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Recensione

Miele copertina

Miele di Ian McEwan

Per ricrearti sulla pagina ho dovuto diventare te e capirti (è il prezzo dei romanzi), e facendo questo, be', è accaduto l'inevitabile. Quando mi sono insinuato nella tua pelle avrei dovuto pensare alle conseguenze. Io ti amo ancora. No, non è esatto. Ti amo di più.

Nel 1967 Stephen Spender, direttore del magazine culturale Encounter, dovette dare le dimissioni quando si scoprì che il giornale era finanziato dalla CIA per favorire una politica intellettuale e culturale filo anglo-americana in un mondo diviso dalla Guerra Fredda. È questo l'episodio che ha ispirato Miele di Ian McEwan, un romanzo che mescola i generi e si costruisce su un continuo gioco di specchi, spingendosi al limite tra tra fiction e autobiografia.

Serena Frome, la protagonista e voce narrante, è una giovane donna, bionda, bella, di buona famiglia borghese. Figlia di un vescovo anglicano, Serena cresce in una cittadina dell'Inghilterra orientale in un ambiente equilibrato e sereno, quasi idilliaco, all'interno di un giardino cintato da mura. Vivendo tra i protetti confini domestici, percepisce solo una pallida eco delle inquietudini politiche e sociali che sconvolgono la Gran Bretagna negli anni Sessanta. La sua educazione è complessivamente mediocre e superficiale, senza entusiasmi. Pur coltivando da sempre una passione per la lettura, viene convinta dai genitori a studiare matematica a Cambridge. Anche se al liceo aveva dimostrato un vero talento per la materia, a Cambridge scoprirà immediatamente tutta la sua inettitudine, e ciò non farà che rinforzare la sua predilezione per la letteratura. All'ultimo anno inizia a scrivere recensioni per una rivista studentesca e viene per la prima volta in contatto con la politica e la storia recente. Attraverso Solženicyn viene a conoscenza dei campi di lavoro sovietici e delle assurde crudeltà del comunismo. Ma la sua "iniziazione al mondo" si compirà realmente solo grazie a Tony Canning, docente di storia e amico intimo del ministro dell'Interno, con il quale inizierà una relazione clandestina che durerà un'estate, per poi interrompersi bruscamente. Tony guiderà le sue letture, e prima di scomparire un po' misteriosamente la istruirà nella diplomazia internazionale e la preparerà per un colloquio di lavoro al MI5. Così Serena otterrà un posto al MI5 e ben presto le sarà offerto un incarico più delicato: partecipare all'operazione "Miele", diventando una pedina della cosiddetta "guerra fredda culturale" con la quale il MI5 intende finanziare occultamente scrittori ritenuti affini alla causa dell'Occidente trasformandoli in inconsapevoli agenti della propaganda anticomunista. Il compito di Serena sarà quello di seguire Tom Haley, promettente autore di alcuni apprezzati racconti e di qualche articolo critico nei confronti del blocco sovietico. Le basterà poco per innamorarsi dei suoi racconti e del suo stile, ma quando inizierà a innamorarsi di lui le cose si complicheranno irrimediabilmente. Come conciliare l'amore con una missione così delicata? È possibile nascondere un segreto così grande a chi si ama? E come reagiranno i servizi segreti?


Mai titolo sembrò più appropriato: vischioso e denso come il miele è il romanzo di McEwan.
Miele è una magnifica espressione della maturità artistica di McEwan, un romanzo fortemente caratterizzato dall'autobiografia e da una trama molto complessa. In Miele McEwan dimostra tutta la sua abilità narrativa dando vita a un romanzo intelligente ed elegante che fonde un'avvincente spy story con una struggente storia d'amore, sullo sfondo di un delicato momento storico. McEwan ci guida nella sua affascinante e fumosa Londra di inizio anni Settanta, che dentro e fuori ai locali alla moda dove si pasteggia a ostriche e champagne mostra i segni di una nazione fiaccata dalle ripercussioni della crisi economica mondiale, stretta tra le tensioni della guerra fredda e il terrorismo dell'IRA.
Ma uno degli aspetti più interessanti è quello che fa di Miele è una profonda riflessione sulla letteratura, sulla finzione narrativa e sulla realtà, sul rapporto che lega autore e lettore. La complessa architettura del romanzo rivela molteplici livelli di finzione nella finzione, oltre l'inserzione di vere e proprie short stories all'interno della storia.
Gli artifizi narrativi messi in campo da McEwan sono facilmente individuabili da chi conosce il percorso artistico dell'autore. Tom Haley è evidentemente un ritratto dell'artista da giovane: McEwan presta al suo personaggio anche alcune delle sue trame e vicende editoriali - anche in questo caso, ripercorrendo i suoi esordi letterari, non perde occasione per ribadire il suo amore per il racconto ("se riuscissi a scrivere il racconto perfetto potrei morire felice" ha dichiarato recentemente in un'intervista).
Tom e Serena - uno scrittore e una spia: due persone che hanno sicuramente familiarità con la menzogna - finiranno vittime di un reciproco inganno e così si svelerà la loro vera identità: uno scrittore e il suo personaggio. Attraverso questo intreccio di identità, McEwan diventa personaggio del suo stesso romanzo.


Alla fine dei conti è il romanzo l'unico vincitore di una partita spietata con la vita.

Ian McEwan - Miele
Titolo originale: Sweet Tooth
Traduzione di Maurizia Balmelli
368 pagg., 20 € - Edizioni Einaudi 2012 (Supercoralli)
ISBN 978-88-06-21405-0


L'autore


22 novembre 2012 Di Sandra Bardotti

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