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Recensione

Mai più libera copertina

Mai più libera di Sara Blaedel

"La donna giaceva coricata sulla schiena, con le braccia allargate e la testa piegata sulla spalla. La gola era attraversata da un lungo squarcio dritto e il sangue aveva intriso i capelli biondi che si allargavano in una massa vischiosa sopra il lato sinistro del busto.L’ispettrice di polizia Louise Rick si drizzò e fece un respiro profondo. Ci si abituava mai a tutto questo? In qualche modo sperava di no."
L’efferato omicidio di una prostituta in un quartiere popolare di Copenaghen; il ritrovamento di un neonato nella chiesa di una zona residenziale; il traffico di ragazze dall’Europa dell’Est…

A unire gli elementi principali dell’avvincente Mai più libera, il romanzo di Sara Blaedel – autrice tradotta in quindici lingue e considerata “la regina del crimine danese” – sono i personaggi “seriali” Louise Rick, poliziotta della squadra Omicidi, e Camilla Lind, giornalista di cronaca nera. In una primavera inoltrata dal clima incostante, infatti, le due amiche, donne forti e indipendenti, si troveranno coinvolte, nello svolgere il proprio lavoro, in casi che, solo apparentemente, non hanno alcun legame fra loro.

La ragazza, probabilmente una prostituta dell’Est, viene ritrovata con la gola attraversata da un lungo squarcio fra i banchi dei macellai in una delle zone meno eleganti della capitale danese, dopo la segnalazione anonima di qualcuno che conosce bene la zona. Le indagini concentrano i sospetti su due albanesi, Arian e Hamdi, dediti allo sfruttamento della prostituzione e al traffico di ragazze dell’Est che, rapite e ridotte in schiavitù, vengono obbligate a consegnare una cifra considerevole ogni giorno per pagare l’alloggio e per poter usare la strada. Ben presto, però, risulta sempre più evidente il coinvolgimento di un altro personaggio, il peggior criminale dei Balcani, comparso improvvisamente dal passato di una guerra sanguinaria a sconvolgere esistenze ricostruite a fatica.

A questo caso si sta dedicando Louise, quando Markus, il figlio di Camilla, ospite del pastore Henrik Holm e dell’amico Jonas, trova nell’ingresso della chiesa una neonata. La piccola è ancora viva, ma gli sforzi  per risalire alla madre, attraverso indagini e appelli televisivi, sembrano non ottenere alcun risultato.
Infine, la morte, avvenuta in seguito ad un violento rituale, dell’unico testimone del primo omicidio, il quale si era confidato con Camilla, ed il ritrovamento di un altro neonato nella stessa chiesa – questa volta senza vita e con il dito di un piede tagliato, a mo’ di evidente messaggio intimidatorio – gettano ombre ben più inquietanti sulle indagini che la polizia sta conducendo.


Il lettore viene subito coinvolto dalla carica umana dei protagonisti, dei quali non vengono nascoste le debolezze, e dall’intricato labirinto di eventi dai quali si anela di uscire al più presto, procedendo speditamente con la lettura. Ci si scontra, soprattutto, con il passato di alcuni personaggi, con gli orrori che hanno vissuto o di cui sono stati essi stessi gli spietati artefici.

Mai più libera è, per ammissione della stessa autrice, una storia di finzione, e tuttavia, ogni avvenimento descritto sarebbe potuto accadere: ambientare l’azione in un universo che ha parecchio in comune con la realtà, permette di usare la libertà di scrittore per modificarlo, senza esimersi, però, da un intento di denuncia.

Il risultato di approfondite ed accurate ricerche è un’atmosfera realistica e credibile, dove le due protagoniste si muovono in modo complementare, creando un’aspettativa che sarà sicuramente soddisfatta dalle prossime pubblicazioni dei romanzi di Sara Blaedel.

Blaedel Sara - Mai più libera
titolo originale: Aldrig mere fri
traduzione di Bruno Berni
pagg. 365, 14,90 € - Edizioni Fazi 2012
ISBN  978-88-6411197-1


l'autrice


27 luglio 2012 Di Lidia Gualdoni

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