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    • Carambole di Nesser Håkan


      “Carambole” (1999), da noi pubblicato da Guanda, è il settimo romanzo con protagonista il commissario Van Veeteren e ha vinto il prestigioso premio Glasnyckeln come miglior romanzo poliziesco scandinavo dell’anno. E Håkan Nesser, ex insegnante di lettere al liceo e oggi scrittore a tempo pieno, si riconferma difatti la miglior firma noir della Svezia imbastendo questa nuova storia dove un comunissimo fatto di pirateria stradale innesca una reazione a catena che sconvolge nel profondo la polizia di Maardam, l’immaginaria cittadina europea che fa da sfondo alla serie. L’omicidio involontario per pirateria stradale è come l’imprevisto che devia improvvisamente la traiettoria di un tiro. Le biglie che di conseguenza collidono casualmente sul tavolo da biliardo e si sparigliano diventano dunque metafora delle carambole inaspettate che fanno incontrare/scontrare, per caso o per volontà, persone fra loro distanti e ne trasformano radicalmente l’esistenza. Il romanzo introspettivo di Nesser è più che mai rivestito da una patina cupa, ma in Carambole la sua scrittura asciutta riesce a farci vivere come mai prima d’ora il profondo dolore del commissario Van Veeteren a un importante punto di svolta della sua vita… Se ti è piaciuto l'inizio, continua a leggere la recensione sul blog pop nerd di Libri Senza Gloria: https://librisenzagloria.com/carambole-di-hakan-nesser/



      Scritto da librisenzaglo, sabato 16 ottobre 2021

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    • Lupo mangia cane di


      “Lupo mangia cane” è il quinto romanzo con protagonista l’indimenticabile e incorruttibile Arkady Renko, ispettore della polizia criminale di Mosca, che era già stato consacrato dall’esordio nel celebre “Gorky Park” (1981) di Martin Cruz Smith, giornalista e scrittore californiano. In questo nuovo bestseller, da “avanzo” della Russia sovietica qual è, Arkady si trova a indagare sul sospetto suicidio di uno dei cosiddetti “nuovi russi”. Pasha Ivanov, il capo della NoviRus, sembra essersi buttato giù dal suo appartamento in un lussuoso grattacielo, impenetrabile per chiunque: Smith ci propone la modernizzazione di uno dei più classici topos del giallo, “l’enigma della camera chiusa”. E in questa camera Ivanov si è lasciato dietro una materiale altamente radioattivo che costringe i “nuovi padroni” della Russia ad affrontare la vergogna sovietica più grande di sempre, il disastro di Chernobyl. Sono scene suggestive quelle della Foresta Rossa popolata da una fauna radioattiva e della città fantasma di Pripyat. Lo spaccato dell’Ucraina è affascinante e insieme allucinante. Una “location” che raffigura perfettamente tutto il dolore della sua popolazione spettrale, fatta di individui fatalisti e disillusi. Per questo Arkady si trova a suo agio in questo mondo fantasmagorico: lui che è il primo degli emarginati, ci va a nozze con questo popolo di sopravvissuti. Perciò in Lupo mangia cane Smith trasforma uno dei più drammatici episodi della storia umana nella metafora di una moralità dilaniata dalla sete di potere e denaro. Possiamo certamente affermare che “Lupo mangia cane” (scritto sotto dettatura dopo che Smith è stato colpito dal morbo di Parkinson) sul podio della serie dell’ispettore Renko... Se ti è piaciuto l'inizio, continua a leggere la recensione sul blog pop nerd di Libri Senza Gloria: https://librisenzagloria.com/lupo-mangia-cane-di-martin-cruz-smith/



      Scritto da librisenzaglo, sabato 9 ottobre 2021

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    • L' L' uomo dei cerchi azzurri. I casi del commissario Adamsberg di Vargas Fred


