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Riassunto

Le tigri di Mompracem - Riassunto

Emilio Salgari

La prima edizione Donath di Genova con illustrazioni di Giuseppe Gamba

Apparso inizialmente a puntate sul periodico veronese La Nuova Arena, fra il 1883 e il 1884, con il titolo La tigre della Malesia (nel 1886 apparve su "Il Telefono", e nel 1890-91 su "La Gazzetta di Treviso") il romanzo viene pubblicato in volume da Donath di Genova per la prima volta nel 1900, con il titolo definitivo. È una delle opere che costituiscono il "ciclo dei pirati della Malesia" - iniziato con I misteri della jungla nera (1895) - con protagonista Sandokan, pirata detto “La Tigre” per la sua ferocia e l'abilità, che si presenta ai lettori così: "Al di fuori l'uragano e qua io! Quale il più tremendo?"


È la storia di una banda di pirati che lottano contro la potenza britannica, partendo da Mompracem, una piccola isola sulla quale si trova il loro rifugio - probabilmente l'attuale Keraman -, al largo del Borneo, segnalata sugli atlanti sino a fine Ottocento.
Sono "uomini coraggiosi fino alla pazzia che a un qualunque segno di Sandokan non esiterebbero a saccheggiare il sepolcro di Maometto...", così li definisce la prosa suggestiva di Salgari.
Sandokan è il loro capo, un principe privato del suo regno, mente Yanez, il suo braccio destro, è un avventurioero portoghese, ribaldo, ma fedele e coraggioso.
l centro dell'azione sono le avventure che la Tigre della Malesia affronta nel suo continuo duello con i soldati dell'impero britannico.


Sconfitto dalla marina inlgese in battaglia, il pirata viene rinvenuto ferito sulla spiaggia di Labuan, l'isola controllata dalla guarnigione coloniale. Non riconosciuto, viene affidato alle cure di lord James Guillonk e assistito dalla di lui bellissima nipote, Marianna, chiamata la 'Perla di Labuan'.
Sandokan non riuscirà a tenere segreta la sua vera identità per molto e, salvato dall'arrivo di Yanez e dei tigrotti, tornerà presto sull'isola per riprendersi Marianna e portarla a Mompracem.
Infatti, viene smascherato dal baronetto William Rosenthal, pretendente di Marianna, e fugge a Mompracem. Alcuni giorni dopo un veliero malese guidato dal pirata Pisangu approda nel rifugio dei pirati e Sandokan apprende da un caporale inglese prigioniero che Marianna sarà costretta a sposare William. Decide quindi di rapire la donna che ama.


L'edizione Donath del 1906 del romanzo, con illustrazioni di Alberto Della Valle e Pipein Gamba
La villa è però sottoposta a stretta sorveglianza, così Yanez, con uno stratagemma, si introduce nella villa spacciandosi per un cugino di William e convince il lord a rifugiarsi a Vittoria con la nipote.
Durante il percorso Sandokan e i suoi uomini assaltano la comitiva, rapiscono Marianna e fanno ritorno a Mompracem, che nel frattempo è stata attaccata dall'artiglieria nemica. Sebbene gli inglesi siano stati respinti, i pirati chiedono al loro capo di rispondere all'attacco.
Sandokan annuncia che la battaglia sarà l'ultima: ha deciso che lascerà per sempre l'isola con Marianna.
La flotta malese viene affondata quasi completamente, numerosi uomini vengono uccisi, Sandokan è fatto prigioniero e Marianna è condotta sul ponte della nave inglese.
Con la complicità della donna Sandokan riesce a fuggire e, con Yanez e pochi uomini rimasti, si lancia all'assalto del brigantino di lord Guillonk e libera Marianna. Quindi Sandokan invita Yanez a puntare verso Giava e, scoppiando in singhiozzi, annuncia a Marianna che "la Tigre è morta, e per sempre!", dando così il suo addio alla pirateria.

Dal romanzo di Salgari la Rai ha realizzato nel 1976 uno sceneggiato tv diretto da Sergio Collima, con Kabir Bedi, Carole André e Philippe Leroy.



L'incipit


Sandokan e Yanez

La notte del 20 dicembre 1849 un uragano violentissimo imperversava sopra Mompracem, isola selvaggia, di fama sinistra, covo di formidabili pirati, situata nel mare della Malesia, a poche centinaia di miglia dalle coste occidentali del Borneo. Nel cielo, spinte da un vento irresistibile, correvano come cavalli sbrigliati, mescolandosi confusamente, nere masse di vapori, le quali, di quando in quando, lasciavano cadere sulle cupe foreste dell'isola furiosi acquazzoni; sul mare, pure sollevato dal vento, s'urtavano disordinatamente e s'infrangevano furiosamente enormi ondate, confondendo i loro muggiti con gli scoppi, ora brevi e secchi e ora interminabili, delle folgori. Nè dalle capanne allineate in fondo alla baia dell'isola, nè sulle fortificazioni che le difendevano, nè sui numerosi navigli ancorati al di là delle scogliere, nè sotto i boschi, nè sulla tumultuosa superficie del mare si scorgeva alcun lume; chi però, venendo da Oriente, avesse guardato in alto, avrebbe scorto sulla cima di un'altissima rupe, tagliata a picco sul mare, brillare due punti luminosi: due finestre vivamente illuminate. Chi mai vegliava in quell'ora e con simile bufera nell'isola dei sanguinari pirati?



Fonti:
- Emilio Salgari - Le Tigri di Mompracem, edizione Il Narratore audiolibri 2008
- Italica.Rai.it Per saperne di più:



L'autore



22 aprile 2011  

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