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Recensioni


    • Il Il codice del Quattro di Thomason Dustin e Caldwell Ian


      Il romanzo d’esordio di maggior successo degli anni Dieci! Ian Caldwell è uno storico, Dustin Thomason è un medico: i due sono amici dall’età di otto anni. Appena dopo la laurea hanno scritto insieme il loro primo libro, “Il codice del quattro” (2004) un caso letterario che è stato tradotto in oltre venticinque lingue, ha venduto oltre quattro milioni di copie in tutto il mondo, ed è stato per mesi ai vertici delle classifiche. Accolto come il nuovo “Codice Da Vinci” per il simile stratagemma di insegnare la storia attraverso una trama immaginaria, il New York Times Book Review lo ha definito “il definitivo libro di rompicapi“. Inevitabile però riconoscere il suo debito anche con “Il nome della rosa”. E’ la Pasqua del 1999. La storia è raccontata dal punto di vista di Tom Corelli Sullivan, uno studente universitario di Princeton. Fra gli studenti con i quali divide la camera c’è Paul Harris, orfano nel segno di Oliver Twist, impegnato per la sua tesi di laurea a sviscerare i misteri dell’Hypnerotomachia Poliphili. Letteralmente “Sogno della lotta d’amore di Polifilo“, si tratta di uno dei più criptici testi del Rinascimento italiano: è una storia semplice ma raccontata in maniera complessa, tanto da essere considerata un’enciclopedia in forma di romanzo scritto in più lingue contemporaneamente. Tom e Paul sono ossessionati da questo misterioso libro, che sconvolgerà le loro vite. Le cose si fanno serie quando qualcuno nel college comincia a uccidere le persone legate al libro maledetto, come appunto ne “Il nome della rosa”. Oltre agli studenti, sono coinvolti professori universitari che vogliono far tornare alla luce misteri perduti nel buio dei secoli, non per amore della verità ma per conquistare gloria e fama accademica. Il titolo “Il codice del quattro”, che cita direttamente quello di Da Vinci, si riferisce proprio al sistema di decodifica usato per risolvere gli enigmi disseminati nell’incunambolo più prezioso e oscuro del mondo occidentale… Se ti è piaciuto l'inizio, continua a leggere la recensione sul blog pop nerd di Libri Senza Gloria: https://librisenzagloria.com/il-codice-del-quattro-di-ian-caldwell-e-dustin-thomason/



      Scritto da librisenzaglo, sabato 27 novembre 2021

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    • Per la gloria dell'impero di Scarrow Simon


      Il lungo ciclo di romanzi conosciuto inizialmente come Eagles Series, poi dal 2007 come Roman Series e dal 2015 come Eagles of the Empire Series, a firma di Simon Scarrw, vede come protagonisti indiscussi due personaggi immaginari che interagiscono con quelli chiaramente storici. Anzitutto il centurione Lucio Cornelio Macrone: le sue caratteristiche fisiche e psicologiche si oppongono a quelle del suo optio (soldato assistente del centurione) Quinto Licinio Catone, ex schiavo ed ex uomo di corte. Le loro vicende, iniziate nel 42 d.C. durante il regno dell’Imperatore Claudio, proseguono ancora oggi: al momento i romanzi della serie sono venti, diciotto dei quali pubblicati da noi, e inizialmente proposti non in ordine cronologico. "Per la gloria dell’impero" (2015), è il quattordicesimo appuntamento della saga, e l’ennesima (o meglio terza) avventura ambientata nella provincia romana della Britannia del 52 d.C. A questo punto della storia Catone è il Prefetto della Seconda Coorte Tracia di cavalleria “Corvi Sanguinari” mentre Macrone un centurione (al comando della Prima Centuria) della Quarta Coorte della XIV Legione: entrambi appartengono al Distaccamento di avanguardia/retroguardia. Dopo che Carataco è stato fatto prigioniero dall’imperatore Claudio non rimane più nessuno a metter pace fra le tribù nemiche sull’isola oltre la Manica. La guerra in Britannia prosegue infatti da dieci anni ormai ed è diventata un salasso per le casse di Roma. Per questo il Legato Quintato vuole espugnare la roccaforte dei Druidi, l’isola di Mona… Le scene d’azione non mancano, purtroppo non coinvolgono moltissimo per via della sovrabbondanza descrittiva delle scene, nemmeno il loro essere sanguinolente le riscatta del tutto. Il racconto rimane comunque di un realismo, anche geografico, impressionante. Il punto di vista rimane quello dei soldati “semplici”, i legionari e gli ausiliari di cui conosciamo la vita quotidiana, coinvolti in intrighi politici più grandi di loro fatti da comandanti incompetenti, oltre che in battaglie contro nemici feroci...