      L’uomo dei cerchi azzurri, anno 1991, è stato pubblicato da noi solo nel 2007 grazie a Einaudi Stile Libero (che ha in catalogo tutte le “puntate” della serie”) dopo l’esplosione letteraria del “caso Vargas“. Parliamo del primo romanzo (di nove) della serie di Jean-Baptiste Adamsberg detto “lo spalatore di nuvole“, ovvero il commissario di polizia del quinto (in futuro tredicesimo) arrondissement di Parigi. Di fronte agli intricati casi Adamsberg sembra sempre brancolare nel buio o al più scarabocchia fogli bianchi. A salvarlo dal dileggio arrivano le folgoranti intuizioni che in genere lo colgono durante una delle sue camminate riflessive e che risolvono brillantemente la situazione. Di prassi, Fred Vargas scrive un romanzo nei soli ventuno giorni di ferie annuali. Per questo Fred Vargas è considerata l’anti-Patricia Cornwell. Difatti l’approccio visionario trascende quello realistico e la stessa descrizione psicologica dei personaggi, ognuno definito da sconclusionati monologhi, ne risente di profondità. L’enigma de L’uomo dei cerchi azzurri ha ragione solo nell’atmosfera unica di Parigi, e rispecchia pienamente la visione dell’autrice del giallo inteso come favola dal delitto semplice. Lo stile è semplice e coinvolgente ma la scrittura originale a volte ha il difetto di perdersi in divagazioni simili a quelle che stravolgono il suo protagonista; i personaggi ironici, che rischiano riga dopo riga di scadere nel macchiettistico, animano un intrigo molto logico… Se ti è piaciuto l'inizio, continua a leggere la recensione sul blog pop nerd di Libri Senza Gloria: https://librisenzagloria.com/luomo-dei-cerchi-azzurri-di-fred-vargas/



      Scritto da librisenzaglo, sabato 2 ottobre 2021

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    • Quello che ti meriti di Holt Anne


      Anne Holt è stata la regina assoluta del romanzo del crimine norvegese e scandinavo. Sono due le sue principali serie romanzesche: la prima con il personaggio della detective Hanne Wilhelmsen, e la seconda con la coppia Vik-Stubø. Ed è a questa corrente che appartiene “Quello che ti meriti” (edito nel 2008 da Einaudi), romanzo inaugurale della serie che oggi conta altri quattro volumi. La criminologa Johanne Vik è stata addestrata persino dall’FBI, ha alle spalle un divorzio e nel presente una figlia “speciale”. L’investigatore Yngvar Stubø è un tabagista sovrappeso e sconvolto dal tragicomico incidente che gli ha strappato moglie e figlia. Stubø vede Vik perdere le staffe durante una trasmissione televisiva e, fidandosi del suo istinto da “veggente”, decide di assumerla come profiler per risolvere i casi riguardanti la sparizione di alcuni bambini. I personaggi possono spesso apparire freddi e poco simpatici, la verità è che la scrittura di Anne Holt ti fa toccare con mano le atmosfere nordiche. A differenza però degli altri gialli nordici, i personaggi principali risultano a livello psicologico meno problematici e disincantati della norma. L’architettura dell’intreccio sfiora sovente l’inverosimile, ma è sempre volta a una riflessione esistenziale sull’orrore della solitudine umana… Se ti è piaciuto l'inizio, continua a leggere la recensione sul blog pop nerd di Libri Senza Gloria: https://librisenzagloria.com/quello-che-ti-meriti-di-anne-holt/



