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Recensione

Truman Capote. Dove diversi amici, nemici, conoscenti e detrattori ricordano la sua vita turbolenta copertina
  • Plimpton George
  • Truman Capote. Dove diversi amici, nemici, conoscenti e detrattori ricordano la sua vita turbolenta
  • Garzanti
  • 2019

Truman Capote di George Plimpton

Matthew Rhodes: Harper Lee viveva alla porta accanto. È stupefacente pensare che da un paese dell'Alabama così piccolo siano usciti ben due scrittori famosi. Qualcuno ha proposto di mettere un cartello stradale per definirlo il paese di Harper Lee e Truman Capote.

Immagino che molti conoscano di Truman Capote il celeberrimo Colazione da Tiffany, grazie al film del 1961 diretto da Edwards Blake e interpretato da una strepitosa Audrey Hepburn; ma per chi non l'avesse ancora fatto, vale assolutamente la pena di leggere anche il libro che Capote scrisse nel 1958. E non solo quello, ovviamente.

A novant'anni dalla nascita di questo celebre personaggio e a trenta dalla sua morte avvenuta nel 1984 a soli sessant’anni, la Garzanti – che è stata fin dal 1961 la sua casa editrice italiana di riferimento – ha da pochissimo pubblicato il libro Truman Capote, a firma dell'eclettico giornalista George Plimpton.
La prima edizione è del 1997 e , per la stesura del lavoro, Plimpton ricorrerà ancora una volta al criterio dell’utilizzazione dell’intervista, una tecnica redazionale di sua invenzione, un metodo di lavoro che gli ha consentito di creare un nuovo genere letterario.

truman capote3.
Potremmo definirlo un minuzioso lavoro di taglia e incolla perché si è trattato proprio di ripercorrere l'intensa vita del protagonista, estrapolando dalle sue numerosissime interviste ad attori, giornalisti, registi, scrittori, sarti, amici, nemici e a molte altre persone, le parti nelle quali si parlava appunto di Capote.
Ne risulta una piacevole lettura, grazie anche alla bella traduzione di Alba Bariffi, che ci riporta indietro nel tempo di alcuni decenni, all'interno di uno spaccato di vita dove ritroveremo il Capote nei vari ambienti da lui frequentati, visti nell'ottica interessante e particolare di quell'intenso momento sociale, politico e artistico.

Per farci conoscere tutto ciò, George Plimpton ha dunque riunito, capitolo dopo capitolo, come in un immenso puzzle, le testimonianze di oltre centosettanta personaggi famosi come Lauren Baccal, Mia Farrow, John Huston, Gore Vidal, Candice Bergman, Marella Agnelli, Joe Caldwell, ma anche di persone sconosciute come Matthew Rhodes – che citiamo all’inizio – un abitante di Monroeville, la piccola cittadina dove Capote visse da quando aveva sei anni con la famiglia della madre, Lily Mae Faulk.

Infatti Truman nasce a New Orleans nel 1924 ma già nel 1930 la mamma, una giovane donna inquieta ed estroversa, abbandonerà il marito e lascerà in custodia a una cugina il figlio per ricominciare una nuova vita a New York.
Adottato successivamente dal secondo marito di Lily, Joseph Capote, Truman ne prenderà il cognome.
Truman è un avido lettore e dimostra precocemente la sua vena di scrittore che condivide, durante i suoi anni di permanenza a Monroeville, con una particolare vicina di casa, Harper Lee la famosa autrice di Il buio oltre la siepe.

Attraverso la voce di molti personaggi riusciremo a ricostruire la vita geniale, trasgressiva, eccentrica, scandalosa e disordinata – purtroppo segnata anche dall'alcolismo e dall'uso di droga – di questo non facile personaggio.
Il ritmo dei vari capitoli ci introduce ai molti episodi della sua vita, ai suoi libri e ai rapporti con i tanti personaggi che ebbe modo di incontrare.
Alcuni capitoli significativi, che ancora una volta delineano la sua personalità, sono dedicati alla famosa festa in bianco e nero che nel 1966 Truman decide di organizzare per l’amica Katharine Graham.

truman capote mixa sinistra: Capote da ragazzo; a destra: lo scrittore durante il Blak and white party con Katharine Graham.
Una festa sfarzosissima, che si svolse il 28 novembre all’ Hotel Plaza di New York, per la quale studiò minuziosamente, per tutta l'estate di quell'anno, la realizzazione. Dall’intervista al giornalista Herb Caen: "Ne parlava tutta New York. Gli addetti agli ascensori, i tassisti, i portieri, appena ti vedevano con una maschera o un’acconciatura particolare, dicevano: Va al ballo di Truman, eh?".
E ancora da Leo Lerman, suo amico e giornalista di Vogue e Vanity Fair: "Il ballo fu uno dei suoi capolavori. Un’opera equivalente ai suoi racconti più belli".
Il saggista Norman Podhoretz dirà: "Non rimasi solo stupito ma esterrefatto per come il mondo reagì a quel ballo. La lista degli invitati fu pubblicata sul New York Times".
Cinquecento furono gli invitati, selezionati con grande cura e attenzione ma anche con qualche punta di malizia e qualche ripicca.
"In questo fu tremendo", come dichiarerà l'agente letteraria Eleanor Fride.
Nomi importanti entrarono negli elenchi, come Steinbeck, Miller, Warhol, Avedon e dall’Italia anche gli Agnelli.

Ma se in una coppia gli stava simpatico il marito ma non la moglie, invitava solo l'uomo. Insomma una selezione di simpatie e antipatie rigorosissima, tanto da far commentare a Phyllis Cerf Wagner, moglie del suo editore: "Immagino fossimo lieti di esserci, per forza. Se non fossimo stati invitati ci saremmo rimasti malissimo". E a proposito dei molti non invitati, lo stesso Capote disse: "Ho invitato cinquecento persone e mi sono fatto 15 mila nemici".
Ma forse, visto il personaggio, non gli sarà dispiaciuto affatto.

George Plimpton non manca di far raccontare ai suoi intervistati anche i momenti più brutti della vita di Truman, fino a quello della sua morte e dei suoi funerali. Concludiamo allora con le parole del critico teatrale, Alan Pryce-Jones: "L'ultima volta che lo vidi era veramente nell'autunno dei suoi giorni; mentre camminava scese all’improvviso in mezzo al traffico senza neanche guardare. Era assolutamente fuori. Fuori di sé. Due o tre persone si precipitarono a salvarlo dal finire sotto un autobus. Stava camminando a caso nel traffico. Non ragionava più. Non riconosceva le persone. Accadde, direi, non più di due mesi prima della fine".

George Plimpton - Truman Capote
Traduzione di A. Bariffi
468 pag., 29,00 € - Edizioni Garzanti 2014 (Saggi)
ISBN 9788811687900 


recensione di Iaia Barzani


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