      Scritto da librisenzaglo, sabato 20 novembre 2021

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    • Lume lume di Vetri Nino


      Ingredienti: una canzone rumena come titolo e spunto per la trama, un vivace quartiere di Palermo descritto attraverso suoni, curiosità e abitudini dei suoi abitanti, piccoli frammenti di vita quotidiana basati su incontri fugaci e rapide battute, un mosaico di protagonisti rumeni, cingalesi, albanesi, moldavi, ecc. Consigliato: a chi preferisce amici con difetti piuttosto che nessun amico, a chi è aperto ad ogni incontro col diverso da sé.



      Scritto da angebet, venerdì 19 novembre 2021

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    • Bolle di sapone di Malvaldi Marco


      Ingredienti: i soliti 4 vecchietti annoiati e depressi causa pandemia ma più tecnologici che mai, la vita ai tempi del lockdown tra ore passate in cucina e in videochiamate, un doppio delitto calabrese da risolvere da remoto, un’indagine risolta grazie a conoscenze del passato e cultura…calcistica. Consigliato: a chi arriva con la curiosità e l’ingegno dove non può arrivare col fisico e la presenza, a chi sa riempire i momenti di vuoto e noia con allegra creatività.



      Scritto da angebet, martedì 16 novembre 2021

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    • L' L' ombra mi è amica di Luppi Giulio


      Ingredienti: tante brevi storie di solitudini quotidiane, vite ordinarie impastate di delusioni, fallimenti, fughe o isolamenti, un pizzico di imprevisti a creare curve, buche o deviazioni dalla retta via, una penna leggera e delicata nel tratteggiare contorni sempre un po’ sfumati. Consigliato: a chi preferisce vivere nell’ombra più che sotto i riflettori, a chi è attratto dai silenzi, dai comprimari, dai bordi delle scene.



      Scritto da angebet, martedì 16 novembre 2021

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    • La La fratellanza della sacra Sindone di Navarro Julia


      Fra tutti quelli d’Europa, il Duomo di Torino è quello con il più alto numero di incidenti. Da secoli è esposto a frequenti incendi e tentativi di furto per mano di uomini in nero, senza lingua e senza impronte digitali. Secondo alcuni, vogliono mettere le mani sulla Sindone: la più importante reliquia della Cristianità! Questa almeno è l’ipotesi (complottista) del capitano Marco Valoni, capo del Comando per la tutela del patrimonio artistico, chiamato a indagare insieme alla sua squadra affiatata, e coadiuvato dalla storica dell’arte Sofia Galloni. Nonostante la smentita scientifica del carbonio 14, Valoni ha fede e crede che l’uomo della Sindone sia il Figlio di Dio. "La fratellanza della Sacra Sindone" (2005) è l’esordio nella narrativa di Julia Navarro, giornalista e commentatrice televisiva, autrice di numerosi saggi politici. Il romanzo in questione è stato coronato da uno dei più straordinari successi degli ultimi anni in Spagna. Si i incanala nel filone inaugurato da Dan Brown, pur senza possederne le stesse capacità narrative. Infatti, contrariamente a quanto ci si aspetta, il romanzo è poco action e molto soap, mentre tutta la suspense è demandata alle sequenze storiche. La Torino che fa da sfondo a questo thriller storico a base di crociati non si vede, nel senso che potrebbe essere un’altra città e non farebbe alcuna differenza. I dialoghi sono disincarnati, come se si trattasse di un copione teatrale, ma soprattutto sono didascalici, pronunciati da personaggi se vogliamo caricaturali. Un’occasione sprecata… Se ti è piaciuto l'inizio, continua a leggere la recensione sul blog pop nerd di Libri Senza Gloria: https://librisenzagloria.com/la-fratellanza-della-sacra-sindone-di-julia-navarro/



      Scritto da librisenzaglo, sabato 13 novembre 2021

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    • Cani neri di McEwan Ian


      Ingredienti: un inglese rimasto orfano troppo presto attirato dai genitori altrui, una coppia di suoceri vissuta lungo il novecento come oggetto di interviste, una luce distaccata e profonda su fragilità individuali ed eventi storici, un’ombra nera di inquietudini e minacce che si allunga dal dopoguerra ad oggi. Consigliato: a chi ama riflettere sulle tante contraddizioni umane in ambito politico-sociale-familiare, a chi cerca una breve ma intensa metafora della storia europea del secolo scorso.



      Scritto da angebet, lunedì 8 novembre 2021

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    • Di seta e di sangue. Le inchieste dell'ispettore Chen. Vol. 5 di Qiu Xiaolong


