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Recensioni


    • Zorro. L'inizio della leggenda di Allende Isabel


      Al centro delle opere di Isabel Allende troviamo spesso celebri miti riletti in chiave realistica: e così succede in Zorro. L'origine della leggenda (2005). Allende prende il mito dell'eroico spadaccino mascherato e lo cala nella realtà. Ma il romanzo di cui parliamo tratta antefatti che non trovano posto in altre produzioni culturali, è questa una biografia immaginaria che prende spunto sia dai racconti tradizionali di McCulley sia da opere derivate. Isabel Allende intreccia fra loro i destini dei personaggi classici di Zorro (dal miglior amico Bernardo, cui dà una moglie, a Lolita Pulido, la fanciulla di cui Zorro si innamora nel romanzo originale La maledizione di Capistrano) con altri inventati di sana pianta (la nonna indiana Civetta Bianca e la madre Toypurnia) e mescola nel mezzo pure personaggi storici realmente esistiti (la romanziera francese George Sand che finirà per innamorarsi di Diego; Jean Lafitte, il pirata francese della Louisiana, e la regina vudù di New Orleans, Marie Laveau, anche se quest'ultima si limita giusto a un cammeo). L'originalità di questa impresa letteraria sta nel dover inventare la realtà dietro la leggenda, e soprattutto nell'essere riuscita a motivare ogni singolo passo che avrebbe portato alla costruzione dell'epica. Dove finisce Zorro di Isabel Allende, comincia infatti La maledizione di Capistrano (1919), il primo romanzo (a puntate) della serie di McCulley. In questo casto l'eroe Zorro stavolta guadagna una componente "terrena" che ci fa apprezzare meglio il lato umano che si cela dietro il paladino della giustizia che pensavamo di conoscere... Se ti è piaciuto l'inizio, continua a leggere la recensione sul blog pop nerd di Libri Senza Gloria: https://librisenzagloria.com/zorro-di-isabel-allende/



      Scritto da librisenzaglo, sabato 21 maggio 2022

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    • Pensieri lenti e veloci di Kahneman Daniel


      Ingredienti: due modi alternativi di reagire agli stimoli e ai problemi, un pensiero rapido legato all’intuizione (immediato e istintivo), un pensiero più lento legato alla meditazione (faticoso e innaturale), tanti errori diversi (bias cognitivi) legati alla pigrizia della mente. Consigliato: a chi vuole ottimizzare le decisioni usando la statistica e l’esperienza, a chi vuol conoscere gli infiniti limiti dei ragionamenti umani.



      Scritto da angebet, lunedì 16 maggio 2022

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    • Follia di


      Inghilterra, 1959. Location: un manicomio criminale vittoriano. Max Raphael, psichiatra e nuovo vicedirettore dell'ospedale, e sua moglie Stella sono venuti a vivere in una residenza vicino all'istituto psichiatrico. Max è così concentrato sul proprio lavoro, dimentico del sesso coniugale, da sembrare diventato un ematologo della realtà e portando lei a un parossismo di disperazione. In queste circostanze Stella Raphael conosce Edgar Stark, un artista detenuto per un efferato uxoricidio. Dal momento che Edgar Stark è detenuto nella struttura in condizione di semilibertà, lavora nell'orto dei Raphael. Lì scocca la scintilla con Stella, e la loro relazione clandestina si consuma nel capanno del campo di cricket. Quello al centro del romanzo Follia (1996) di Patrick McGrath, a detta del nostro principale narratore Peter, è il caso clinico più perturbante della sua carriera. La lenta discesa nella depressione della moglie, e l'accettazione passiva del marito, sono le due facce di una famiglia "bene" che crolla sotto il peso delle sue stesse menzogne. Il tradimento di Stella deflagra in una relazione morbosa e ossessiva con Edgar. Il loro è un amore passionale e oscuro degno dei migliori romanzi gotici. Eppure Follia è più un romanzo psicologico più che vittoriano, aggraziato da una scrittura fluida e magnetica: l'autore non entra mai nei dettagli della disciplina e non si perde nei tecnicismi, ma ci lascia accuratamente vedere i delicati meccanismi di transfert fra paziente e medico, i processi di rimozione e identificazione, tutte le sfaccettature di un amore malato nell'Inghilterra della seconda metà del XX secolo... Se ti è piaciuto l'inizio, continua a leggere la recensione sul blog pop nerd di Libri Senza Gloria: https://librisenzagloria.com/follia-di-patrick-mcgrath/



