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Recensione

Shining India copertina

Shining India di Alka Saraogi

“Nella vita c’è sempre un sentiero che attende, ammiccando, che tu ti decida a imboccarlo. Si prodiga per affascinarti, per farti scorgere qualcosa di mai visto prima, perché tu inizi a muoverti verso di lui, prendendo parte al suo divenire. Se la ricerca non sarà soddisfacente, allora ti dirigerai dove un altro sentiero ti indicherà di andare.”

I lettori e i turisti vorrebbero mantenere per sempre, congelata nel tempo, l’immagine colorata dell’India, quella dei sahib e degli elefanti, dei monaci e delle donne avvolte nei sari, delle ghirlande di fiori e dei templi che invitano alla meditazione. Anche le industrie occidentali e le multinazionali vorrebbero che l’India restasse ferma al passato, un paese in cui l’abisso della povertà è tale che la mano d’opera costa nulla, per uno che rifiuta un lavoro se ne fanno avanti cento pronti ad accettarlo, incrementando a dismisura la ricchezza delle nazioni già ricche.

Il romanzo Shining India di Alka Saraogi è un romanzo insolito, perché non ruota - come spesso accade nei libri indiani - intorno a personaggi femminili, né ci narra una storia di famiglia, ma ci presenta un’India del tutto diversa attraverso tre uomini di mezza età che hanno raggiunto il successo nel lavoro. E uno di questi tre ha dei ripensamenti... Non a caso, forse, quest’uomo (che è anche quello che fa da tramite tra gli altri due che non si conoscono tra di loro) si chiama Gurucharan, Guru per gli amici. Il che si presta a degli equivoci per chi, invece, non lo conosce, in quanto un guru, soprattutto in India, è un capo spirituale. Di certo Guru è un uomo dal grande carisma - due donne sono innamorate di lui, il marito di una di queste sostiene che l’amore che sua moglie prova per Guru ha l’effetto di migliorare il loro rapporto di coppia; i suoi due amici, K.V. Shankar Aiyar e Bhatta, lo rispettano e sono attratti da lui, anche se in maniera diversa, perché Bhatta confessa una sorta di oscuro amore per Guru nel momento stesso in cui avverte gelosia per le sue donne.

L’ambientazione del romanzo della Saraogi è l’India del Sud, guardata con altezzosità dagli indiani del Nord che chiamano sprezzantemente madrasi quelli del Sud (viene da pensare ai nostri terroni), in pieno sviluppo economico e tecnologico ma pur sempre memore della divisione in caste. Così, pur trincerandosi dietro la sua appartenenza alla casta dei brahmani (la più alta della società indiana) per spiegare l’atteggiamento di sereno distacco da qualunque affanno materiale, il manager K.V. Shankar Aiyar ha scoperto il successo delle vendite televisive. Non c’è niente di disonesto in questo, come non c’è truffa dietro l’ultima attività in cui si è lanciato Bhatta - persuadere la gente a comprare i quadri della sua galleria d’arte per arredare la casa. Si tratta di una sorta di manipolazione in linea con le leggi di mercato del mondo occidentale ma del tutto estranea alla cultura indiana, agli usi semplici di vita tramandati di generazione in generazione. La scomparsa di Gurucharan è una presa di posizione contro tutto ciò. Inviato dalla sua azienda in una regione fuori mano per contrattare degli espropri terrieri, l’unica via d’uscita che Guru trova per risolvere una questione a cui tutto il suo essere si oppone è scomparire. Lasciando un diario, però, da recapitare all’amico Bhatta.

Alka Saraogi non offre soluzioni al divario tra vecchia e nuova India. Semplicemente perché non ce ne sono, perché la corsa verso il futuro è inarrestabile, i cambiamenti sono inevitabili. Si può solo cercare di arginare i danni provocati in India dalla velocità di questi cambiamenti, più traumatizzanti che in altre parti del mondo in cui la trasformazione è stata più graduale.
I cartelloni pubblicitari sbandierano ancora una ‘Incredible India’ - incredibile per la vivezza del suo passato, per la grandiosità, bellezza, varietà di scenario - quando già una ‘Shining India’ - scintillante del luccichio del denaro della nuova ricchezza - ha preso il suo posto. E nel romanzo della Saraogi c’è un filo di tristezza e di amarezza: quando si ricorre al sogno di un’utopia, come fa Guru  ideando un grande villaggio nella valle dei Fiori, si rivela la mancanza o la scomparsa di qualcosa intorno a noi.


Alka Saraogi - Shining India
Titolo originale: Ek brek ke bad
Traduzione di Marco Zolli
pagg. 233, Euro 16,50 - Edizioni Neri Pozza 2012 (Le tavole d'oro)
ISBN 9788854505100


L'autrice


25 ottobre 2012 Di Marilia Piccone

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