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Recensioni


    • Altre americhe di Salgado Sebastião


      Beh, Salgado è un vero maestro - sì, lo so... è una parola abusata - e questo libro (che non ho comperato ma che sfogliato avidamente in libreria) mostra questo magistero nel suo farsi, tanti anni fa. La sicurezza tecnica non è mai stata un problema, per il nostro, e l'occhio era infallibile già allora.



      Scritto da Kilgore, martedì 12 maggio 2015

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    • La La circostanza di Di Salvia Francesco Paolo Maria


      Bella circostanza, quella di essersi imbattuto in questo libro. La storia di una famiglia, di una dinastia del caffè, ambientata fra la Dallas di Kennedy, una Salerno che arriva fino ai giorni nostri, e una Praga la cui primavera già annuncia gelidi refoli d'inverno. Personaggi di spessore, divisi fra la vocazione per il caffè, la passione per la politica, amori e dissapori, rancori la cui origine si perde nella notte dei tempi. Su tutti, Lulù Saraceno, chanteuse di belle speranze (tradite) e madre di Italo, uomo tutto d'un pezzo ed esponente di quella leva partigiana che confluirà senza sforzo apparente nel Partito Comunista più grande d'Italia. E su quel Partito, e tutto l'indotto umano che attorno ad esso si è addensato in quasi mezzo secolo di storia, Di Salvia imbastisce un'ode alle occasioni sprecate, che somiglia molto a un'elegia. Bellissimo.



      Scritto da Kilgore, giovedì 26 marzo 2015

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    • L' L' arte di scomparire. Vivere con discrezione di Zaoui Pierre


      Nell’era di Youtube e di Facebook, ecco un invito a scomparire, a passare inosservati, a guardare senza essere visti. Un inno alla discrezione, ben scritto e capace di mettere in luce l'incredibile benessere che può derivare da chi sappia preservare uno spazio solo per sé. Insomma, è tempo di aggiornare il concetto di "pubblico" e, parallelamente, ridare valore a quel che di sé non si ha intenzione di condividere. La cosa più dolorosa è pensare come tutto questa iper-esposizione continua e inarrestabile - quella per la quale, cioè, sentiamo di dover rendere pubblica ogni nostra espressione intima (da quel che mangiamo a colazione alle persone che incontriamo nel corso della giornata) - sia in realtà parte integrante di un progetto di gigantesca "schedatura narrativa" delle persone, attraverso la quale usi, costumi, tendenze e finanche i pensieri che ci caratterizzano in quanto esseri umani diventano "tag" che le multinazionali e le aziende possono utilizzare come moneta di scambio, al fine di diventare ancora più chirurgicamente efficaci nel venderci merci e servizi. Beh, quest'ultima è forse una riflessione pessimistica che mi scaturisce dall'osservazione del mondo in cui vivo (e dall'osservazione di me stesso e dei miei comportamenti), mentre il libro ha un approccio più "filosofico" (in senso molto divulgativo, comunque)... ma non posso non vedere l'attinenza.



      Scritto da Kilgore, venerdì 20 marzo 2015

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    • L' L' invenzione delle notizie. Come il mondo conobbe se stesso di Pettegree Andrew


      Quando il suddito diventa politicamente informato, "comincia gradualmente a formulare giudizi sulle azioni del Principe: diventa così avvezzo a ricevere tali informazioni che finisce per credere che gli siano dovute e, quando non gli sono fornite, interpreta tale fatto erroneamente oppure percepisce un affronto e prova odio". Sudditi e principi, capita l'antifona? Potrebbe essere un brano che parla dell'oggi, se solo avessimo l'accortezza di dare etichette nuove a concetti e dinamiche vecchie come il mondo (o perlomeno come le società moderne). Quello di cui riporto un estratto è Paolo Sarpi, e il brano è si riferisce al ruolo dell'informazione nel contesto della polemica seguita all'editto che Paolo V lanciò contro la Serenissima. Di fonti, materiali e aneddoti è ricchissimo il libro di Pettegree, che secondo me è indispensabile per chiunque si interessi di giornalismo e informazione, ma è capace anche di offrire spunti di riflessione attualissimi anche a coloro che non sono addentro a questioni di quel genere. Si parte da lontano, in questo libro, per disegnare un itinerario storico che arriva al momento dell'affermazione dei primi grandi quotidiani. Utilissimo anche per capire - o cominciare ad articolare una riflessione - su quel che comporta oggi, al tempo di internet.



