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Recensione

La La spia copertina

La spia di Justo Navarro

Lo avevano male interpretato, non si sentiva un traditore, ma una vittima del tradimento, tradito dalle proprie parole, le sue parole lo avevano tradito, avevano causato un deplorevole malinteso, era stato tutto un malinteso, perfino i suoi silenzi, pensava Pound, o William Joyce, le vere intenzioni di Germania e Italia erano le stesse degli Stati Uniti d’America, salvare il mondo dalla minaccia rossa della Russia, arsenale della giudeocrazia mondiale sin dal 1919.

Bello l’incipit: “Venne arrestato da due partigiani”. Sapremo più avanti, nell’ultima parte del libro, che questa frase che blocca la nostra attenzione Justo Navarro l’ha presa in prestito da uno scrittore italiano di cui è il traduttore, un tal Carlo Trenti che crede ci sia una simmetria misteriosa tra “la banalità del nostro presente e l’eroico passato altrui”. Per questo, avendo saputo che Navarro sarebbe stato casualmente a Pisa da giugno a settembre - proprio nel periodo in cui ci era stato il poeta americano Ezra Pound - Trenti aveva inviato allo spagnolo la storia di Pound che lui stesso aveva scritto e che incominciava con “venne arrestato da due partigiani”. Insieme, un'edizione bilingue dei Pisan Cantos composti da Pound nel campo di detenzione di Metato, vicino a Pisa. Nasce così l’interesse di Justo Navarro per Ezra Pound e il desiderio di capire la sua discussa personalità.

Nessuno sa più dove sia Metato. Navarro deve chiedere ripetutamente in giro per avere qualche indicazione. Scomparso. Nella nebbia di un passato lontano in cui, alla fine della guerra, tutto era confuso, ogni cosa poteva anche essere il suo opposto, chiunque poteva cambiare fazione, schierarsi a fianco dei nemici di prima, girare le carte in tavola. A nessuno, oggi, interessa più sapere da che parte stava Ezra Pound - gli è rimasta attaccata un’etichetta, quella di essere un fascista pazzo e un traditore della patria. Ma l’uomo muore e quello che ha scritto rimane - se è di valore. E non c’è dubbio che molta della poesia di Pound sia grande poesia.

Justo Navarro avanza a tentoni per ricostruire l’uomo Pound, proprio come fatica a trovare Metato. È anche un bene che Metato sia stato cancellato, o forse bisognerebbe ricordare per sempre un luogo di vergogna? A Metato Ezra Pound fu imprigionato in una gabbia, all’aperto, come fosse stato un animale. Disumano. Che cosa aveva fatto? Per quale motivo il 3 maggio 1945 due partigiani lo portarono via dalla sua casa di Sant’Ambrogio, sopra Zoagli, in Liguria? Perché aveva fatto propaganda bellica antiamericana alla radio italiana. Perché aveva detto che quel cane del presidente Roosevelt sarebbe dovuto stare in un manicomio, perché era opportuno che gli psichiatri esaminassero Roosevelt, visto che sembrava agire in stato di ipnosi. Perché si era lanciato in invettive antisemite, contro tutti i banchieri ebrei che erano usurai e l’usura era la rovina del mondo. Mentre Mussolini…ah, il Duce! Pound aveva un’ammirazione sconfinata per Mussolini. Da sempre.

Anche nelle ricerche di Navarro non appare chiara la verità su Pound. Per lo più il poeta dà l’impressione di essere un invasato che segue una sua costruzione mentale che non ha nulla a che fare con la realtà, che si lascia travolgere da un fiume di parole in un crescendo di ira e di invettive. Perché, in definitiva, nel suo antisemitismo feroce, Pound stesso distingueva tra il singolo ebreo e la massa che identificava con lo stereotipo più trito dell’ebreo. Quanto alle sue amicizie con personalità di spicco della politica - erano vere? inventate? ingigantite? Difficile dirsi. E tuttavia, proprio perché i suoi discorsi alla radio erano così incomprensibili, così fuori di testa, Pound fu accusato di essere un doppiogiochista, una spia: forse le sue parole erano astruse perché erano in codice e dovevano essere decrittate.

Ezra Pound a Venezia

Sulle orme di Pound nello stesso arco di tempo che anche lui trascorre a Pisa, Justo Navarro fa ricerche, indaga, parla con chi lo ha conosciuto. Senza risolvere il mistero. Oppure non c’è alcun mistero, Pound fu semplicemente un uomo dalle molte maschere, un uomo doppio, triplo, che non perseverò neppure in un solo stile di scrittura. Quanti di noi gli assomigliano in questa pluralità? Che Pound debba essere assolto dal giudizio umano lo dimostra pure il duplice riconoscimento che gli dettero gli Stati Uniti: non fu né processato, né impiccato per il suo tradimento, ma giudicato pazzo e chiuso in manicomio. E però gli fu assegnato un premio prestigioso per i Pisan Cantos che iniziano con un requiem per Mussolini.


Navarro Justo - La spia
titolo originale: El espía
traduzione di Francesca Lazzarato
pagg. 171, 14,00 € - Edizioni Voland 2012
ISBN  978-88-6243112-5


l'autore


16 luglio 2012 Di Marilia Piccone

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