematiche più universali della storia dell’umanità: il rapporto tra uomo e natura, le eterne angosce dell’uomo, la sessualità, la morte, la necessità del dolore, il destino, il ricordo, il rimpianto ecc.
Il primo nucleo tematico è quello che vede il passaggio dell’uomo dal caos dell’indistinto (I Titani) al mondo degli dèi. Motivo connesso al passaggio dall’irrazionale alla presa di coscienza della ragione, è quello della nostalgia per l’infanzia (I due, La madre), argomento ricorrente nell’angoscioso esistenzialismo pavesiano. Altra tematica ingombrante nel libro è quella della sessualità (Gli Argonauti, Schiuma d’onda, La belva, L’inconsolabile) in cui si affronta in modo tragico il legame tra sesso e morte. Il tema della morte è associato in modo assoluto all’idea di libertà (in questo senso mancante) di fronte a un destino segnato (La madre, I due, La strada) che porta, senza possibilità di uscita, alla tristezza della condizione dell’uomo. La rupe, La chimera e La nube si scontrano con l’idea del combattimento, dell’audacia e della sconfitta; infine viene illustrato l’anelato desiderio umano di raggiungere gli dei, l’irrazionale, l’esaltazione e l’aspirazione al divino in un contrasto eterno e incolmabile.

orfeoOrpheus and Eurydice, Michael Putz-Richard


Nata nell’epoca del neorealismo e tra le ceneri della seconda guerra mondiale, quando il presente gravava in modo irruento nelle penne dei suoi contemporanei, l'opera di Pavese riesce a distaccarsi da quella realtà cercando d’interpretarla in modo nuovo, attraverso una mitologia apparentemente lontana e sepolta, rispetto all’incombente materialismo di quegli anni. I Dialoghi rappresentano una delle opere intellettuali e spirituali più significative del Novecento.
Solo tre anni dopo Pavese si toglierà la vita in un albergo di Torino. Sul suo comodino il testo dei suoi Dialoghi con sopra un biglietto di addio:

L'uomo mortale, Leucò, non ha che questo d'immortale. Il ricordo che porta e il ricordo che lascia. Nomi e parole sono questo. Davanti al ricordo sorridono anche loro, rassegnàti.
Le streghe in I Dialoghi con Leucò

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copertina+paveseLa copertina dei Dialoghi con Leucò per l'Edizione Einaudi



I dialoghi con Leucò
di Cesare Pavese, edizioni in commercio

Biografia di Cesare Pavese

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