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Streghe. Le eroine dello scandalo copertina

Streghe. Le eroine dello scandalo di Ilaria Simeone

Che cosa accomuna Caterina De Medici, Isotta Stella e Maria Bertoletti? Tre donne, tre secoli diversi in tre luoghi diversi. Accusate di stregoneria e torturate dalla Santa Inquisizione sono tre esempi riportati da Ilaria Simeone nel suo saggio intitolato Streghe. Le eroine dello scandalo.

Un testo agile e di rapida consultazione in cui l’autrice, giornalista professionista laureata in filosofia, avvia una vera e propria inchiesta, analizzando i dati d’archivio e scavando nelle pieghe della storia. Il risultato è il lento rivelarsi di alcuni personaggi, sia dal punto di vista umano che nella loro esatta collocazione storica, tratto peculiare che fa discostare questo saggio dalla tradizione della saggistica di genere, tendenzialmente astratta.

Non è un libro di fantasia né un romanzo storico, gli avvenimenti narrati sono autentici fin nel dettaglio più crudo. L’obiettivo è scandalizzare il lettore, come scandalose sono definite le donne protagoniste del libro. L’autrice tiene a precisare che le voci forti e moleste delle cosiddette streghe rappresentano un inciampo della giustizia, che mieteva vittime nei roghi perché un semplice sospetto era degenerato in panico sociale.

Femminicidi. Di questo si tratta. Omicidi avvenuti con il benestare di una magistratura che nasconde in antichi documenti vergati a mano tutta la banalità del male. Stragi portate a termine da uomini terribilmente normali che hanno accusato i negletti della società per trovare una risposta davanti alla morte di un infante, alla carestia e all’insorgere di una malattia.

In Streghe il lettore troverà il modo di accostarsi alle pratiche inquisitorie relative alle accuse di stregoneria, sia dal punto di vista delle imputate sia da quello più insolito del magistrato. Attraverso la descrizione delle fisionomie dei protagonisti, quella dei loro legami sociali e affettivi e quella del loro carattere, la narrazione degli eventi si fa scorrevole, a tratti incalzante, come difficilmente ci si aspetterebbe da un saggio che tratta un argomento così greve.

Ilaria Simeone afferma che «il male, quando è banale, sparisce, repentino e inosservato, nelle pieghe della storia» ed è per questo che le vite di Caterina, Isotta, Maria non vanno dimenticate.

Recensione di Elisa Bassani

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