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    • Malastagione di Macchiavelli Loriano e Guccini Francesco


      Francesco Guccini è il cantautore mito di più d'una generazione, grazie alle sue canzoni è conosciuto come uno degli scrittori più originali della scena letteraria italiana ma, per quanto riguarda la letteratura strettamente detta, ha esordito nel 1989. Loriano Macchiavelli è il prolifico scrittore bolognese creatore (fra gli altri) del poliziotto Sarti Antonio. Guccini e Macchiavelli insieme imbastiscono un noir intrigante ambientato nei boschi dell'Appennino tosco-emiliano: "Malastagione". Un caso per Marco Gherardini detto Poiana, giovane ispettore della Forestale, che si ritrova a indagare sui delitti che offuscano la quiete di questa terra scura. Finalmente un'ambientazione originale per i noir nostrani (un ensemble di ruvidi montanari e giovani locali, lavoratori a cottimo ed extracomunitari, distanti dai soliti "centri del potere" degli agglomerati urbani) e un investigatore diverso dai classici poliziotti disordinati o avvocati esistenzialisti del Belpaese. E come in uno dei migliori romanzi su Montalbano, anche in “Malastagione” (2011) si affronta un tema scottante e attuale come quello della speculazione edilizia perpetrata da intriganti avidi e corrotti che non si fanno scrupoli di fronte al patrimonio culturale/naturalistico, nemmeno quando il perseguire i propri interessi significa uccidere a sangue freddo e pilotare incendi. Se Macchiavelli contribuisce ai toni del genere, a Guccini si deve soprattutto la distintiva peculiarità narrativa che, come in musica, anche in narrativa funziona alla grande. Non si può avere niente di più distante dai gialli nordici, ma dopo aver letto Malastagione sentirete la necessità di tornare a indagare i misteri e il folklore dell'Appennino insieme all'ispettore Poiana...



      Scritto da librisenzaglo, sabato 24 settembre 2022

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    • Le Le testimoni del club omicidi di Patterson James e Paetro Maxine


      Ogni 15 libri venduti negli USA, uno è di James Patterson, il cui nome è principalmente legato a quello del profiler Alex Cross. In realtà Patterson ha ideato molti altri famosissimi personaggi legati alla narrativa di suspense, come le Donne del Club Omicidi, fortunatissima serie creata nel 2005 in tandem con Maxine Paetro, scrittore che viene dal mondo della pubblicità. Le testimoni del Club Omicidi (Longanesi, 2013) è il dodicesimo romanzo (su ventuno) della suddetta serie. Si inizia con il botto. La detective Lindsay Boxer partorisce, e subito dopo è costretta a rientrare in servizio . Infatti all'inizio dell'estate un professore di inglese si è presentato al dipartimento per denunciare l'omicidio cui ha assistito. Il punto è che non si trova la vittima, addirittura non risulta l'omicidio, almeno non immediatamente. Sarà solo il primo di una lunga serie di delitti annunciati. La Boxer chiede aiuto alle amiche investigatrici del Club Omicidi /(il medico legale Cindy Thomas, la cronista Claire e il sostituto procuratore distrettuale Suki Cadtellano), già impegnate su altri fronti di casi polizieschi e vicende personali. Il romanzo si legge tutto d'un fiato grazie al susseguirsi dei capitoli brevissimi: non uno bensì tre casi nelle mani di Patterson e Paetro non sono troppi da seguire. "Le testimoni del Club Omicidi" è imbastito da così tanti colpi di scena da prestarsi benissimo per un adattamento televisivo, di cui sentiamo la necessità... Se ti è piaciuto l'inizio, continua a leggere la recensione sul blog pop nerd di Libri Senza Gloria: https://librisenzagloria.com/le-testimoni-del-club-omicidi-di-james-patterson-maxine-paetro/



      Scritto da librisenzaglo, sabato 17 settembre 2022

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    • Tango a Istanbul di Aykol Esmahan


