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Recensione

Taci! Sei morto copertina

Taci! Sei morto! di Katarina Mazetti

"Poi si sente Richard franare a terra, apparentemente con una certa lentezza: una specie di slittamento e un tonfo leggero, un clic sul nastro nel momento in cui urta la base del microfono. Poi scatti e fruscii e strofinii seguiti da un silenzio di alcuni lunghi minuti. Infine una porta che si spalanca: in realtà è insonorizzata e quindi non fa rumore, ma l’intera immagine sonora della stanza si modifica e in sottofondo si percepisce il brusio dell’ingresso. Si sente un’inspirazione improvvisa dalla soglia e un “Ma che diavolo…” di Benke, poi i suoi passi e un mormorio incomprensibile di voci concitate da fuori. Mi sembra di distinguere un “L’hanno fatto fuori!” di Benke."
Settantamila testimoni per un delitto. Sì, ma settantamila testimoni auricolari. Perché la vittima, Richard Malmström era il noto conduttore della trasmissione radiofonica Nerocaffé delle 7,35 del mattino - la trasmissione del buongiorno che teneva svegli i pendolari sulla via del lavoro, che smussava le difficoltà del risveglio. Alle 7,44 gli ascoltatori hanno sentito la frase interrotta di Richard, l’urlo, il rumore. Richard Malmström è stato ucciso con un colpo d’accetta che gli ha fracassato il cranio.

La scrittrice svedese Katarina Mazetti cambia genere e colore, passa dal rosa al giallo, ma lo stile brioso di Taci! Sei morto! è lo stesso degli altri due suoi romanzi, Il tizio della tomba accanto e Tomba di famiglia. Senza esagerare, senza calcare la mano, l’umorismo gentile della Mazetti descrive una rete di rapporti interpersonali nell’ambiente ristretto di una emittente radiofonica nazionale in un paesino nel nord della Svezia. Dodici persone lavorano nella sede della Sveriges Radio Nordest - tutti sanno tutto (o quasi) di tutti, tre di loro lavorano fianco a fianco con il proprio partner. Di queste tre coppie solo Richard e Maria Malmström (chiamata MaMa) sono sposati. Carina e Dave stanno insieme ma non si sa fino a quando, perché non sfugge a nessuno che Richard e Carina si occhieggiano (e non solo). Di Samuel e Tomas si parla sempre insieme, Sam & Tom, sono gay e piuttosto sdolcinati. Un’altra donna, Kerstin, ha avuto in passato una relazione con Richard, al tempo in cui era immensamente più magra ed era soprannominata Che per le sue simpatie rivoluzionarie. Ci sono poi due uomini abbastanza insignificanti (uno, però, ci riserba decisamente delle sorprese) e Prosit, come viene chiamato l’alcolista della stazione. Le due voci narranti della storia, infine, quelle che, in maniera diversa, condurranno alla soluzione dell’enigma in questo ‘giallo’ in cui la polizia ha un ruolo marginale: la voce femminile di Malla che sta facendo il praticantato come giornalista e quella maschile di Haqvin, il programmatore musicale che se ne sta rinchiuso in una specie di gabbia di vetro.

Tutto quello che noi sappiamo dell’omicidio lo apprendiamo da Malla e Haqvin, con qualche aggiunta poco affidabile di articoli usciti sui giornali. E l’approccio di Malla e Haqvin al fattaccio è quanto di più diverso si possa immaginare. Malla scrive e-mail ad un amico (sono una coppia goffa e timida) descrivendo i colleghi e comunicando le sue impressioni, incluso il brivido di disagio e paura che le fa venire Haqvin perché, secondo lei, è pazzo da legare. Di Haqvin, invece, seguiamo il pensiero, o il monologo interiore, o le sue strane premonizioni. Haqvin è lappone, un po’ strabico, con grandi occhi dietro le lenti da presbite. C’è qualcosa dell’elfo in lui, qualcosa di ultraterreno, una propensione a leggere nel pensiero degli altri, a sentire  quello che gli altri pensano ma non dicono come se le parole fossero pronunciate ad alta voce : un dono o una maledizione? Perché Haqvin sa le cose prima che accadano, ma in maniera imprecisa. Non sa da dove scaturisca la forza maligna che avverte nell’aria, presaga di morte. E noi seguiamo i fatti con l’occhio curioso e ingenuo di Malla e il suo uso della moderna tecnologia, e attraverso la conoscenza arcana e inspiegabile che può travolgere Haqvin facendogli perdere i sensi.


È un giallo molto inglese, questo giallo svedese. Con una vittima antipatica a molti e che molti potevano avere motivi per uccidere. Un giallo alla Agatha Christie perché offre un bel rompicapo: come ha fatto l’assassino a entrare e soprattutto a uscire dalla stanza di registrazione senza essere visto, dato che c’erano tre persone lì fuori? E che dire del fantasma che spaventa a morte Malla? La soluzione non è del tutto nuova ma, prima di arrivarci, ci siamo divertiti. E parecchio.

Mazetti Katarina - Taci! Sei morto!
Titolo originale: Tyst! Du är död!
traduzione di Laura Cangemi
pagg. 184, 16,50 € - Edizioni Elliot 2012 (Scatti)
ISBN 978-88-6192272-3


l'autrice


27 luglio 2012 Di Marilia Piccone

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