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Recensione

Coral Glynn copertina

Coral Glynn di Peter Cameron

“A quanto pare Coral, come aveva detto, ti ha scritto la primavera scorsa, appena si è sistemata a Londra. E poi ti ha riscritto, un paio di volte. Ho trovato le lettere nascoste in camera di Robin e ovviamente sono rimasta esterrefatta. Non capisco, o forse sì. Lo capisci tu?”
“Robin?” chiese Clement.
“Sì, Robin. Ti ha nascosto le lettere, le ho trovate per caso. Non so che dire.”


Coral Glynn: una donna come protagonista dopo che, nei romanzi precedenti, Peter Cameron aveva creato dei personaggi maschili che avevano in sé una piccola componente del femminile che è in ogni uomo e il suo nome come titolo, secondo la tradizione del grande romanzo inglese. Ma, dopotutto, Peter Cameron è il più inglese degli scrittori americani - e con buone ragioni, poiché ha studiato in Inghilterra e si è laureato in letteratura inglese. C’è un’atmosfera pacata, dolcemente inglese, che stempera qualunque violenza nelle passioni, in Coral Glynn; c’è una vecchia e buia dimora ricolma di mobili nello stile aristocratico vittoriano, una Foresta Verde che sembra quella di Robin Hood, c’è persino una governante possessiva e gelosa che assomiglia alla Mrs. Danvers del romanzo La prima moglie di Daphne Du Maurier. C’è infine il tema dell’omosessualità, rivelata o soffocata, trattato però nella gentile maniera allusiva, con delicatezza, che è propria di Peter Cameron e di certi film inglesi, come Another country con Ruper Everett.

La trama è sottile come una ragnatela. È il 1950. Coral Glynn, infermiera giovane e senza alcun legame famigliare, arriva a Villa Hart per curare la vecchia signora Hart, malata terminale. Alla morte di questa, il figlio propone a Coral di sposarlo: lui è un uomo solitario che ha subito gravi ferite in guerra, lei è orfana e non ha nessuna casa a cui fare ritorno, il matrimonio potrebbe essere una soluzione. Ma: e l’amore? Comunque Coral accetta, il più caro amico di Clement Hart farà da testimone insieme alla moglie. Il matrimonio non sarà mai consumato, e però Coral è incinta. È successo qualcosa nel suo passato, succede qualcosa adesso, Coral parte per Londra.

Su questo ordito sottile Peter Cameron tesse una storia di sentimenti intricati, spesso poco chiari anche ai protagonisti, uomini e donne che non sono né buoni né cattivi, forse sono confusi e si lasciano trascinare dagli eventi. Quando prendono delle decisioni, sovente queste sembrano ingiustificate e finiscono per essere sbagliate. Coral Glynn si aggira per il romanzo con un’aria un po’ trasognata, come una sorta di Alice nel Paese delle Meraviglie. Non è mai certa su che cosa debba fare: accettare il matrimonio con Clement? dirgli del bambino? Parlare a qualcuno del gioco di sevizie che ha visto nella foresta? Pare persino incredibile che accetti di buon grado di andarsene per evitare di essere arrestata, che Clement glielo proponga, che la coppia di amici, Robin e Dolly, pensi sia la cosa giusta. Con dei personaggi così remissivi è comprensibile che le traiettorie delle loro vite paiano sfiorarsi parecchie volte senza mai riunirsi: quando Clement le fa la dichiarazione, quando Coral accetta, quando cambia idea e restituisce l’abito da sposa per poi cambiare di nuovo idea, quando lui la rintraccia a Londra e la invita a cena. A questo punto però Coral Glynn diventa grande, decide, e sarà una svolta significativa per tutti - per lei stessa, per Clement, per Robin e per Dolly. Lo vedremo quindici anni più tardi, con sorpresa.


Coral Glynn è il romanzo delle cose taciute, dei fraintendimenti che nascono dal non detto, dei sentimenti ambigui, e al posto delle parole non pronunciate tanti piccoli dettagli acquistano un valore simbolico - l’odore di chiuso in una stanza, il temporale che scoppia improvviso, il buio della foresta. È il romanzo in cui, ricordando un altro film, Sliding doors con Gwyneth Paltrow, ci domandiamo come sarebbe stato se anche solo una parola in più fosse stata detta e un’altra scelta fosse stata fatta.

Cameron Peter - Coral Glynn
Titolo originale: Coral Glynn
traduzione di Giuseppina Oneto
pagg. 212, 18,00 € - Edizioni Adelphi 2012 (Fabula)
ISBN 978-88-4592688-4


l'autore


26 giugno 2012 Di Marilia Piccone

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