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Recensione

Sangue caldo, nervi d'acciaio copertina

Sangue caldo, nervi d'acciaio di Arto Paasilinna

"Il bruciore della febbre gli diede un po' di tregua e per un attimo si sentì grande e forte. Nonostante i violenti brividi che lo scuotevano dalla testa ai piedi, era sereno. Sangue caldo, nervi d'acciaio."

"In quella ventosa giornata d'autunno del 1917, la pescatrice, levatrice e veggente Linnea Lindeman stava recuperando le sue nasse nelle acque della Baia di Botnia".
È tutto qua quel mondo semplice, un po' folle e molto divertente che Paasilinna ci racconta ogni volta nei suoi romanzi. C'è tutta la fatica di vivere del grande Nord, la stravaganza degli interessi e la varietà di occupazioni dei suoi protagonisti, c'è quel nome - Linnea - che come un riflesso condizionato ci ricorda lo svedese Linnaeus (Linneo) e dunque il suo Systema Naturae in cui piante ed animali, debitamente classificati, invadono la scena.


La natura nelle storie che Paasilinna ci racconta è sempre centrale. E lo è anche qui. Lo è il clima implacabile, lo sono gli animali che aiutano l'uomo e quelli che lo minacciano, e anche i paesaggi. Ma questa volta è soprattutto la storia della Finlandia nel Novecento a stabilire i tempi del romanzo.
Al centro della narrazione Antti Kokkoluoto, che conosciamo neonato e della cui vita - sin da prima della nascita già prevista fortunata dalla divinatrice Linnea - seguiremo ogni passo.
Nato con "sangue caldo e nervi d'acciaio", Antti, ragazzo molto intelligente e volenteroso, accompagnerà presto il padre nei suoi commerci, imparando così a conoscere la Finlandia. Gli anni dell'infanzia - nasce nel 1918 - sono quelli che vedono l'indipendenza della sua nazione, ma anche le rivolte e la guerra civile. È ancora adolescente quando affronta alcuni violenti fascisti che tentano di rapire il padre, accusato di parteggiare per la vicina Unione Sovietica, naturalmente sconfiggendoli. E con coraggio e determinazione riesce con successo a commerciare in cavalli e fare contrabbando di alcolici via mare, attività già svolta con profitto dalla madre Hanna, pescatrice in società con l'amica Linnea.


Poi, non ancora maggiorenne, incontra l'amore, la morte e l'infelicità. Ma la vita prosegue e troviamo Antti in prima linea nella seconda guerra mondiale a difendere i confini contro il pericolo russo e alle prese con una nuova fidanzata, Suoma.
All'ironia di Paasilinna non sfugge neppure la guerra:
"Quel giorno il conduttore di cavalli Antti Kokkoluoto uccise un gran numero di nemici e distrusse ben tre carri armati. I capi lo proposero per una medaglia, ma il comando delle retrovie non volle credere alle sue prodezze. Com'era possibile che un semplice caporale logistico fosse riuscito a combattere in prima linea e a distruggere tre carri? Uno dei cappellani militari ebbe perfino a dire che era incoraggiante vedere che, nonostante tutto, i soldati al fronte fossero ancora capaci di fare dell'umorismo."


Anche Antti Kokkoluoto si cerò un lavoro alla darsena di Ykspihlaja. Era il porto più frequentato di tutta la costa, sempre teatro di un'attività febbrile. All'epoca era normale veder lavorare al porto o in fabbrica anche gli adolescenti, e Antti non era troppo giovane per fare il portuale.

Il nostro Antti si sposa, affronta una nuova guerra e le sue impreviste conseguenze, poi lavora e crea una società di stivaggio al porto di Ykspihlaja, mentre la sua nazione non trova pace, tra conflitti esterni e lotte interne per i diritti dei lavoratori e dei cittadini.
Il tutto con la segreta consapevolezza di essere salvaguardato da ogni pericolo. "Antti Kokkoluoto si domandava spesso se potesse esserci un fondo di verità nella strana previsione di Linnea Lindeman, secondo la quale sarebbe vissuto fino al 1990. Ma come si faceva a crederci?" Deciso a mettere alla prova la predizione si butta a capofitto in ogni impresa, anche la più pericolosa. "Doveva esserci qualche forza sovrannaturale a vegliare su quel pazzo".
Il valore del romanzo sta, come sempre, nella capacità di narrare con leggerezza, umorismo, originalità eventi a volte anche tragici, ma soprattutto in questo caso nel tracciare una storia della Finlandia e del suo popolo, duro, coraggioso, resistente, sino a oggi.


Arto Paasilinna - Sangue caldo, nervi d'acciaio
Titolo originale: Kylmät hermot, kuuma veri
Traduzione di Francesco Felici
Postfazione di Goffredo Fofi
242 pag., 15,00 € - Edizioni Iperborea 2012
ISBN 978-88-7091-509-9



l'autore



20 novembre 2012 Di Giulia Mozzato

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