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Recensione

Dove finisce Roma copertina

Dove finisce Roma, di Paola Soriga

Forse qualcosa era già arrivata prima, assieme al sangue e ai peli sulle gambe, ma ora era più netto quel confine, e portava più dolore.

Dove finisce Roma, di Paola Soriga è un libro che corre, non ti aspetta, non te ne accorgi ma la lettura prende subito il ritmo del passo narrativo. Un libro che non perde tempo ad aprire virgolette, a chiuderle, senza troppi spazi bianchi, pieni come pause. Ti pone davanti al fatto nudo e schietto, ti nutre del pensiero intimo della protagoinista e dei personaggi che fanno la storia, quella con la s minuscola e quella con S maiuscola. Ida è una bambina, quando dalla Sardegna sbarca nel Continente, a Roma, ospite della sorella Agnese e del cognato Francesco. È il 1938, un anno prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Conoscere Roma, il cielo che da lì a poco ospiterà il fuoco nemico, calpestare le strade, la scuola, le amiche, l'amore che torce l'intestino, sentirsi diversa, sentirsi brutta e magari bella: tutto è nuovo, emozionante, in certi giorni pesante come un macigno. Quasi naturalmente come se non si fosse che quell'unica direzione scritta nel suo destino, come se si trattasse di una vocazione laica, Ida diventa staffetta partigiana. E quando nei giorni che precedono la Liberazione, i rastrellamenti dei nazifascisti fanno paura, Ida si nasconde in una grotta per alcuni giorni. Ne Il sentiero dei nidi di ragno edito, di Italo Calvino, il partigiano Kim pensa «Forse non farò cose importanti, ma la storia è fatta di piccoli gesti anonimi». Anche Paola Soriga ritorna sul periodo della Resistenza raccontando questioni private come l'amore di Ida per Antonio, un amore non corrisposto, che finirà per strozzarle in gola la gioia per l'arrivo degli americani. E Ida vagherà per le strade di Roma, con la voglia di perdersi per sempre, per le strade dove ancora possono esserci tedeschi, forse Ida spera di incontrarli, con una disperazione che richiama quella del partigiano Milton nel romanzo di Beppe Fenoglio. Esce piena di grazia e potente una figura femminile, che consente all'autrice di copiare e consegnare più di una lezione dalla Storia, di riflettere sul ruolo della donnanella nostra società. Sono occhi di donna quelli che testimoniano la Resistenza, non solamente quelli di Ida, ma anche quelli della sorella Agnese, con una coscienza pigra e non si accorge che la lotta civile ha pescato vicino a lei. Gli occhi di donna che nascondono i partigiani nelle soffitte, che li sfamano, che piangono i mariti e i figli caduti, che si li vedono portare via nel cuore della notte, che insegnano nelle scuole, che prendono coscienza, che leggono libri e li prestano, che si iscrivono a un ideale, sfidano il costume e combattono per affermarsi. E dopo quasi settant'anni c'è la sensazione che in alcuni angoli della nostra terra qualcosa non sia mai cambiato.

Paola Soriga - Dove finisce Roma
140 pagg., 15,50 € - Edizioni Einaudi 2012 (Einaudi. Stile libero big)
ISBN 9788806211745


l'autrice

20 marzo 2012 Di FM

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