      Scritto da librisenzaglo, sabato 14 maggio 2022

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    • La La dea cieca di Holt Anne


      Anne Holt, ex avvocato, ex ministro, oggi scrittrice e persino giornalista di calcio. L'esordio dell'ispettrice Wilhelmsen in La dea cieca (1993) è anche l'esordio della sua autrice e uno dei suoi romanzi più celebri. La prima edizione italiana è però sbarcata da noi, grazie a Einaudi, solo nel 2010, molto dopo il successo riscosso dalla coppia Vik/Stubo sebbene i libri siano cronologicamente successivi. Due omicidi (apparentemente scollegati, tanto per cambiare) scuotono Oslo dai vertici ai bassifondi. Le morti aumentano a ritmo vertiginoso, anche se più si va avanti più l'intreccio può suonare come interminabile. Il finale porta però alla luce un aspetto non sufficientemente dibattuto, quello della mafia norvegese legata in primis al traffico di droga e della connivenza con parti deviate del governo. Tecnicismi legali a parte, il senso dell'opera ci arriva grazie al poliziotto Hakon Sand, anti-eroe di altri tempi che collabora spalla a spalla con Hanne. In una scena significativa Hakon, mentre fa visita al capo della polizia, posa gli occhi su una statua rappresentante la dea della Giustizia bendata: se da una parte è sinonimo di giudizio super partes, dall'altro quello stesso giudizio preoccupa perché la dea non vede... Se ti è piaciuto l'inizio, continua a leggere la recensione sul blog pop nerd di Libri Senza Gloria: https://librisenzagloria.com/la-dea-cieca-di-anne-holt/



      Scritto da librisenzaglo, domenica 8 maggio 2022

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    • La La piramide di fango di Camilleri Andrea


      Un'insolita ondata di maltempo colpisce Vigàta nell'incipit de La piramide di fango (2014, Sellerio), ventiduesimo romanzo della serie del commissario Montalbano. Un cadavere seminudo ritrovato in un cantiere edile fa pensare a una "storia di corna", ma come tutte le storie di amori e tradimenti anche questa potrebbe forse coprire una questione di mafia. L'indagine infatti conduce presto al mondo "melmoso" degli appalti pubblici (riciclaggio di denaro sporco, appalti truccati, politici conniventi) dove il fango che imperversa sulla scena del crimine in seguito alla notte di temporale diventa metafora (non troppo velata) della sporcizia di cui si sono impregnati gli affari istituzionali e la moralità umana. L'invecchiamento di Montalbano, le cui prime avvisaglie abbiamo avuto ne Il gioco degli specchi, continua inesorabile: ci vede meno, ci sente meno, e dimentica pure i nomi. Una perdita d'identità che non è più giocata su un campo filosofico (quello della moltiplicazione offerta da una superficie riflettente) ma su un terreno tanto fisico quando psicologico: se da una parte l'età gli ha conferito una certa saggezza, ancora Montalbano continua a reagire in maniera immatura agli stimoli esterni... Se ti è piaciuto l'inizio, continua a leggere la recensione sul blog pop nerd di Libri Senza Gloria: http://librisenzagloria.com/la-piramide-di-fango-di-andrea-camilleri/



      Scritto da librisenzaglo, sabato 30 aprile 2022

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    • Lo Lo scrittore senza nome. Mosca 1966: processo alla letteratura di Mauro Ezio


      Ingredienti: due scrittori russi che pubblicano clandestinamente i loro libri in occidente, un processo farsa nel 1966 dopo nove anni di indagini, cinque anni di lavori forzati per spossarne il corpo e la mente, una vita da cittadino libero ma senza nome per cancellarne la memoria. Consigliato: a chi vuole interrogarsi sulla libertà di pensiero e diritto di espressione, a chi sfida il potere con le sole armi delle parole.