      La pluripremiata serie di Chen Chao, ispettore capo della polizia di Shanghai, conta ad oggi dodici romanzi pubblicati negli ultimi venti anni (da noi grazie a Marsilio), fra i quali “Di seta e di sangue” (2007). Chen Chao è il personaggio più famoso dello scrittore e traduttore Qiu Xiaolong, nato a Shangai ma che i fatti di piazza Tienanmen hanno costretto a emigrare negli USA nel 1989. “Di seta e di sangue” è uno dei migliori esempi della sua scrittura, incarnata nella figura del goffo e raffinato ispettore Chao: anomalo e colto, più alto della media, indossa un soprabito e un paio di occhiali con montatura di tartaruga e lenti ambrate per far risaltare la fronte spaziosa. Al centro della trama abbiamo il primo omicidio seriale (a sfondo sessuale) di Shanghai. Un caso scottante, subito conteso fra la squadra omicidi e quella dei casi speciali. Che fa invece l’ispettore Chen? Già traduttore di romanzi polizieschi, inizia un corso di letteratura cinese all’università per il quale prepara una tesina decostruttivista sull’amore classico cinese. Questa è una Shangai divisa tra passato e presente, tra capitalismo e cultura tradizionale cinese: lo stesso killer si muove fra il vecchio e il nuovo, attraverso gli interstizi di una ferita mai cicatrizzata. La chiave del mistero sta proprio nei misfatti di quel “verminaio” della Rivoluzione Culturale, i cui segni sono ancora presenti nella Cina odierna. Più di un giallo, “Di seta e di sangue” è una tragedia greca (Edipo Re), è un dramma shakesperiano (Amleto), un saggio storico e sociale e, perché no, gastronomico… Se ti è piaciuto l'inizio, continua a leggere la recensione sul blog pop nerd di Libri Senza Gloria: https://librisenzagloria.com/di-seta-e-di-sangue-di-qiu-xiaolong/



      Scritto da librisenzaglo, sabato 30 ottobre 2021

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    • Serpenti nel Paradiso di


      Alicia Giménez-Barlett è non a torto definita “un genio mediterraneo del giallo“. I suoi romanzi sono tradotti in quindici lingue e vendutissimi anche in Francia, Germania e negli USA. Autrice di narrativa non di genere è però principalmente nota per essere la creatrice dei polizieschi con l’ispettore della Polizia di Barcellona Petra Delicado. “Serpenti nel paradiso” è il quinto romanzo della serie che, ad oggi, ne conta in tutto tredici (più un’autobiografia della Delicado). Uno degli elementi di forza delle indagini della detective catalana è rappresentato, più che dall’intreccio, dal carattere della protagonista e dei personaggi di contorno: il giudice Garcìa Mourinos, il commissario Coronas, il medico legale Martinez, ma soprattutto Fermìn Garzòn, il vice ispettore della policìa national di Barcellona e abituale compagno di investigazioni. Gli ironici battibecchi con Fermìn sono infatti il leitmotiv irrinunciabile di tutta la serie, tanto da farla assomigliare a un poliziesco in forma di commedia (degli imbrogli). Petra è appena rientrata dalle vacanze in Svezia è ha ancora la testa perduta in quei magnifici posti. Quando viene ritrovato il cadavere del bello e virtuoso Juan Luis Espinet in una scena simile a quella famosissima d’apertura di Viale del tramonto (il corpo galleggia senza vita nella piscina della villa), i due detective sono pronti ad affrontare l’ennesima inchiesta che farà uscire gli scheletri nell’armadio (stavolta) del quartiere Paradìs, il ricco sobborgo della città. Nel piccolo “paradiso” glamour, sono molteplici i serpenti della tentazione. “Serpenti nel paradiso” è un giallo d’ambiente, dove più delle descrizioni contano i quadri di interni e di esterni caratterizzati nel dettaglio e i dialoghi personalizzati fino al parossismo… Se ti è piaciuto l'inizio, continua a leggere la recensione sul blog pop nerd di Libri Senza Gloria. https://librisenzagloria.com/serpenti-nel-paradiso-di-alicia-gimenez-bartlett/



      Scritto da librisenzaglo, sabato 23 ottobre 2021

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    • Carambole di Nesser Håkan


      “Carambole” (1999), da noi pubblicato da Guanda, è il settimo romanzo con protagonista il commissario Van Veeteren e ha vinto il prestigioso premio Glasnyckeln come miglior romanzo poliziesco scandinavo dell’anno. E Håkan Nesser, ex insegnante di lettere al liceo e oggi scrittore a tempo pieno, si riconferma difatti la miglior firma noir della Svezia imbastendo questa nuova storia dove un comunissimo fatto di pirateria stradale innesca una reazione a catena che sconvolge nel profondo la polizia di Maardam, l’immaginaria cittadina europea che fa da sfondo alla serie. L’omicidio involontario per pirateria stradale è come l’imprevisto che devia improvvisamente la traiettoria di un tiro. Le biglie che di conseguenza collidono casualmente sul tavolo da biliardo e si sparigliano diventano dunque metafora delle carambole inaspettate che fanno incontrare/scontrare, per caso o per volontà, persone fra loro distanti e ne trasformano radicalmente l’esistenza. Il romanzo introspettivo di Nesser è più che mai rivestito da una patina cupa, ma in Carambole la sua scrittura asciutta riesce a farci vivere come mai prima d’ora il profondo dolore del commissario Van Veeteren a un importante punto di svolta della sua vita… Se ti è piaciuto l'inizio, continua a leggere la recensione sul blog pop nerd di Libri Senza Gloria: https://librisenzagloria.com/carambole-di-hakan-nesser/



      Scritto da librisenzaglo, sabato 16 ottobre 2021

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