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Recensioni


    • Saluti (poco) cordiali di Carlier Christophe


      Strane cartoline turbano la vita della piccola comunità di un'isola. Brevi frasi bastano a insinuare dubbi, sospetti presto al centro delle chiacchiere degli isolani accomunati da una convinzione: bisogna smascherare il mittente. Chi sarà? "Saluti (poco) cordiali" assomiglia tanto a un diario. Nei brevi paragrafi sono annotati i fatti nel loro svolgersi, le reazioni degli isolani che si ritrovano puntualmente al bar per fare il punto della situazione alla luce degli sviluppi che via via la vicenda delle cartoline registra. Nulla sfugge ai più attenti come sempre accade nelle piccole comunità. Ogni sguardo, ogni atteggiamento viene soppesato nel tentativo di risolvere il mistero. La lettura del libro è piacevole, lo scrittore conosce bene le dinamiche dei piccoli centri ed i lettori avranno di che sorridere. Il finale è sorprendente perché l'autore (o l'autrice) delle cartoline fino all'ultimo è convinto (o convinta) di averla fatta franca. Sarà proprio così?



      Scritto da Penna, domenica 13 ottobre 2019

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    • Quattrocento di Fortes Susana


      La storia di Quattrocento di Susana Fortes, edito da Nord, viaggia su due binari paralleli. Da una parte il racconto in prima persona di Ana Sotomayor, giovane studentessa che, come l’autrice, si è laureata presso l’università di Santiago de Compostela (l’autrice in Storia e Geografia) ma si è specializzata fuori (l’autrice in Storia americana all’università di Barcellona). Grazie alla borsa di studio della Fondazione Rucellai, la giovane Ana si trova a Firenze per la tesi di dottorato sul pittore (sconosciuto) Piergiorgio Masoni, e conta come relatore sul professor Giulio Rossi, amico del defunto padre a sua volta insegnante di Storia del diritto all’università di Santiago de Compostela. Dall’altra parte il racconto in terza persona di come il giovane apprendista Luca cercasse Vernocchio e invece nella bottega del maestro trovi il (fittizio) pittore Piergiorgio Masoni detto “Lupino” (ha pure un cane che chiama “Lupo”) a sua volta maestro, fra gli altri, del Perugino. Luca vive quei tumultuosi anni in cui Lorenzo de’ Medici detto “il Magnifico” rifiutava un prestito a Papa Sisto IV con il quale intendeva acquisire la città di Imola e farla entrare nei territori vaticani; così per vendetta il Papa favoriva la corsa di Salviati, nemico storico dei Medici, al vescovado di Pisa e congiurava insieme a Jacopo Pazzi per uccidere la famiglia di Lorenzo la domenica di Pasqua in chiesa. Nella prima parte la scorrevolezza della trama è intaccata dalla stucchevolezza delle introspezioni psicologiche, nella seconda l’intreccio parallelo minato dal falso storico. Non si capisce davvero la ragione di dovere inventare di sana pianta un pittore (Piergiorgio Masoni) e un dipinto (la Madonna di Nievole) dato tutto il materiale che il “vero” Quattrocento italiano ci mette a disposizione. Da questo punto di vista titolo e copertina sono fuorvianti per quanto epici e immaginifici. Non si racconta di un secolo intero, ma di una porzione ben precisa e che in qualche modo però quel secolo lo ha condizionato… Infatti la linea temporale del presente e quella del passato culminano IN un altalenante montaggio alternato con il 26 aprile 1478, data della Congiura dei Pazzi che ha visto coinvolto come insospettabile mandante (ATTENZIONE SPOILER) Federico da Montefeltro, al secolo duca di Urbino. Tale è il segreto celato da Masoni nella Madonna di Nievole. Purtroppo, per quanto avvincente, la trama della Firenze medicea è anche quella meno sviluppata e alla quale è dedicato meno spazio. Se ti è piaciuto l'inizio, continua a leggere la recensione sul blog pop nerd di Libri Senza Gloria: http://librisenzagloria.com/quattrocento-di-susana-fortes/



      Scritto da librisenzaglo, sabato 12 ottobre 2019

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    • Accabadora di Murgia Michela