      "Tango a Istanbul" (2014, Sellerio) ad oggi è l'ultimo giallo di Esmahan Aykol incentrato sulla libraia (specializzata in giallistica) Kati Hirschel. Se l'autrice è tedesca di origini turche, il personaggio è il suo contrario: stambuliota di origini tedesche. Insieme all'amico omosessuale, e dipendente della libreria, Fofo, la nostra protagonista consulta una veggente, la quale vede il cadavere di una giovane donna nei fondi del caffè. La donna sembra corrispondere all'amica di un'altra dipendente di Kati, che dopo un arresto cardiaco finisce in terapia intensiva: si chiama Nil e vive al di sopra delle sue possibilità (a partire da quella borsa di Chanel). L'irresistibile e bellissimo Hakan, fratello della "vittima", assume Kati come detective, e lei, rintracciando un ex fidanzato di Nil, scopre che la ragazza stava scrivendo una specie di romanzo sui "balli della repubblica" organizzati nei primi anni dopo la fondazione della moderna Turchia per volere di Mustafa Kemal Ataturk, è stato infatti lui a introdurre il tango nel paese per favorire i rapporti tra uomini e donne. Scrivendo in prima persona, Kati si prende confidenze con il lettore utilizzando un tono forse eccessivamente colloquiale. Quella della Aykol è una scrittura speziata, degna dell'ambientazione affascinante e della detective imprevedibile, nervosa, coraggiosa e ironica, le cui vicende personali prendono il sopravvento sulla detection. "Tango a Istanbul" è un vero noir europeo, sebbene coronato da un finale che alcuni potrebbero trovare deludente... Se ti è piaciuto l'inizio, continua a leggere la recensione sul blog pop nerd di Libri Senza Gloria: https://librisenzagloria.com/tango-a-istanbul-di-esmahan-aykol/



      Scritto da librisenzaglo, sabato 10 settembre 2022

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    • La La ruga del cretino di Vitali Andrea e Picozzi Massimo


      A Bellano, città natale di Andrea Vitali, l'autore esercita ancora oggi la professione di medico, e quella provincia lacustre con il lago nebbioso torna ancora come sfondo e insieme come protagonista in uno dei suoi romanzi: La ruga del cretino (2015, Garzanti). Vitali scrive questo giallo "grottesco" a quattro mani con Massimo Picozzi, criminologo ospite di numerose trasmissioni televisive italiane. Corre l'agosto del 1893 quando due coniugi che lavorano in un santuario poco sopra Bellano, Serpe e Arcadia, vedono in Giuditta, una devota venuta da poco ad abitare a villa Alba, l'occasione giusta per sbarazzarsi della loro "strana" terza figlia, Birce, affidandola alle cure della pia forestiera. Quella stessa estate una povera fioraia di Torino viene massacrata per strada: insieme alle altre vittime radunate nella sala anatomica dell'università torinese il dottor Ottolenghi, assistente del noto alienista Cesare Lombroso, trova nelle loro tasche un biglietto con incomprensibili segni matematici. La faccia dei cretini si riconosce per via di quelle rughe che, come righe di un quaderno, hanno già le risposte pronte: da qui viene il titolo "rivelatore", anche dell'identità dell'assassino, antesignano di Jack lo Squartatore. I capitoli brevi velocizzano la lettura (con il successivo che riprende le ultime parole del precedente), forse troppo brevi per potersi soffermare ogni volta su un diverso punto di vista, soprattutto quando ripresi a distanza di molte pagine. Piacevole da leggere, "La ruga del cretino" è di certo un romanzo atipico, che vogliamo definire con una contraddizione di termini: "un noir a tratti divertente"... Se ti è piaciuto l'inizio, continua a leggere la recensione sul blog pop nerd di Libri Senza Gloria: https://librisenzagloria.com/la-ruga-del-cretino-di-andrea-vitali-e-massimo-picozzi/



      Scritto da librisenzaglo, sabato 3 settembre 2022

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    • Il Il leopardo di Nesbø Jo


