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Recensione

Morte di un ex tappezziere copertina

Morte di un ex tappezziere di Francesco Recami

Consonni sapeva che l'avevano visto tutti, nel condominio, con una ragazza giovane. E avevano visto anche il pappone che la veniva a prendere, e voleva i soldi. In quel momento era al centro del pubblico ludibrio, tutti i condomini lo tenevano sotto osservazione, ma se quei benpensanti avessero saputo... Lui era pronto a sacreficarsi, a morire, e quelli chissà a cosa pensavano, al decoro del condominio?

No, non ci credo, non è possibile; appena ho aperto questo nuovo, atteso libro di Francesco Recami ecco lì una notizia che non avrei mai voluto leggere: il Consonni è morto.
No! come può essere successo? Sì, non era più un giovanotto, ma neppure si poteva definire un anziano, con i suoi settantasei anni portati bene. L’adorato nipotino – il piccolo Cipolla - come l’avrà presa? E la figlia? Come farà senza di lui adesso a organizzare la sua vita da madre single con un lavoro impegnativo? E la professoressa Angela Mattioli, la sua fidanzata che gli voleva bene, malgrado tutto? Per non parlare poi di tutti gli altri coinquilini della casa di ringhiera milanese in cui vive – no, già, in cui viveva - e che erano suoi amici (chi più chi meno) e spesso si erano trovati a condividere con lui quelle strane avventure che sembravano vere e proprie indagini poliziesche nelle quali lui si buttava con tanta passione…

Ma andiamo con ordine, perché Recami ci racconta tutta la storia dall’inizio.
Un inizio un po’ burrascoso perché il Consonni ha preso una deriva insolita per un uomo serio come lui: proprio mentre Angela è momentaneamente a Bruxelles, si è innamorato di Svetka, una giovane donna di origine ceca, una barista. Non credeva affatto di farsi così coinvolgere da lei: l’idea iniziale era quella di aiutare, soprattutto dal punto di vista economico, una bella ragazza in difficoltà. Tuttavia pensala oggi, pensala domani, ecco che si è trovato a pensarla spesso, troppo spesso, quella prorompente, gentile ragazza. E così ci troviamo di fronte a un Consonni cambiato, più allegro, ringiovanito, un po’ farfallone.
Ma la sua debolezza senile (della cui assurdità è il primo a rendersi conto) non è destinata a rimanere solo una parentesi divertente e sentimentale perché Svetka ha tanti, seri problemi. Questa volta l’indagine diventa poliziesca sul serio e Consonni non gioca – più o meno consapevolmente - con ironia e qui pro quo, ma si trova a fronteggiare sfruttamento e tratta di giovani donne dall’Est. Una questione seria davvero, che prima lo fa ammalare e poi perdere la testa.
Con i piccoli sgarbi, le maldicenze, le vendette quotidiane restano a giocare gli altri inquilini della casa di ringhiera: l’amico-nemico De Angelis, ossessionato dalla sua automobile BMW; l’ex alcolista Claudio passato dal ruolo di padre di famiglia in un appartamento a quello di badante in un altro, per la perfida Mattei-Ferri, invalida per convenienza; i peruviani caciaroni… La solita caotica, stralunata e incattivita convivenza.

Recami questa volta riesce, percorrendo la stessa strada battuta da Camilleri, Robecchi o Manzini (per citare giallisti contemporanei tra i più amati dai lettori), a mescolare dramma e commedia trasformando la sua casa di ringhiera, che sino a oggi era stata più che altro lo scenario di una serie di farse, in un anfiteatro da tragedia greca. Ma non temete, rimanendo sempre fedele a sé stesso e alla scrittura leggera e divertente che abbiamo imparato ad amare.

Francesco Recami - Morte di un ex tappezziere
310 pag., 14,00 € - Edizioni Sellerio 2016 (La Memoria)
ISBN 9788838935220


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