      Scritto da angebet, martedì 26 aprile 2022

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    • Il Il baco da seta. Un'indagine di Cormoran Strike di Galbraith Robert


      Robert Galbraith, per chi ancora non lo sapesse, è lo pseudonimo maschile di J.K. Rowling, la mamma letteraria di Harry Potter, e che ultimamente sta vivendo un po' di maretta per le sue posizioni sull'identità di genere. Il nome di Galbraith è principalmente legato alle indagini dell'investigatore privato Cormoran Strike, di cui Il baco da seta (2014) edito come sempre dalle nostre parti con Salani, rappresenta il secondo caso. Un detective privato però non si occupa solo di questioni di corna. Quando l'eccentrico scrittore Owen Quine scompare improvvisamente, la moglie assume Cormoran Strike per ritrovarlo. Quine, però, si è volatilizzato insieme al manoscritto del suo ultimo romanzo, Bombyx Mori o Il baco da seta (eh sì, abbiamo a che fare con l'ennesimo romanzo che prende il titolo dal libro contenuto al suo interno), una versione perversa del Viaggio del pellegrino che riporta informazioni scottanti su persone del suo mestiere. Forse qualcuno ha voluto mettere Quine a tacere? Dopo Agatha Christie, la Gran Bretagna ha una nuova regina del brivido, sicuramente più incline alla violenza e forse un pizzico più morbosa del predecessore. C'è da dire che Galbraith/Rowling è macabro al punto giusto, forse un tantino ai limiti del disgusto, decisamente Il baco da seta non è consigliato agli adolescenti. Le oltre 500 pagine comunque alla fine si fanno sentire, soprattutto l'intreccio che comincia a far vedere gli ingranaggi della sua macchinosità, mentre la folla di personaggi comincia a stancare. Per una volta però, e qui va un applauso, il movente è chiaro solo DOPO la scoperta dell'assassino, e non PRIMA come invece avviene solitamente negli altri gialli... Se ti è piaciuto l'inizio, continua a leggere la recensione sul blog pop nerd di Libri Senza Gloria: https://librisenzagloria.com/il-baco-da-seta-di-robert-galbraith/



      Scritto da librisenzaglo, sabato 23 aprile 2022

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    • Quel treno da Vienna di Augias Corrado


      Quel treno da Vienna era moderno nel 1981 e lo è ancora oggi, svelandoci non solo come il nostro presente possa gettare nuova luce sul passato, ma pure come il passato possa farlo sul nostro tempo... Edito da Rizzoli, vinse il Premio Nazionale Rhegium Julii per la narrativa. Debutto nel noir di Corrado Augias, maestro della scrittura che davvero non sarebbero necessarie presentazioni. Quel treno da Vienna è ambientato nella sfarzosa Roma nel 1911. I due avvenimenti principali di quell'anno cruciale sono stati: la celebrazione per i cinquant'anni del Regno d'Italia e l'imminente impresa di Libia che avrebbe inserito la nazione nel "concerto delle nazioni europee". Eppure... per un'improvvisa crisi di governo il Presidente del Consiglio Giovanni Giolitti dovette presentarsi dimissionario! In un contesto simile viene ritrovato il cadavere di una nota modella romana, scelta tra gli altri dallo scultore palermitano cavalier Mario Rutelli per essere trasformata in naiade per la "nuova" fontana di piazza dell'Esedra, nonché selezionata come modella dal pittore Gioja quale allegoria dell'Italia per l'Esposizione del Cinquantenario. Non sapendo che pesci prendere, le forze dell'ordine chiedono l'aiuto dell'ex commissario Giovanni Sperelli.Personaggio immaginario, Sperelli è pensato come fratellastro del ben più celebre (e ben più anziano) conte Andrea Sperelli Fieschi d'Ugenta, protagonista del Piacere di Gabriele d'Annunzio. Anche il giovane Sperelli insegue il piacere della ricchezza, per quanto glielo permetta lo stipendio di funzionario dello Stato, ma la sua mentalità meno poetica e più pratica lo portano più spesso a inseguire i malfattori. Segnaliamo che la "nuova" prefazione di Corrado Augias risale al 2005, ma potrebbe essere state scritta oggi. Sono diversi inoltre i passaggi che, a trent'anni esatti dalla pubblicazione e a centodieci anni dal periodo di ambientazione, suonano come estremamente attuali... leggere per credere! Se ti è piaciuto l'inizio, continua a leggere la recensione sul blog pop nerd di Libri Senza Gloria: https://librisenzagloria.com/quel-treno-da-vienna-di-corrado-augias/