      C'è un nuovo serial killer a Oslo. Le vittime sono morte dopo un'atroce agonia, con ventiquattro identiche ferite alla bocca che le hanno soffocate nel loro stesso sangue. La polizia criminale di Oslo può sperare solo nell'aiuto di Harry Hole, un'autentica leggenda vivente alla centrale ma anche alcolista rude e solitario che, in fuga dai propri ricordi, si è rintanato tra le fumerie d'oppio a Hong Kong. Solo la notizia che il padre è stato ricoverato gravemente malato in ospedale lo convince a far ritorno (portandosi dietro una buona scorta di oppio). Anzitutto scopre che tutte le vittime sono state ospiti la stessa notte in un isolato rifugio di montagna. Poi, che sono state eliminate con un raro strumento di tortura belga, la cosiddetta mela di Leopoldo, di cui esistono soltanto ventiquattro esemplari, quasi tutti a disposizione di un trafficante in Congo. Musicista rock e giornalista, Jo Nesbo è uno dei più grandi scrittori di crime al mondo, che si contende con Stieg Larsson il titolo di maestro scandinavo del brivido.Ne "Il Leopardo", però, due terzi delle circa settecento pagine sono scanditi da un colpo di scena dopo l’altro, ma finita la sequenza di omicidi, la trama si complica inutilmente e il ritmo rallenta. Non è comunque facile tessere a lungo una tela sempre più intricata e saperla brillantemente sciogliere nelle ultime pagine: Jo Nesbo dosa in maniera equilibrata la pungente ironia ai momenti raccapriccianti. Non a torto "Il Leopardo" è considerato uno dei migliori della serie di Harry Hole... Se ti è piaciuto l'inizio, continua a leggere la recensione sul blog pop nerd di Libri Senza Gloria: https://librisenzagloria.com/il-leopardo-di-jo-nesbo/



      Scritto da librisenzaglo, sabato 27 agosto 2022

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    • La La casa degli spiriti di Allende Isabel


      "La casa degli spiriti" ha un posto d'onore nella letteratura sudamericana. Romanzo d'esordio di Isabel Allende nel 1982 (da noi arrivato l'anno successivo grazie a Feltrinelli) è la saga familiare "per eccellenza", che ripercorre la dolorosa trama del secolo passato fornendoci un grande affresco storico del popolo cileno attraverso il racconto di tre generazioni di donne. Le Tre Marie è la splendida tenuta di proprietà di Esteban Trueba: Clara è sua moglie, avvolta nei ricordi, che comunica con i morti, sposta gli oggetti con il pensiero e predice il futuro; la figlia Blanca è innamorata di un servo del padre, Pedro, che avrà parte nella guerriglia della rivoluzione; la nipote Alba dovrà affrontare i soprusi la dittatura militare di destra. Nonostante Pinochet non venga mai nominato direttamente (così come Salvador Allende e Pablo Neruda) è chiaro che il libro fa riferimento agli orrori della guerra cilena che portarono all'ascesa del suo regime. Non mancano però una certa dose di spiritismo ed esoterismo. "La casa degli spiriti" ha sì magia e mistero, ma pure politica e poesia conditi da aneddoti ironici e descrizioni forti, ma pure violenza e sesso con i suoi desideri di avanzamento sociale e amori proibiti. Lungo la lettura l'allegoria si perde nel racconto onirico, e la democrazia per vincere passa dal femminismo!... Se ti è piaciuto l'inizio, continua a leggere la recensione sul blog pop nerd di Libri Senza Gloria: https://librisenzagloria.com/la-casa-degli-spiriti-di-isabel-allende/



