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Recensioni


    • La La forma dell'acqua di Camilleri Andrea


      Ingredienti: un caso di morte naturale di un politico-imprenditore, un commissario alla prima apparizione che non si rassegna alle apparenze, le pressioni dei superiori per chiudere presto le indagini, una collana come unico indizio per risolvere il mistero. Consigliato: a chi ama i gialli dai sapori, dialoghi e intrecci piccanti, a chi sa scavare sotto le fondamenta di politica e affari.



      Scritto da angebet, lunedì 19 agosto 2019

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    • La La metà di niente di Dunne Catherine


      Ingredienti: una donna irlandese piantata in asso dal marito con tre figli, un bilancio di 20 anni di matrimonio evaporati in un attimo, un passato di rinunce e di inerzia per amore, un futuro di rinascita con tanti nuovi problemi e opportunità. Consigliato: a chi riesce a crearsi oasi pur attraversando deserti, a chi è incerto tra libertà e sicurezza nel lavoro, in famiglia, in amore.



      Scritto da angebet, venerdì 16 agosto 2019

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    • I I leoni di Sicilia. La saga dei Florio di Auci stefania


      Il libro rivelazione dell’anno è stato pubblicato da Editrice Nord e si chiama I leoni di Sicilia. In copertina campeggia “Ritratto di signora con due adolescenti” di Vittorio Matteo Corcos (un po’ fuori tempo rispetto al periodo descritto). La signora nell’illustrazione si fa metafora della Sicilia mentre l’adolescente che le parla è uno dei due giovani Florio sbarcati sulle sue coste. Dalla Sicilia, e in specie da Palermo, prende piede l’ascesa di questa famiglia il cui destino si intreccerà con quello del Sud Italia e, come nei migliori racconti della tradizione, toccando i toni dell’epica. Il romanzo è diviso in diverse sezioni. Di volta in volta una “merce” differente dà il titolo a ciascuna sezione, invariabilmente introdotta da proverbi siciliani scritti in dialetto con tanto di traduzione. Ogni merce è scelta per il valore e per il protagonismo che ha avuto nel decennio/ventennio di riferimento; ogni merce è quindi correttamente posizionata ai fini della scalata al potere della famiglia Florio, evidentemente sempre in anticipo sui tempi piuttosto che al passo. 16 ottobre 1799, a questa data la scrittrice trapanese Stefania Auci fa risalire la Genesi dei Florio. Data del terremoto che ha segnato la fine della loro vecchia vita e l’inizio di quella nuova. Un nuovo inizio che, come tutte le cose belle, ha luogo con un viaggio per mare. La breve odissea dei fratelli Florio, ovvero Paolo (il maggiore) e Ignazio (il piccolo), li vede abbandonare la nativa Bagnara Calabra per approdare a Palermo, dove gestiscono insieme al cognato Pietro Barbaro (ha preso in sposa Mattia, la sorella dei Florio) un magazzino ridottosi a catapecchia impolverata. Romanzo lungo e allo stesso tempo breve, un passato raccontato e vissuto sempre “al presente” grazie a una documentazione ineccepibile e a un realismo che prende il meglio dai Malavoglia di Verga e fa a meno di orpelli retorici. Quello che emerge è un dipinto perizioso. Laddove l’autrice, nome nuovo ma penna matura, tradisce la verità storica è per il bene della finzione che mai, però, ci allontana dalla realtà dei fatti come invece avviene nei romanzi storici d’oltreoceano... Se ti è piaciuto l'inizio, continua a leggere la recensione sul blog pop nerd di Libri Senza Gloria: http://librisenzagloria.com/i-leoni-di-sicilia-di-stefania-auci/



      Scritto da librisenzaglo, sabato 10 agosto 2019

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    • I I leoni di Sicilia. La saga dei Florio di Auci stefania