      Scritto da librisenzaglo, sabato 25 settembre 2021

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    • Ready Player Two di


      Del capolavoro “Ready Player One” di Steven Spielberg si è parlato tantissimo, così come del romanzo di Ernest Cline datato 2010 e che ne era alla base. E a poca distanza da quella rivelazione cinematografica amata dai nerd e non solo, ecco che arriva il sequel letterario, firmato sempre da Cline, e con il prevedibile titolo di “Ready Player Two”. Edito quest’anno per noi da Mondadori, la storia della nuova avventura si svolge poco dopo gli eventi della prima. Il giovane protagonista Wade Watts, o se preferite il suo avatar digitale Parzival, è adesso l’erede della GSS (acronimo di Gregarious Simulation Systems): lui detiene le chiavi del mondo virtuale di OASIS. All’improvviso sbuca fuori un ultimo messaggio in codice di James Halliday, il santone di tutti i gunter (ovvero egg hunters), per Parzival. Un messaggio che porta dritto all’attuazione del programma ONI: realtà aumentata che sovrappone la finzione alla realtà come mai prima d’ora. Ecco però che si presenta una nuova imprevista easter egg per tutti gli utenti ONI, quella che li lancia alla ricerca delle Sette Schegge della Sirena, e si riparte con la Caccia all’indizio attraverso: vecchi arcade Sega, i film di John Hughes, la musica di Prince, ecc. Il tripudio geek messo in campo è stavolta più che mai fine a se stesso, nulla aggiunge all’esperienza dei personaggi né tantomeno a quella dei lettori; una ripetizione della formula del primo episodio senza brio e senza scopo. L’universo di Player One rivela definitivamente tutti i suoi difetti: derivativo, riciclato all’infinito, che non fa presagire nulla di buono sulle nuove generazioni e su quello che avranno da dire, e da ridire. Insomma il miscuglio fra originalità e nostalgia per la cultura pop anni ’80 non è affatto riuscito: l’universo digitale risulta noioso, i protagonisti monotoni, le nozioni nerd sembrano copia-incollate dal web senza alcuna aggiunta, per cui l’intero romanzo è come privo di vita, un autentico PNG incapace di farti immedesimare ed emozionare... Se ti è piaciuto l'inizio, continua a leggere la recensione sul blog pop nerd di Libri Senza Gloria: https://librisenzagloria.com/ready-player-two-di-ernest-cline/



      Scritto da librisenzaglo, sabato 18 settembre 2021

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    • Memorie di un delitto di Toscano Salvo


      Due fratelli di mezza età, diversissimi l’uno dall’altro, che mal si sopportano, e malgrado tutto costretti dalle circostanze a fare squadra per risolvere misteri. I fratelli Corsaro di Salvo Toscano sono tornati in un nuovo giallo edito da Newton Compton e mai prima d’ora li avevamo visti collaborare così tanto insieme. Come da tradizione, alla trama verticale del delitto si affianca quella orizzontale sulle vicende famigliari della coppia Corsaro. I due questa volta devono vedersela con il delitto di una ragazza, Kitty, consumatosi un’estate degli anni ’80 a Cefalù. Anni e anni dopo, la madre del colpevole, una principessa che vive in una magione degna di Downton Abbey, incarica i due Corsaro di riesumare il cold case e fare chiarezza una volta per tutte. La “comitiva” di sospettati, cresciuta a pane e Yuppies, non è più quella edonista e implacabile della primavera di Palermo. Nel loro passato a Cefalù hanno pure avuto a che fare con l’Abbazia Thelema di Aleister Crowley, ovvero la sede siciliana della comune presieduta dal padre di tutti i satanisti. L’autore non nasconde il Covid-19, infatti i personaggi si muovono in un mondo nuovo fatto di saluti con il gomito, mascherine sul viso e smart-working. Finalmente abbiamo la prova che la letteratura e i generi che abbiamo sempre amato non sono stati trasformati dall’epidemia, ma sopravvivono, camminano nella nostra contemporaneità, e i Corsaro ci riescono grazie all’elegante scrittura di Salvo Toscano... Se ti è piaciuto l'inizio, continua a leggere la recensione sul blog pop nerd di Libri Senza Gloria:https: //librisenzagloria.com/memorie-di-un-delitto-di-salvo-toscano/



      Scritto da librisenzaglo, sabato 11 settembre 2021

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    • L' L' ombra del vento di Ruiz Zafón Carlos


