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Recensione

Fai bei sogni copertina

Fai bei sogni il romanzo autobiografico di Massimo Gramellini

"Nel gergo dei giornalisti le notizie che gli altri hanno e tu no si chiamano buchi. Il mio giornale mi aveva dato un buco per tutta la vita."

Può una vita intera ruotare attorno all'assenza della voce della mamma che ti sussurra: "Fai bei sogni"?
Quando si deve descrivere un libro come questo è difficile trovare le parole giuste. È un diario, un'autobiografia, un racconto personale, privato.
Ed è quindi difficilissimo scegliere il modo migliore per fare da tramite, da ponte tra questo discorso intimo e chi lo leggerà.
Le parole più appropriate le ha usate certamente l'autore stesso presentando il libro nella trasmissione che lo vede abituale collaboratore: Che tempo che fa. Potete vedere il filmato online sul sito della trasmissione chetempochefa.rai.it.


Io mi limito a dire che una storia come questa non poteva esistere, a mio parere, in nessun altro luogo d'Italia se non Torino. Noi torinesi siamo così, nel ben e nel male: riservati, pudichi, determinati a nascondere a noi stessi e agli altri la nostra anima. Diamo in qualche modo per scontato che ciò che ci accade nel privato sia veramente solo una questione personale, priva di interesse per altri. Andando a vivere altrove si comprende che la condivisione della sofferenza, della disgrazia, del dolore, degli errori, della vergogna è qualcosa che può aiutare a vivere meglio. Ma noi no, non lo capiamo perché non siamo educati a farlo, anzi, da sempre sappiamo che agli altri non dobbiamo mostrare il lato debole. Così come, per contro, non vogliamo che venga mostrato a noi. Non sapremmo cosa dire, nella migliore delle ipotesi qualche frase di circostanza, se non un completo silenzio da scambiare per indifferenza e che invece è disagio, inadeguatezza.

E così è stato nella famiglia di Massimo Gramellini (per altro di origini romagnole, la torinesità è contagiosa): un completo silenzio, mascherato con una bugia in qualche modo consolatoria.
Nessuno ha detto la verità circa la morte della madre a un bimbo di 9 anni e nessuno ha pensato fosse opportuno rivelarla allo stesso bambino diventato adulto.
Nessuno - incredibile a dirsi - nella sua famiglia ha mai ripreso l'argomento. Se qualcuno si sarà domandato a distanza di tanti anni quanto Massimo sapesse, non si è certo preso la briga di chiederlo a lui direttamente. E così lui stesso, tormentato sin dal giorno in cui rimane orfano di madre - e a qual punto tormentato lo scoprirete leggendo - da sensi di colpa, depressione, vergogna, carenze affettive (un peso da portare sulle spalle per una vita intera), solo casualmente e per iniziativa della Madrina, una persona che l'ha amato da sempre ma non ha potuto stargli vicino quanto avrebbe voluto, apre gli occhi su una realtà rimossa.


Questo è il racconto di quella rimozione, di ciò che lui ha cercato di fare per colmare quel vuoto dell'animo, di come invece quel buco nero sia sempre rimasto e solo col tempo lui stesso ne abbia avuto consapevolezza.
E qui viene fuori il torinese che si apre al mondo: attraverso il suo lavoro di giornalista - scelto dopo il tentativo fallimentare di compiacere il padre, unico pilastro cui appoggiarsi, ma anche unico capro espiatorio di ogni inquietudine - e alcune esperienze drammatiche come quella di inviato nei giorni peggiori di Sarajevo, Gramellini riesce a uscire dalla sua cecità esistenziale. I suoi occhi si aprono alla verità già molto prima di conoscerla anche grazie a un'altra donna, la moglie Elisa. Ma lo scoprirete passo dopo passo in queste pagine.


Massimo Gramellini - Fai bei sogni
210 pag., 14,90 € - Edizioni Longanesi 2012 (La Gaja Scienza 1037)
ISBN 978-88-304-2915-4



L'autore



05 marzo 2012 Di Giulia Mozzato

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