      Il libro rivelazione dell’anno è stato pubblicato da Editrice Nord e si chiama I leoni di Sicilia. In copertina campeggia “Ritratto di signora con due adolescenti” di Vittorio Matteo Corcos (un po’ fuori tempo rispetto al periodo descritto). La signora nell’illustrazione si fa metafora della Sicilia mentre l’adolescente che le parla è uno dei due giovani Florio sbarcati sulle sue coste. Dalla Sicilia, e in specie da Palermo, prende piede l’ascesa di questa famiglia il cui destino si intreccerà con quello del Sud Italia e, come nei migliori racconti della tradizione, toccando i toni dell’epica. Il romanzo è diviso in diverse sezioni. Di volta in volta una “merce” differente dà il titolo a ciascuna sezione, invariabilmente introdotta da proverbi siciliani scritti in dialetto con tanto di traduzione. Ogni merce è scelta per il valore e per il protagonismo che ha avuto nel decennio/ventennio di riferimento; ogni merce è quindi correttamente posizionata ai fini della scalata al potere della famiglia Florio, evidentemente sempre in anticipo sui tempi piuttosto che al passo. 16 ottobre 1799, a questa data la scrittrice trapanese Stefania Auci fa risalire la Genesi dei Florio. Data del terremoto che ha segnato la fine della loro vecchia vita e l’inizio di quella nuova. Un nuovo inizio che, come tutte le cose belle, ha luogo con un viaggio per mare. La breve odissea dei fratelli Florio, ovvero Paolo (il maggiore) e Ignazio (il piccolo), li vede abbandonare la nativa Bagnara Calabra per approdare a Palermo, dove gestiscono insieme al cognato Pietro Barbaro (ha preso in sposa Mattia, la sorella dei Florio) un magazzino ridottosi a catapecchia impolverata. Romanzo lungo e allo stesso tempo breve, un passato raccontato e vissuto sempre “al presente” grazie a una documentazione ineccepibile e a un realismo che prende il meglio dai Malavoglia di Verga e fa a meno di orpelli retorici. Quello che emerge è un dipinto perizioso. Laddove l’autrice, nome nuovo ma penna matura, tradisce la verità storica è per il bene della finzione che mai, però, ci allontana dalla realtà dei fatti come invece avviene nei romanzi storici d’oltreoceano... Se ti è piaciuto l'inizio, continua a leggere la recensione sul blog pop nerd di Libri Senza Gloria: http://librisenzagloria.com/i-leoni-di-sicilia-di-stefania-auci/



      Scritto da librisenzaglo, sabato 10 agosto 2019

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    • La La maledizione delle ombre di


      Jean-Christophe Grangé (I fiumi di porpora) lascia senza fiato in questo thriller appassionante. Stéphane Corso è convinto di trovarsi di fronte all’ennesima indagine di routine, ma questa volta si sbaglia. Un serial killer fuori dal comune saprà dargli del filo da torcere in questa corsa contro il tempo, mentre gli omicidi si moltiplicano. Sulle tracce del colpevole, Corso affronta una progressiva discesa nel cuore oscuro dell’agire umano. Grangé è sempre originale e sa bene come tenere il lettore incollato alle pagine dei suoi libri.



      Scritto da Ele0n0ra, venerdì 9 agosto 2019

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    • Il Il cigno nero. Come l'improbabile governa la nostra vita di Taleb Nassim Nicholas


      Ingredienti: la difficoltà di prevedere il futuro e gli eventi imprevisti che hanno rivoluzionato il mondo, le “pieghe platoniche” nella storia ed i loro effetti su economia, società e politica, le differenze tra i mondi “Mediocristan” e “Estremistan”, un analisi dei fenomeni rari (cigni neri) per ribaltare le percezioni ordinarie. Consigliato: ai nemici della gaussiana e della legge dei grandi numeri, agli amici dell’imprevisto, insolito, originale.



      Scritto da angebet, giovedì 8 agosto 2019

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    • L' L' uomo del labirinto di Carrisi Donato


      Dopo La ragazza nella nebbia (2015), ecco L’uomo del labirinto (2017). La vicinanza di temi è fissata anzitutto dal titolo: nel primo bestseller di Donato Carrisi avevamo una ragazza e la nebbia, stavolta abbiamo un uomo e un labirinto. I punti di contatto proseguono con la tipica ambientazione alla Carrisi che localizza le sue indagini in anonimi (nel senso di “non nominati”) posti semi-europei e semi-americani (un mix di geografia e toponomastica) all’interno di una bolla temporale indefinita. La conferma che esista un “Universo Condiviso Carrisi” arriva quando il dottor Green, il profiler dai metodi poco ortodossi che segue da vicino Samantha Andretti (la ragazza scomparsa da piccola e quindici anni dopo ritrovata in una palude), le fa vedere in TV alcuni gruppi di preghiera radunatisi per lei fuori dall’ospedale dove è ricoverata. Non è la prima volta che succede, le dice, e le riporta l’esempio di quanto accaduto qualche tempo prima ad Avechot, la comunità alpina che è stata il set principale proprio de La ragazza nella nebbia. Sullo stile dell’UCM, Universo Condiviso Marvel, quello di Carrisi continua a estendersi anche sul fronte del secondo protagonista di questa storia. Infatti, oltre al dottor Green, seguiremo anche la pista dello scalcinato detective privato Bruno Genko (no, non è Ginko). Abiti lerci, un’amica confidente transessuale e un “talismano” sempre in tasca: ovvero il certificato medico che gli diagnostica una vita brevissima. Più del dottor Green, è forse quest’ultimo il protagonista assoluto dell’indagine. Fra le sue peripezie, Genko finirà per “estorcere” informazioni anche ad un agente del Limbo, la sezione di polizia dedicata ai casi di persone scomparse e con tendenza (come gli stessi soggetti cui dovrebbe indagare) a finire nel dimenticatoio. Nel Limbo trova quindi un alleato, l’agente Simon Berish, il quale ha già lavorato con Mila Vasquez della Squadra Speciale di investigazioni, la protagonista n.1 del bestseller di Donato Carrisi Il suggeritore (2009, vincitore tra gli altri del Premio Bancarella). Proprio un suggerimento della Vasquez, riportato per bocca di Berish, motiverà Bruno e lo metterà sulla strada giusta: “Loro non sanno di essere mostri“... Se ti è piaciuto l'inizio, continua a leggere la recensione sul blog pop nerd di Libri Senza Gloria: http://librisenzagloria.com/luomo-del-labirinto-di-donato-carrisi/