      Uscito in sordina in Spagna nel 2002, grazie al passaparola “L’ombra del vento” è arrivato nei successivi sette anni a vendere otto milioni di copie in tutto il mondo diventando uno strabiliante caso editoriale. Questo è il libro che fa raggiungere a Carlos Ruiz Zafòn il successo mondiale, che così diventa l’autore spagnolo più letto al mondo dopo Cervantes e i suoi romanzi oggi sono tradotti in più di quaranta lingue. Amato alla follia da Stephen King, “L’ombra del vento” è l’inizio della saga del Cimitero dei Libri Perduti, l’universo narrativo in quattro volumi di Zafòn, purtroppo scomparso prematuramente all’età di cinquantacinque anni. Le varie puntate di questa serie possono però essere lette in qualsiasi ordine, offrendo ciascuna una storia indipendente e lontanamente connessa. Di biblioteche immaginarie ne abbiamo avute, da quella borgesiana di Babele a quella di Gaiman nel fumetto Sandman. Nel Cimitero dei Libri Perduti il giovane protagonista Daniel ritrova l’unica copia rimasta de “L’ombra del vento”, opera misconosciuta dell’ignoto Juliàn Carax. Un volume da sottrarre a tutti i costi al diavolo dal volto ustionato ossessionato dalla missione di volerne distruggere tutte le copie esistenti. Il suo nome è Laìn Coubert, esattamente come il diavolo descritto fra le pagine de “L’ombra del vento”, il libro nel libro. A questo punto Daniel si imbarca in una missione per riscattare Juliàn dall’oblio. Una trama piena di suspence, dove Zafòn tratta con sensibilità contemporanea il feuilletton ottocentesco: Il coinvolgimento passa anche e soprattutto per i continui sconvolgimenti e pur scombussolati non perdiamo mai l’orientamento. Il noir di Zafòn passa per l’intreccio sentimentale da soap e l’ironia di certi personaggi, mettendo insieme lui stesso i pezzi da puzzle del nuovo capolavoro della letteratura popolare... Se ti è piaciuto l'inizio, continua a leggere la recensione sul blog pop nerd di Libri Senza Gloria: https://librisenzagloria.com/lombra-del-vento-di-carlos-ruiz-zafon/



      Scritto da librisenzaglo, sabato 4 settembre 2021

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    • C'era una volta a Hollywood di Tarantino Quentin


      Il primo romanzo di Quentin Tarantino, il regista più simile a una rock star che si sia mai visto, dimostra quello che lui va dicendo da tempo: ovvero che è uno scrittore prima ancora che regista. Il titolo del suo primo romanzo perde i tre puntini di sospensione presenti in quello del film: C’era una volta a… Hollywood. Un titolo che si rifà alla prima riga delle favole e che Tarantino ha preso in prestito da uno dei suoi registi preferiti, Sergio Leone, per tracciare il panegirico di un mondo che non esiste più: la Hollywood del 1969! Ogni volta che Tarantino fa qualcosa sembra sempre che non ci abbia mai pensato nessuno prima di lui. Ed è davvero così. La novellizzazione, ovvero la trasformazione di un film in romanzo, e non l’inverso come spesso succede, è una pratica nata negli anni ’60 e in realtà mai cessata del tutto. Ma nessun regista prima di lui si è mai dedicato a un genere “basso” come la novellizzazione e per di più rendendo l’opera un bestseller sin dal giorno d’uscita in libreria. Chi altri poteva riuscirci se non il poeta del genere cinematografico “basso” che da solo è riuscito a trasformare in una forma d’arte. La struttura a incastro dei libri di J. D. Salinger che ha sempre contraddistinto i film di Quentin Tarantino ritorna mischiandosi a un’altra sua cifra stilistica, i dialoghi losangelini alla Raymond Chandler. Violento e colto come Edward Bunker, iconico come Elmore Leonard, C’era una volta a Hollywood è una storia che ne contiene molte altre come succede in tutte le miglioro sceneggiature tarantiniane... Se ti è piaciuto l'inizio, continua a leggere la recensione sul blog pop nerd di Libri Senza Gloria: https://librisenzagloria.com/cera-una-volta-a-hollywood-di-quentin-tarantino/