      Scritto da librisenzaglo, sabato 16 aprile 2022

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    • Il Il grande tiratore di


      Ingredienti: un farmacista-scrittore dalla mira infallibile ma dal talento poco centrato, una famiglia dell’alta borghesia bersagliata da incidenti e disgrazie, tanti mali dell’America (arrivismo, armi, psicofarmaci) nel mirino di un occhio cinico e visionario, una trama assurda e realistica insieme lacerata da dialoghi da commedia teatrale e ricette di cucina. Consigliato: a chi è “malato” di vita e si cura con ironia e follia, a chi si sente “un batuffolo di nientità indifferenziata”.



      Scritto da angebet, lunedì 4 aprile 2022

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    • Il Il senso del dolore. L'inverno del commissario Ricciardi di De Giovanni Maurizio


      Maurizio De Giovanni deve anzitutto il suo successo al personaggio del commissario Luigi Alfredo Ricciardi, in forza alla Squadra Mobile della Regia Questura di Napoli (la città dove l'autore vive e lavora), che indaga negli anni Trenta italiani (quindi quelli del Ventennio). Alla base dell'esordio intitolato Il senso del dolore c'è il racconto I vivi e i morti con il quale De Giovanni aveva partecipato a un concorso riservato a giallisti emergenti indetto da Porsche Italia presso il Gran Caffè Gambrinus e con il quale vinto il premio Tiro Rapido. Il racconto era stato trasformato nel romanzo Le lacrime del pagliaccio (2006) edito da Graus Editore e successivamente rieditato da Fandango con il titolo Il senso del dolore seguito dal sottotitolo L'inverno del commissario Ricciardi. Infatti l'inizio delle inchieste del commissario (ad oggi dodici romanzi e quattro racconti) è anche la prima opera ispirata alle quattro stagioni. Il carattere introverso di Ricciardi nasconde un segreto inconfessabile: fin da bambino (quando gli capitò il Fatto) Ricciardi vede i morti nel loro ultimo istante di vita e ne sente il dolore del distacco. Non li vede tutti e non li vede a lungo: solo quelli di morte violenta, e li vede nell'attimo finale, con i contorni sbiaditi di una vecchia fotografia in sviluppo, li vede ripetere all'infinito le loro ultime parole. Sarebbe stato facile scadere nell'esoterismo, eppure la penna di Ricciardi mantiene le sue sfumature dark sempre sul lato più empatico, preferendo la tristezza alla paura, il tormento al terrore. Infatti il superpotere di Ricciardi non viene mai percepito come tale, piuttosto come una maledizione e un dono insieme... Se ti è piaciuto l'inizio, continua a leggere la recensione sul blog pop nerd di Libri Senza Gloria: https://librisenzagloria.com/il-senso-del-dolore-di-maurizio-de-giovanni/



      Scritto da librisenzaglo, sabato 2 aprile 2022

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