      Scritto da librisenzaglo, sabato 27 luglio 2019

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    • Uno Uno per tutti di Savatteri Gaetano


      Ingredienti: cinque bambini cresciuti nell’hinterland milanese negli anni ’60-70, un ritrovo da adulti dopo 30 anni, un alternarsi di passato e presente tra tante birichinate giovanili e una sola notte di follie, due colpi di scena finali per chiudere l’esperienza di una banda. Consigliato: a chi ha amato “I ragazzi della via Pal”, a chi ha nostalgia della propria gioventù…passata nel secolo scorso.



      Scritto da angebet, venerdì 26 luglio 2019

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    • Armada di


      Dopo l’exploit meta-letterario-cinematografico di Ready Player One, le aspettative erano altissime per la nuova fatica di Ernest Cline: Armada è uscito nel 2015 ed è rimasto per cinque settimane nella lista dei bestseller del New York Times. A onor del vero Cline non ha fatto passi da gigante con la nuova trama. Sin da quando ha occultamente finanziato l’originale trilogia di Star Wars, primo grande successo sulla militarizzazione nella fantascienza, l’EDA (acronimo di Earth Defense Alliance) ha condotto sulle masse un processo di indottrinamento antialieni (dagli anni Settanta di Space Invaders ai rilanci di Star Trek e Star Wars dei nostri giorni) ma soprattutto una pratica di addestramento subliminale attraverso i videogames progettati dalla Chaos Terrain. In particolare con i titoli Terra Firma e Armada dove i nemici spaziali sono aragoste giganti provenienti dal pianeta Tau Ceti e corrispondenti al nome di Sabrukai. In breve, troviamo fondata negli sviluppi dell’industria dell’intrattenimento una delle maggiori teorie del complotto. Una teoria già portata in scena nel cult nerd Giochi stellari (1984) che proprio Cline aveva citato in una topica scena di Ready Player One. Zack Ligthtman vive con madre single e ama rintanarsi in soffitta per consultare la roba vecchia di suo padre, morto giovane in un misterioso incidente e in odore di pazzia. Zack si è invece meritato l’appellativo di Zack Attack per non essere riuscito a controllare la rabbia di fronte ai bulli della scuola. I suoi due amici, e compagni di (video)giochi, entrambi fanno Mike di nome, sono Cruz e Diehl. Poi c’è Ray Wierzbowski (il cognome deriva da uno dei Marine coloniali di Aliens) che dirige Starbase Ace, piccolo negozio di viedeogames usati nella cittadina di Beaverton, dove Zack lavora, e propone strampalate teorie ufologiche degne di X-Files. E come nei migliori x-files, le teorie del complotto si tramutano in realtà motivando le azioni di mastodontiche società che si nascondono dietro acronimi e di un protagonista adolescente che intrattiene un legame di fascinazione malinconica con l’immaginario popolare degli anni ‘80 grazie a figure paterne mancate e venerate (tale e quale a Ready Player One). Non risulta comunque mai davvero credibile che i governi mondiali abbiano per decenni tenuto nascosta la possibile invasione aliena pur di non diffondere il panico. E anziché dire la verità a tutti e spendere i soldi per addestrare veri piloti, tramite l’EDA i governi hanno preferito tenere il segreto e addestrare giovani piloti su scala globale tramite i videogame… Bah... Se ti è piaciuto l'inizio, continua a leggere la recensione sul blog pop nerd di Libri Senza Gloria: http://librisenzagloria.com/armada-di-ernest-cline/



      Scritto da librisenzaglo, domenica 21 luglio 2019

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