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Recensione

Invictus. Costantino, l'imperatore guerriero copertina

Invictus. Costantino, l'imperatore guerriero, di Simone Sarasso

Gli uomini obbediscono alla legge del ferro. Seguiranno solo chi è degno di guidarli in battaglia. E Costantino s’è fatto le ossa marciando, lottando e spaccando crani per conto dell’Aquila. Da Oriente a Occidente, il suo nome conta qualcosa. Il virgulto d’Illiria pensa spesso a Diocleziano. Pensa alla fatica che ha fatto: una vita intera spesa a cucire insieme un mondo tanto vasto. Pensa alle sue magiche regole, la certezza di essere nel giusto.

Nessuno prima aveva affrontato la vita di Costantino il Grande in un romanzo. Ci ha pensato il virgulto figlio del vercellese Simone Sarasso. In realtà Sarasso aveva inizialmente puntato la penna su Giulia Maggiore, l'unica figlia naturale di Augusto, il primo imperatore romano, ma la moglie lo ha convinto a spostare l'attenzione su Costantino I. Anche se resta la curiosità nei confronti di un possibile peplum scritto alla Sarasso con un'eroina femminile (chissà che prima o poi non veda la luce), scegliere come protagonista il promulgatore dell'Editto di Milano (313 d.C.) è stata una mossa strategica azzeccata quanto quelle militari descritte nell'opera. Sarasso scrive history fiction da qualche anno ormai ma non aveva mai programmato sulla macchina del tempo un periodo così lontano. La sfida era quella di rendere godibile e convincente un romanzo ambientato nel terzo secolo dopo Cristo, con un montaggio moderno, cinematograficamente moderno. Direi che la sfida è stata vinta ampiamente. Le fonti storiche su cui si poggia l'architettura narrativa del romanzo (tra le altre L’età di Costantino il Grande, di Jacob Burckhardt, Vita di Costantino di Eusebio di Cesarea, Come muoiono i persecutori, di Lattanzio) mettono al sicuro da certe sensazioni provate guardando film come Il gladiatore, pellicola certamente popolarissima e avvincente, ma con alcune incoerenze imbarazzanti.
Il romanzo di Invictus inizia nel momento conclusivo della grandiosa esistenza di Costantino. L'imperatore prossimo alla morte (Nicomedia, 22 maggio 337 d.C.), racconta all'amico Eusebio di Cesarea, vescovo cattolico sfuggito alle persecuzioni, le tante battaglie, il sangue versato, la conquista del potere. Sarasso accende quindi il flashback e ci ritroviamo nel 293 d.C., a Naissus in Illiria (pressappoco l'attuale Serbia). Costantino è figlio naturale del prefetto Cesare Clorio (diverrà poi impertaore durante la tetrarchia) e di Elena (diverrà poi santa), un ex stabularia. Costantino è per la ragione di stato un figlio bastardo, ma il padre, una volta cresciuto lo affida a Diocleziano. Nella corte di Nicomedia il ragazzo apprende le arti del combattimento, della guerra e della retorica. Il suo destino è quello di diventare un giorno imperatore. Conosciamo le fragilità di Costantino, la sorpresa di fronte alla vita, i suoi turbamenti. Costantino è un abile condottiero e presto metterà in mostra tutto il suo talento. Ma in un impero immenso come quello romano la strada verso il potere è lunga, piena di imboscate, i nemici sono dappertutto. L'impero sta cambiando, il Cristianesimo si sta diffondendo e Diocleziano avvia la "grande persecuzione". Costantino sembra essere quella figura forte e positiva di cui ha bisogno Roma. Sarasso ricostruisce scene di battaglia, intrighi di palazzo, recupera la quotidianità del III sec. d.C., sporca le pagine di sangue, le innalza con lo spirito. Subito, dal sottotitolo sappiamo che Costantino è l'imperatore guerriero. La sua spada ha mozzato teste, tagliato gole, non ha risparmiato nessuno lungo il suo cammino, niente sconti insomma alla Storia. Allo stesso tempo però rimaniamo conquistati dai suoi tratti più umani e positivi, perché più di ogni altra cosa Sarasso inventa un personaggio, un eroe, e ci porta pagina dopo pagina a prendere le sue parti.

Simone Sarasso - Invictus. Costantino, l'imperatore guerriero
pagg. 587, 8,80 € - Edizioni Rizzoli 2012 (Rizzoli Max)
ISBN 9788817056977


l'autore


14 giugno 2012  

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