      Scritto da Kilgore, venerdì 20 marzo 2015

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    • Il Il regno di Carrère Emmanuel


      Il Vangelo secondo Carrère: un saggio in cui la nascita del cristianesimo e le vite di San Paolo e San Luca sono narrate come un romanzo d’avventura. C'è una ragione se questo scrittore viene indicato da più parti come una delle grandi voci della letteratura contemporanea. Secondo me è la sua onestà, e la capacità di non arretrare davanti a quelle zone dell'animo umano che altri scrittori esorcizzano facendone calligrafia. Carrère scrive di ciò che ha imparato su sé stesso, e indaga su ciò che sta imparando a sue spese. Qui, ad esempio, motivo scatenante della ricognizione in profondità dentro il cristianesimo è il periodo della vita in cui egli stesso, Carrère, è stato cristiano. Un periodo breve, tre anni appena, più di vent'anni addietro, ma un periodo sufficiente per scavare a fondo nella mitopoiesicristiana e sulle ragioni per cui quella peculiare narrazione ha attecchito tanto bene fra popoli ed epoche. L'esperimento riesce: la riflessione di Carrère muove dal linguaggio - essendo il suo bastone da rabdomante esattamente il romanzo - e ci restituisce fatti e testimonianze, personaggi e parole, trasfigurati dalla sua lingua potente e precisa.



      Scritto da Kilgore, martedì 3 marzo 2015

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    • Il Il fotografo di Lemercier Frédéric, Lefèvre Didier e Guibert Emmanuel


      Uno fra gli esempi più riusciti, a mio avviso, della collaborazione che possono stringere fumetto e fotografia, nel segno di un comune intento narrativo. La storia di un fotografo nell'Afghanistan invaso dai russi, nel 1986: con occhio di reporter, Lefèvre, fotografo francese, si unisce a una troupe di Médécin sans frontières alla ricerca di un posto dove costruire un ospedale. Nel corso del suo viaggio, incontrerà un'umanità di grande ricchezza, alle prese con una storia durissima. Mettendone a fuoco le condizioni di vita e l'accoglienza, i tratti caratteristici e il retaggio di una storia millenaria della quale oggi ricordiamo poco o nulla, il réportage che scaturisce da quel viaggio lontano nel tempo fissa su carta tutte le premesse da cui discenderà l'Afghanistan attuale, ancora martoriato (anche se non più dai russi), e le sue genti meravigliose. Per me è un capolavoro.



      Scritto da Kilgore, lunedì 23 febbraio 2015

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    • Il Il gusto del cloro di Vivès Bastien


      Il primo capolavoro di Vivès: il segno si apre a nuove fisiche, sciogliendo certi spigoli nel celeste slavato delle piscine, e cercando geometrie e inedite a filo d'acqua. Una storia d'amore che somiglia a una danza, con l'eleganza di uno stile libero e le goffe dolcezze di una vasca a rana. Consigliatissimo.



      Scritto da Kilgore, giovedì 19 febbraio 2015

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    • Chi manda le onde di Genovesi Fabio


      Quasi un romanzo di formazione in salsa versiliana. Genovesi torna sui suoi luoghi del delitto per raccontarci una storia delle sue. Gli ingredienti ci sono proprio tutti, e quelli che hanno apprezzato "Versilia Rock City" non tarderanno a riconoscere la penna più veloce del west (nel senso della riviera occidentale, quella tirrenica). Consigliato!



      Scritto da Kilgore, martedì 3 febbraio 2015

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    • Zorba il greco di Kazantzakis Nikos


      Storia dell'amicizia fra un intellettuale - che è anche l'io narrante dell'intera vicenda - e un uomo "larger than life", capace di contagiare con la sua irrefrenabile vitalità tutto ciò che incontra sul suo cammino. Il libro di Kazantzakis ha finito, col tempo, per essere oscurato dalla fama del film che ne fu tratto negli anni Sessanta, ma ha i sé pagine di poesia straordinaria, e merita d'essere riscoperto in questa traduzione che Nicola Crocetti - che del libro è anche editore - ha fatto direttamente da greco (la prima - e fino a pochissimo tempo fa unica - edizione infatti, era stata condotta dall'inglese, e si può immaginare quanto un "doppio passaggio" del genere possa degenerare l'intenzione originaria dell'autore). Bellissimo. Consigliato.



      Scritto da Kilgore, lunedì 29 dicembre 2014

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