      Scritto da librisenzaglo, sabato 13 agosto 2022

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    • La Mennulara di


      Sin dalla sua pubblicazione nel 2002 il successo de "La Mennulara" di Simonetta Agnello Hornby è stato tale che negli anni ha venduto oltre un milione di copie ed è stato tradotto in tutto il mondo. Ambientata nel 1963 (precisamente a partire dal 23 settembre) a Roccacolomba, paese immaginario della Sicilia, la storia ruota intorno alla morte della Mennulara, al secolo Maria Rosalia Inzerillo, la domestica della famiglia Alfallipe e occulta amministratrice del loro patrimonio. "Mennulara" significa "raccoglitrice di mandorle", infatti così faceva da piccola raccogliendo da terra qualsiasi cosa potesse servire per sfamare i suoi cari. Ma colei che dà il titolo il romanzo non la vedremo mai, anzi il racconto comincia con la notizia della sua morte, e prosegue nei giorni successivi. La notizia del decesso si sparge attraverso una pluralità di voci: il prete, il medico, gli artigiani e i poveri commercianti, tutti ne parlano, tutti sono coinvolti forse anche la mafia locale, tutti fanno avanti e indietro con la memoria, e così anche la Mennulara rivive per noi. Come cantava De André, il pettegolezzo corre di bocca in bocca, rivelandoci le contraddizioni di un popolo, soprattutto la meschinità umana, che emerge attraverso una galleria di personaggi grotteschi la cui terza dimensione è spesso restituita da uno sguardo umoristico. Questa è la storia siciliana di un casato, ma anche di un paesino del secondo dopoguerra nel palermitano diviso fra parte bassa (i poveri) e parte alta (i ricchi). Nonostante sia pervaso di sicilianità, il romanzo parla a tutti, e lo fa con la forza di questa donna che era "l'amica geniale" prima ancora di Elena Ferrante, antesignana del femminismo moderno...



      Scritto da librisenzaglo, domenica 7 agosto 2022

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    • Cecità di


      Premio Nobel per la letteratura nel 1998, Josè Saramago è poeta, drammaturgo e giornalista portoghese. Come tutti i geni Saramago ha saputo anticipare i tempi. In Cecità (1995), come ben spoilera il titolo, l'umanità ha a che fare con un'epidemia che rende ciechi. Magistrale il primo capitolo in cui percepiamo la straordinarietà dell'evento quando colpisce un singolo individuo (il "paziente zero") in circostanze del tutto normali. Magistrale il secondo capitolo in cui seguiamo il diffondersi dell'epidemia che rimbalza da uomo comune a uomo comune. A tal proposito la maniera in cui il ministero tenti di controllare il bizzarro fenomeno negandone la diffusione ricorda la gestione del disastro di Chernobyl da parte del governo russo o dell'epidemia da COVID-19 da parte del governo cinese. Magistrali tutti gli altri capitoli. Il razionamento del cibo, l'assegnazione dei posti letto, la pulizia degli ambienti, il sotterramento dei cadaveri (sì, i militari fuori hanno il grilletto facile) sono problemi che crescono di portata insieme al crescente sovraffollamento degli spazi, quando ad esempio anche i contagiati (ancora vedenti) vengono reclusi insieme ai ciechi. Se c'è una cosa che c'era prima della cecità e che c'è anche dopo, è l'indifferenza verso il prossimo. La nuova società che si forma all'interno di questo labirinto razionale rappresentato dal manicomio (e manifestato in scrittura dalla macanza di interpunzione) riparte sì da zero, si fa beffa di ogni convenzione civile: si ritorna a uno stato precedente a quello della civiltà, dove domina la legge del più forte, quella dell'homo homini lupis. Questa è una forte critica alle strutture di potere contemporanee, e sembra che una forma di solidarietà sia possibile solo nella comunità femminile... Se ti è piaciuto l'inizio, continua a leggere la recensione sul blog pop nerd di Libri Senza Gloria: https://librisenzagloria.com/cecita-di-jose-saramago/



      Scritto da librisenzaglo, sabato 30 luglio 2022

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    • Kitchen di Yoshimoto Banana


