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Recensione

Il Il senso dell'elefante copertina

Il senso dell'elefante di Marco Missiroli

Pietro si allontanò. Rientrò nel condominio e recuperò lo straccio più consumato, lo strizzò nel lavandino del cortile. La Madonna affiorava dall’edera con la faccia annerita per lo smog, cosa lega ogni padre? Si arrampicò per pulirla, rinunciò. Lasciò lo straccio nel lavandino e appese il cartello Torno subito sul vetro della guardiola. Uscì in strada dal vecchio e gli disse: “Suo figlio è malato?”
Il vecchio tossì, si appoggiò al muro e Pietro seppe che era l’impotenza. L’impotenza per la sorte dei figli lega ogni padre.

Pietro uscì dal palazzo dei melograni e cercò il suo platano, l’impotenza per la sorte dei figli lega ogni padre, appoggiò la schiena al tronco. Li distingue la devozione. Si guardò le mani intorno alla melagrana, lui la devozione non l’aveva mai avuta per nessuno.


Libro scelto da Wuz per presentare il tema della PATERNITÀ

Leggi l'intervista a Marco Missiroli

Pietro è un ex-prete, ha da poco lasciato la sua città, Rimini, e si è trasferito a Milano dove fa il portinaio di un condominio. Svolge il suo lavoro con discrezione e professionalità eppure ogni giorno sfila le chiavi dal gabbiotto, entra in casa dei Martini, fruga fra le loro cose appropriandosi di un’intimità che non gli appartiene. Perché lo fa? Perché segue Luca Martini e decide di condividere con lui la scelta di praticare l’eutanasia? Perché proteggerlo a tutti costi da una realtà familiare dolorosa fino al punto di uccidere? Qual è il segreto che Pietro custodisce nella sua vita?


Parallela ma sfasata sul piano temporale - come una voce fuori campo - scorre la storia di Celeste, la “strega” e del “prete giovane”, un amore reso impossibile dai vincoli religiosi dell’uomo e tuttavia destinato a lasciare un segno nel tempo. Quale?

I due racconti corrono su binari differenti, si inseguono e creano uno sfasamento delle prospettive temporali generando nel lettore il desiderio di arrivare alla fine e scoprire il punto in cui i rispettivi destini si congiungono.
Due storie, due tempi ma anche due città, Rimini e Milano: da un lato il luogo dell’infanzia e degli affetti, dall’altro la metropoli in cui alla fine tutto si ricompone e acquista un senso. Lo si scopre però solo pagina dopo pagina poiché nel nuovo romanzo di Missiroli gli elementi che costruiscono l’intero si svelano poco a poco come in un giallo.


Nel Senso dell’elefante si intrecciano le storie di tanti padri, naturali e non, visibili e invisibili, ma tutti fragili, sfiniti dalla lotta per affermare il proprio ruolo o per non perderlo, e tuttavia sempre pronti a proteggere i propri figli. Sono figure tragiche calate nel quotidiano - come dice l’autore - e riflettono uno scollamento interno alla società, sono lo spettro di un trasformazione più ampia che investe la famiglia come istituzione e come nucleo affettivo: i padri autorevoli di un tempo, nella vita come nei romanzi, sono oggi le vittime di un destino collettivo fatto di disgregazioni, di sottrazioni continue e di solitudine, rispecchiano una realtà in cui v’è spazio solo per “l’amore minimo”.

Prendersi cura di tutti i figli: è il senso dell’elefante ma anche il sentimento di devozione - parola chiave del romanzo - che contraddistingue le figure maschili presenti nel libro. Diversamente da quanto avviene in altri romanzi in cui a prevalere sono piuttosto l’assenza di morale e l’egoismo alla base dei rapporti umani, ciò che colpisce nel Senso dell’elefante è invece l’etica forte sottesa alle scelte dei personaggi, l’audacia nel portare avanti decisioni dolorose e controcorrente, l’altruismo e l’abnegazione anche a scapito di sé. In questo senso il libro di Missiroli è alto-tragico, nei temi come nello stile che non è mai ridondante né affettato, bensì scarno, pulito e essenziale.

Devozione e senso di protezione sono parole che rimandano a una sfera di significati sempre più svuotati di senso, anche per questo per questo riaffermarle con forza è un atto di grande coraggio. Leggendo la citazione di Roland Barthes in esergo viene allora da chiedersi se l’autore abbia voluto scommettere sul senso del suo nuovo romanzo e se anche lui, come i protagonisti, sia un “essere morale, un soggetto del valore – e non dell’integrazione”.

Marco Missiroli - Il senso dell'elefante
pagg. 235, 16,50 € - Edizioni Guanda (Narratori della Fenice)
ISBN 9788860887559


L'autore


03 aprile 2012 Di Manola Lattanzi

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