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Recensione

A volte ritorno copertina

A volte ritorno, di John Niven

Dio e Gesù nell'ascensore trasparente che scende all'inferno. In sottofondo risuona una versione da supermercato di I Believe I Can Fly di Robert Kelly, la melodia ricamata dai flauti andini. Dio si è messo uno splendido abito su misura: un gessato grigio chiaro con giacca di taglio classico. Camicia azzurra stirata di fresco, cravatta di seta a righine con un perfetto nodo Windsor. Gli piace mettersi in tiro.

Dio si è concesso una breve vacanza sul lago, relax e pesca. Ma un giorno in Paradiso equivale a cinquantasette anni sulla terra: quando Dio è partito per la sua settimana di ferie correva l'anno 1609 d.C. Da quel momento sul pianeta è successo di tutto, razzismo, violenza, terrorismo, povertà e Satana sta facendo affari d'oro laggiù negli Inferi. A Dio non resta che ricorrere a suo figlio Gesù, inviandolo nuovamente tra gli uomini. Gesù Cristo, nascerà nell'aprile del 1979, nel Midwest, sarà un musicista spiantato, una sorta di Kurt Cobain dal carisma magnetico, sempre pronto a farsi in quattro per gli altri. E gli altri sono naturalmente gli ultimi, gli emarginati, i poveri, i senzatetto. Il Gesù di John Niven non fa i miracoli, non moltiplica hamburger e patatine dentro un fastfood. Servono i soldi e l’occasione per raccimolarne tanti e in fretta sembra essere un talent show musicale, un programma televisivo seguito da milioni di persone. Gesù Cristo supera i provini e diventa ben presto un fenomeno mediatico. Niven non resiste alla tentazione e punta nuovamente l’obiettivo sull’industria discografica, così come aveva fatto nel suo precedente romanzo Kill Your Friends, ancora inedito in Italia.

A volte ritorno è un attacco frontale ai fanatismi religiosi attraverso una buona dose di ironia. Dio è bello e brillante, odia le riunioni aziendali e si annoia mentre l'apostolo Matteo recita l'elenco infinito delle frammentazioni interne alla Chiesa. La sua segretaria è una bellissima quarantenne che pensa con quindici o venti mosse di anticipo come un giocatore di scacchi. Suo figlio Gesù trascorre le giornate in Paradiso fumando marijuana e suonando con Jimi Hendrix. In certi passaggi il romanzo è spassoso, anche se potrebbe essere improprio il paragone con il Brian di Nazareth dei Monty Python, nonostante Graham Chapman sia stato omaggiato con una citazione. L'idea di una seconda venuta si regge sulla generosa fantasia dell'autore che si immagina un Paradiso goliardico e un Figlio di Dio che si muove come Johnny Depp in una commedia. Sulla Terra l'umorismo iniziale va un po' scemando, venendo meno il taglio parodistico della prima parte e l'autore mette in scena un ritratto desolante della moderna America.

John Niven - A volte ritorno
Titolo originale: The Second Coming
Traduzione di Marco Rossari
381 pagg., 19,00 € - Edizioni Einaudi 2012 (Einaudi. Stile libero big)
ISBN 9788806209223


l'autore


05 marzo 2012  

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