      Accabadora, edito da Einaudi esattamente dieci anni fa nel 2009, si è sin da subito imposto all’attenzione del pubblico e della critica vincendo il Premio Dessì, il SuperMondello e il Premio Campiello. Tradotto in diverse lingue, Accabadora è il Million Dollar Baby della nostra letteratura: le drammatiche scelte di vita che ruotano attorno alla tematica dell’eutanasia. Non solo, con la sua scrittura precisa e concisa Michela Murgia, che forse guarda a Grazia Deledda, sfiora l’altro delicatissimo tema della pedofilia: lo fa senza allungare la minestra come avrebbero fatto in molti, lo fa usando tutte le parole che servono e nessuna in più. L'ambientazione nel secondo dopoguerra ci introduce in un mondo in bianco e nero che fortunatamente assume non tonalità di grigio ma sfumature di un cupo colorato. Avvertiamo che la Sardegna nelle mani della Murgia sia più dalle parti tenebrosamente vivaci di Tim Burton, disegnata per apparire nel Paese di Halloween di Nightmare Before Christmas o nel Regno dei morti de La sposa cadavere. E l’accabadora è un po’ “sposa cadavere”, una seconda madre che aiuta non a nascere ma a morire, colei che come Caronte traghetta i morituri verso una nuova vita. Il romanzo della Murgia rappresenta la ribalta di una mitica figura del folklore sardo ammantata da un velo di mistero, e che cela i suoi segreti dietro un termine di origine straniera (in spagnolo “acabar” significa “finire”). A dirla tutta la giovane protagonista del romanzo, Maria Listru, vive in una favola come le più note principesse dell’Universo Disney. Queste provengono tutte da famiglie soffocanti perché legate alle tradizioni del luogo, almeno fin quando qualcosa non le strappa dalle proprie origini. Accabadora comincia con il botto: Maria viene “comprata” da Tzia Bonaria Urrai, una scura vedova (cadavere) e senza figli. La madre naturale, Anna Teresa Listru, non ci pensa due volte a cedere dietro compenso una bimba che non può mantenere (ne ha già due da sfamare). Perciò Maria diventa fillus de anima, fill’e anima, e ottiene una seconda madre. Il Mentore di questa favola, la Tzia Bonaria Urrai che darà a Maria una seconda infanzia, è anche la Strega della storia, ma non solo perché veste costantemente di nero. Mentore, Strega ma è anche la Regina: di fronte ai suoi poteri tutti si inchinano come sudditi e ne invocano l’aiuto risolutivo. Ed è la triplice madre che farà mangiare a Maria la mela avvelenata della verità: la rottura fra le due avviene non appena Maria scopre quale sia il vero “lavoro” di Tzia, ovvero come la donna aiuti la gente sofferente a morire. E non a caso la scoperta avviene in concomitanza con il flashback in cui una piccola Maria viene sgridata da Tzia per avere mentito sul furto di un dolce... Se ti è piaciuto l'inizio, continua a leggere la recensione sul blog pop nerd Libri Senza Gloria: http://librisenzagloria.com/accabadora-di-michela-murgia/



      Scritto da librisenzaglo, sabato 5 ottobre 2019

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    • Il Il potere del cane di Savage Thomas


      Ingredienti: due fratelli diversi ma molto uniti, la piatta e rude vita da cow-boy del Montana nel 1924/25, una vedova con un figlio a turbare un equilibrio consolidato, uno scontro insanabile tra legami di sangue e cuore, presente e passato, desideri e vendette. Consigliato: a chi vuol conoscere le ultime pagine dell’epopea del far-west, a chi vuole scoprire uno dei primi romanzi sull'omofobia.



      Scritto da angebet, venerdì 4 ottobre 2019

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    • Dal profondo del cuore. Diario ed esilio di un cardiochirurgo di Campanella Ciro


      "Dal profondo del cuore" è la storia di un coraggioso riscatto e narra la genesi di una terribile ingiustizia. La voce di Campanella è la voce scomoda di un eroe dei tempi moderni che ha dedicato la sua esistenza a salvare vite umane e si è scontrato con la miopia del sistema e della sanità italiana. Raccontato in forma diaristica e confidenziale, è un libro che resta dentro e che tutti dovrebbero leggere.



      Scritto da ErikaD, mercoledì 2 ottobre 2019

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    • L' L' identità di Kundera Milan


      Ingredienti: una pubblicitaria irrequieta e bisognosa d’amore, un medico innamorato ma senza ambizioni, un rapporto di coppia che entra in crisi per motivi banali, un’analisi breve ma profonda sulla fragilità delle relazioni umane e sul potere delle passioni. Consigliato: a chi si sente mancare sotto i piedi il terreno dell’amore, a chi smarrisce il confine tra reale e irreale.