      “Kitchen” (1991) è diventato un caso letterario sin dalla sua uscita, e da allora l'autrice Banana Yoshimoto ha conquistato un grandissimo numero di lettori in tutto il mondo, compreso in Italia dove è stato pubblicato da Feltrinelli in prima traduzione mondiale. Ovviamente il sistema di trascrizione adottato è quello Hepburn (fanno eccezione i nomi di luoghi famosi come Tokyo). “Kitchen” è un romanzo breve diviso, se vogliamo, in due racconti (“Kitchen” e “Plenilunio”) con la stessa protagonista e narratrice: Mikage Sakurai, una ragazza rimasta orfana "anche" della nonna, che nutre e sviluppa una vera e propria ossessione per le cucine, di tutti i tipi e per tutti i gusti (da qui il titolo). Mikage scopre che la famiglia non si può solo scegliere, ma addirittura inventare. Secondo questo geniale assunto, e dato per assodato che i membri della famiglia siano intercambiabili, il padre del suo giovane amico, Yuchi Tanabe, può allora diventare una nuova madre per lei: del resto Eriko ha già fatto da un pezzo il passaggio da un sesso all'altro. Sì, “Kitchen” è un romanzo tragicomico sulla solitudine giovanile, decenni prima dell'esplodere del fenomeno hikikomori, oggi tristemente attuale in tutto il mondo. Banana Yoshimoto compie una rielaborazione letteraria dello stile dei manga, più precisamente dello shojo manga, quello indirizzato a un pubblico principalmente femminile e non definito propriamente dal suo contenuto. Il tratto è sognante, la sua semplicità ti scava dentro e ti emoziona, ricordando al lettore che bisogna approfittare e godere di ogni singolo momento della nostra breve esistenza... Se ti è piaciuto l'inizio, continua a leggere la recensione sul blog pop nerd di Libri Senza Gloria: https://librisenzagloria.com/kitchen-di-banana-yoshimoto/



      Scritto da librisenzaglo, sabato 23 luglio 2022

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    • Le Le lacrime di Nietzsche di Yalom Irvin D.


      Il quarantenne Josef Breuer, stimato ebreo e geniale psichiatra, un giorno sarà il futuro padre della psicanalisi. Ma nell'ottobre 1882 è giusto il medico personale di artisti e filosofi come Brahms, Brucke e Brentano. La consacrazione di Breuer passerà attraverso il suo più illustre paziente, colui che secondo Wagner ha "regalato al mondo un'opera senza pari": Friedrich Nietzsche. Queste sono le grandiose premesse de "Le lacrime di Nietzsche" (1992) di Irvin D. Yalom, psichiatra e autore di bestseller. Della disperazione estrema di Nietzsche, il dottor Breuer apprenderà al Caffè Sorrento, il rinomato caffè veneziano, dove è stato convocato dalla musa della Vienna fin de siècle, la bellissima Lou Salomé. La "questione di estrema urgenza" di cui la misteriosa russa vuol parlargli riguarda il "futuro della filosofia tedesca": Friedrich Nietzsche è in preda a emicrania, parziale cecità, nausea, insonnia, febbri, anoressia. Secondo Breuer il paziente non si sceglie la malattia ma sceglie lo stress, che a sua volta sceglie la malattia: questo caso sin da subito si rivela però più complicato del previsto. Dopo un iniziale tentennamento, il filosofo decide di cogliere questa singolare occasione di provare le sue idee su un singolo individuo per poi postularle sull'intera specie umana e la società occidentale. Le numerose sedute non annoiano mai, semmai incalzano con un ritmo sempre più serrato fino a uno spiazzante (e commovente) colpo di scena finale.Non è necessario conoscere Nietzsche o la sua filosofia per apprezzare il romanzo, la scrittura "semplice" ci fa sembrare "facile" il lavoro di puntigliosa documentazione ma anche la grande originalità che sottintende... Se ti è piaciuto l'inizio, continua a leggere la recensione sul blog pop nerd di Libri Senza Gloria: https://librisenzagloria.com/le-lacrime-di-nietzsche-di-irvin-d-yalom/



      Scritto da librisenzaglo, sabato 16 luglio 2022

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