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Recensione

Funny girl copertina

Funny Girl di Nick Hornby

I due autori brontolarono.
« Vedi? » disse Tony. « Se sei fortunato, incontri le persone giuste al momento giusto. »
« E noi abbiamo incontrato la persona giusta al momento giusto » disse Dennis.
Sophie ci mise un po’ a capire che parlavano di lei.

Non desiderava diventare una Miss, ma destino volle che stesse per succedere.
Incipit da maestro per il gran talento letterario inglese Nick Hornby.
Siete pronti a tuffarvi con questo veterano della scrittura umoristica nel mondo della televisione anni Sessanta? Negli studi della BBC tra autori e protagonisti di una Comedy Playhouse (serie di pezzi unici che la BBC utilizzava come trampolino di lancio per nuove commedie) promossa e diventata una serie di successo?
Avete un po' di nostalgia per la Swinging London dei Beatles e degli Yardbirds e molta voglia di sorridere? Ecco, questo è il romanzo che fa per voi!

Un autore che per presentare un suo personaggio scrive “vecchio prima di averne il diritto” è uno che ha trovato la giusta chiave per raccontare storie.
Storie di uomini e donne non convenzionali, ovviamente.
Da lui non potremmo aspettarci la normalità. Così è Barbara, giovane e bella cittadina di Blackpool che smania per andarsene da quella città e che ha un mito, un punto di riferimento: Lucille Ball e le puntate dello show I Love Lucy. “Tutto quello che provava o faceva arrivava da lì”, tutto quello che voleva era far ridere la gente. Tutti i mezzi per approdare a Londra sono validi, anche partecipare al concorso per Miss Blackpool, vincerlo e rinunciare al titolo nel giro di un'ora, dopo aver capito che più che uno strumento per la fuga sarebbe stato un vincolo.
“Lucille Ball l’aveva trasformata in una specie di martire dell’ambizione”.
E un martire dell'ambizione è pronto a tutto per raggiungere il suo traguardo.
Certo, un po' di fortuna aiuta. E questa fortuna arriva nei panni di due autori televisivi in crisi creativa - Tony Holmes e Bill Gardiner - che, alla ricerca della protagonista di una nuova serie tv, vengono catturati dall'esuberanza di questa aspirante attrice, dalla sua inventiva e dagli sviluppi che una storia potrebbe avere se cucita sulle sue forme straripanti ("Aveva il vitino da vespa di Gaye Gambol, un seno generoso, i capelli biondi e lunghe ciglia vibranti") e sul suo provincialismo. Gioie del matrimonio si trasforma così in Barbara (e Jim), serie tv su una coppia borghese dove già dal titolo si capisce chi sarà il vero protagonista…
La donna Barbara di Blackpool diventa l’attrice Sophie Straw, la provinciale ingenua si trasforma in londinese cool, frequenta i migliori negozi (Biba), i ristoranti alla moda (Trattoo) seduta al tavolo accanto a Terence Stamp, Peter Sellers o Mick Jagger e ripaga più che abbondantemente la fiducia degli autori e del regista della sitcom “perché qui siamo di fronte al talento comico più straordinario che io abbia mai visto dopo la guerra.”
Il suo impeto tavolgente trascina anche gli autori, in verità già abbastanza celebri, verso un nuovo status, soprattutto economico.
“Tony e Bill non scrivevano più al caffè. Avevano preso in affitto un ufficio, una stanza sopra un negozio di calzature in Great Portland Street, a due passi dalla stazione della metropolitana. Adesso avevano un contratto per sedici episodi, maggiori entrate, un bollitore... Si faceva sul serio.”

Biba Shop 008.
Nick Hornby racconta quel mondo anni Sessanta - saturo di occasioni offerte da una società in pieno sviluppo -, seguendo le tre serie della commedia televisiva.
Dialoghi feroci, battute insopportabilmente snob fotografano la spocchia di un certo ambiente intellettuale legato alla radiofonia contrapposto a quello popolare delle trasmissioni televisive. Il critico importante VS l’autore di commedie televisive in serie.
Contemporaneamente c'è il punto di vista del telespettatore, rappresentato dalla famiglia d'origine di Sophie-Barbara candida, schietta, ma non innocente.

E questa riuscita alternanza di linguaggi - spalleggiata da alcune fotografie dell'epoca sparse nei capitoli - descrive come un documentario quell'Inghilterra a cui tutta l'Europa in quegli anni guardava come un modello.

Recensione di Giulia Mozzato

Nick Hornby - Funny Girl
Titolo originale: Funny Girl
Traduzione di Silvia Piraccini
374 pag., ill., 18,50 € - Edizioni Guanda 2014 (Narratori della Fenice)
ISBN 978-88-235-0953-5


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