      Scritto da librisenzaglo, sabato 21 agosto 2021

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    • Crypto di Brown Dan


      “Crypto” è l’esordio di Dan Brown pubblicato nel 1998, due anni prima del celeberrimo “Il codice Da Vinci”. Bestseller anch’esso, non fa però parte della fortunata seria di Robert Langdon. Stavolta la protagonista è la trentottenne Susan Fletcher, una delle più brillanti menti matematiche degli Stati Uniti e unica donna della NSA, nella cui sede è la responsabile della divisione di crittologia. Ora, il romanzo è del 1998 (pure se in Italia è arrivato con colpevole ritardo nel 2006) ed è uno dei primi a parlarci dell’allora misconosciuta NSA, acronimo di National Security Agency: se la CIA si occupa della sicurezza all’esterno, e l’FBI della sicurezza interna, la NSA è incaricata della sicurezza nazionale, quindi interno/esterno, quindi raccogliendo informazioni globali ai fini di intelligence oltre che proteggendo le reti di comunicazione degli USA. Crypto è il luogo segretissimo dell’Agenzia dove si trova un supercomputer dal nome impronunciabile, TRANSLTR: composto da tre milioni di processori grandi quanto francobolli, si tratta del più sofisticato strumento informatico di spionaggio al mondo, simile a un gigantesco missile che affiora da terra come un iceberg. Il ruolo “orwelliano” della macchina è quello di controllare la mail di chiunque, in patria e all’estero, per garantire la sicurezza nazionale. A ogni modo, anche Crypto ha il suo Edward Snowden anzitempo. Qualcuno che lavora al suo interno e che non riesce ad accettare la sistematica violazione dei segreti delle persone comuni in nome di un bene superiore. Si chiama Ensei Tankado ed è un genio informatico giapponese, ma con il suo “nobile” attacco rischi di esporre l’America e il mondo intero alla grande minaccia rappresentata da terroristi e trafficanti, potenze straniere e criminali d’ogni sorta. Come succede a tutte le storie che parlano di tecnologia, l’oggetto del racconto invecchia velocemente, ma emergono già i primi tratti stilistici di Dan Brown: caccia al tesoro, serial killer implacabili, visione stereotipata degli europei, ritmo incalzante, personaggi manichei... Il senso di questa esperienza al cardiopalma sta tutta nella frase delle Satire di Giovenale che ha fatto la fortuna di Watchmen: “quis custodet ipsos custodes?” ovvero “chi sorveglierà i sorveglianti?“... Se ti è piaciuto l'inizio, continua a leggere la recensione sul blog pop nerd di Libri Senza Gloria: https://librisenzagloria.com/crypto-di-dan-brown/



      Scritto da librisenzaglo, sabato 14 agosto 2021

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    • L' L' inverno dei Leoni. La saga dei Florio di


      L’inverno arriva anche per Casa Florio nella seconda e conclusiva parte della saga firmata Stefania Auci. A due anni di distanza dal primo libro, L’inverno dei leoni riparte a metà della seconda generazione dei Florio (lì dove si era interrotta la prima parte della storia) e ci conduce per mano fino al tramonto della terza generazione. Come il padre Vincenzo era innamorato dell’Arenella, Ignazio lo è di Favignana, l’isola a forma di farfalla. Dopo la morte del figlio Vincenzo, cagionevole di salute sin dalla nascita, Ignazio lascerà Casa Florio nelle mani dello scapestrato e fimminaru Ignaziddu. Questi diventa primogenito suo malgrado, ma in tarda età Giovanna darà ancora alla luce un nuovo figlio per Casa Florio, un nuovo Vincenzo. Perché, quando Ignazio spira, potrà lasciare al mondo un altro Ignazio e un altro Vincenzo, così come è sempre stato e come sempre sarà. Ancora una volta sono le donne eccezionali di Casa Florio, il cui cognome hanno acquisito, a fare la differenza: come già Giuseppina per Paolo e la milanese Giulia per Vincenzo, adesso abbiamo Giovanna e Franca rispettivamente per Ignazio e Ignaziddu. Se I leoni di Sicilia ci ha appassionato con l’ascesa dei Florio, se Ignazio e Giovanna hanno avuto la storia forse più noiosa perché hanno semplicemente mantenuto il potere, allora L’inverno dei leoni ci rapisce nuovamente quando è il turno di Ignaziddu e Franca, quando è il momento dell’apocalisse, la parabola discendente della leggenda targata Florio... Se ti è piaciuto l'inizio, continua a leggere la recensione sul blog pop nerd di Libri Senza Gloria: https://librisenzagloria.com/linverno-dei-leoni-di-stefania-auci/



      Scritto da librisenzaglo, sabato 7 agosto 2021

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