      Scritto da angebet, lunedì 30 settembre 2019

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    • Nessuno come noi di Bianchini Luca


      La Torino di fine anni Ottanta fa da sfondo alle vicende sentimentali e quotidiane di due adolescenti, Vincenzo e Caterina. "Nessuno come noi" è un romanzo di Luca Bianchini, autore di titoli come "Instant love" e "Dimmi che credi al destino". Compagni di scuola e alleati inseparabili i giovani si confrontano, si confessano sogni ed aspirazioni e cercano il proprio posto nel mondo. Se gli amori sono intensi, ma fugaci, le amicizie sono i rapporti più stabili: Vince è la spalla su cui piangere di Cate e Spagna è la consigliera, la confidente a cui rivolgersi quando si ha un problema. I “Tre cuori in affitto” rimangono così uniti per tutto il periodo delle superiori al Majorana, superando piccole e grande difficoltà. Alle storie dei ragazzi si intersecano quelle degli adulti, dei professori, in particolare di Betty Bottone che instaura una relazione col padre dello studente trasferitosi da un altro istituto, Romeo Fioravanti. Il contesto in cui si muovono i personaggi è quello scolastico, tra interrogazioni e bigliettini lanciati tra i banchi, i luoghi in cui i protagonisti si incontrano e si relazionano. La festa in black in tie è il momento per presentarsi nella forma migliore e invitare la ragazza dei sogni e la tanto attesa gita a Vienna quello in cui sfogarsi e sentirsi parte di un gruppo. Nessuno come noi è una fotografia della generazione degli anni Ottanta con i suoi miti – tanti i riferimenti ai brand in voga nel periodo – e le sfide che hanno portato al nuovo millennio.



      Scritto da Korote, lunedì 30 settembre 2019

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    • Come scrivere una grande sceneggiatura di Seger Linda


      Come scrivere una grande sceneggiatura è un pratico manuale per neofiti e professionisti che si cimentano nel mondo della scrittura cinematografica. A compilare questo utile compendio di tutte le nozioni base è la sceneggiatrice statunitense Linda Seger. A pubblicarlo in Italia la fondamentale collana di Dino Audino Editore. Il lavoro consiste in quattro parti, ciascuna redatta con tanto di indicazioni da seguire, problemi da evitare e domande poste per favorire l’applicazione dello scrittore. Il processo di scrittura consiste nel passaggio dal caos all’ordine attraverso queste tappe: trovare l’idea (molti scrittori tengono archivi di potenziali storie), ordinare le idee (scomporre la storia in trama, personaggi, idea di base, immagini e dialoghi), il metodo delle schede (molti scrittori annotano le loro idee su fogli perforati da mettere in un raccoglitore o colorati), la scaletta (qualche riga per ogni scena per un totale di 50/100 righe), il trattamento (dalle 8 alle 15 pagine), tenere un diario (utile per lo sviluppo del tema e dei personaggi), parlare al registratore (può essere liberatorio), mettere su carta, software (di quelli lanciati sul mercato per aiutare gli sceneggiatori), non c’è il modo giusto (molti scrittori adottano metodi diversi per sceneggiature diverse). La composizione drammatica si è sin quasi da subito rifatta alla struttura in tre atti: l’inizio (la premessa: circa 10/15 pagine), il mezzo (lo sviluppo: 20 pagine per il primo atto, 45/60 per il secondo), la fine (la risoluzione: 25/35 pagine per il terzo atto). Lo scopo della premessa è quello di darci tutte le informazioni di cui abbiamo bisogno per far partire la storia. Iniziare con un’immagine ci dà un forte senso della storia. Quindi un qualche evento (il catalizzatore) dovrà dare inizio alla storia. La premessa si completa ponendo la domanda centrale alla quale verrà data una risposta nel culmine. E’ importante essere coincisi nella premessa, dunque servono ulteriori informazioni per orientarci nella storia: singole scansioni drammatiche, messe insieme, creano una scena. Una buona storia rimane interessante a causa dei turning points: i colpi di scena che avvengono mentre muove verso il culmine. Nella struttura in tre atti ci sono due svolte principali che fanno sì che la storia possa cambiare direzione: una all’inizio del Secondo Atto e una all’inizio del Terzo Atto. Il culmine è il momento in cui il problema è risolto. La scena centrale divide la storia (e il Secondo Atto) a metà, introduce un avvenimento che aiuta a strutturare il Secondo Atto (modificandone la direzione): non va confusa con la prima svolta. Un film può cominciare con svariati minuti di titoli di testa, oppure i titoli possono scorrere su immagini e azioni di solito senza dialoghi, oppure viene mostrata una sequenza pre-titoli di testa. La funzione generale del subplot, o sottotrama, è quella di aggiungere spessore alla sceneggiatura, ma se è ben scritto svolge varie funzioni: spinge la trama pr



      Scritto da librisenzaglo, sabato 28 settembre 2019

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    • Il Il casellante di Camilleri Andrea


      Ingredienti: un casellante siciliano che non riesce ad avere figli, la vita negli anni ’40 tra soprusi dei fascisti e bombardamenti degli alleati, una moglie che perde il senno dopo una violenza carnale, una riscrittura moderna delle metamorfosi della Grecia antica. Consigliato: a chi non riesce a dare frutti pur avendo tanta vitalità, a chi sa trasmettere il piacere della lettura col gusto del narrare.



      Scritto da angebet, martedì 24 settembre 2019

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    • Il Il viaggio dell'eroe di Vogler Chris


      Nient’altro si può aggiungere al sottotitolo: “La struttura del mito ad uso di scrittori di narrativa e cinema“. Il viaggio dell’eroe è davvero è il vademecum per uno scrittore che voglia imbarcarsi nell’avventura di una scrittura “classica”. Ma anche di chi voglia conoscere le basilari regole della narrazione, per poter dimostrare la sua bravura nel… saperle violare! Dopo una prima Guida Pratica sulle Fasi del Viaggio, Christopher Vogler ci proietta subito nel suo rapido e affascinante studio tratto dalle analisi di Vladimir Propp e di Joseph Campbell, e che ha a sua volta ispirato le più grandi narrazioni hollywoodiane degli ultimi cinquanta anni. Prima della storia, i personaggi… A seconda della funzione da svolgere, ciascun personaggio può ricoprire vari archetipi (personificazioni di qualità umana). Gli archetipi più comuni sono i seguenti. L’Eroe è superiore e allo stesso tempo vicino allo spettatore, può essere di vari tipi – come in Scarface o in Casablanca – ma comunque pieno di difetti e pronto alla crescita. Il Mentore, come Atena nell’Odissea, è la parte genitoriale più saggia, quindi divina, dell’eroe. Principalmente insegna qualcosa oppure: offre doni (come il vaso di Pandora, ma anche non materiali) se l’eroe se li guadagna (come Perseo o Ercole che superano le prove), inventa (come Dedalo), rappresenta la voce della coscienza (come il Grillo Parlante), motiva (i gadget di Q per James Bond), inizia sessualmente… In virtù della sua elasticità l’archetipo del mentore può essere riluttante, oscuro (Nemico pubblico) o comico, un caduto, ricorrente (come M nei vari film di James Bond) o interiore (come nei classici western), molteplice (più di uno), perciò ripartito fra personaggi diversi. Il Guardiano della Soglia è il primo ostacolo sul percorso dell’eroe (come la Sfinge per l’Edipo), anche se non deve per forza essere cattivo (può addirittura rappresentare i demoni interiori dell’eroe). Del resto l’eroe che supera la prova può anche cominciare a vederli come alleati. Il Messaggero porta avanti la storia con il richiamo (positivo, negativo o neutrale) al cambiamento dell’eroe. Il Mutaforma è sfuggevole e volentieri associato al sesso opposto (si veda Femme Fatale): qualsiasi altro personaggio ne può indossare la maschera. L’Ombra è il lato oscuro dell’eroe, la sua psicosi (come mr. Hyde per il dr. Jekill), il rovescio della medaglia, spesso associata alla figura del cattivo, può essere più di un personaggio e combinare altri archetipi. L’imbroglione è il buffone o la spalla utile a ridimensionare l’eroe tramite intermezzi comici; a volte l’eroe stesso è un imbroglione (Bugs Bunny). .. Se ti è piaciuto l'inizio, continua a leggere la recensione sul blog pop nerd di Libri Senza Gloria: http://librisenzagloria.com/scriveresenzagloria2-il-viaggio-delleroe-di-christopher-vogler/



      Scritto da librisenzaglo, sabato 21 settembre 2019

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