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Recensione

Esercizi superficiali. Nuotando in superficie copertina

Esercizi superficiali. Nuotando in superficie Raffaele La Capria osserva, riflette, dà consigli di lettura

"Nuotando in superficie sulle profondità marine che scorrevano sotto di me, il rapporto superficie-profondità mi si rivelava in maniera diversa da quella, più volte sperimentata, di chi sorvola in aereo e vede dall'alto il paesaggio".

"Il mio apprendistato di scrittore - scrive La Capria nella riflessione che apre il volume - ha avuto a che fare con tutto questo, col mare, l'acqua, la sua superficie e le sue profondità, e io ho già raccontato, raffrontando la mia esperienza sportiva con quella letteraria, le somiglianze che scoprivo tra la tecnica necessaria per eseguire un bel tuffo e quella del romanzo ben fatto."
Ecco, in questa frase, anzi, nel primo brano di questa antologia, c'è tutto lo spirito di un ragazzo napoletano della sua generazione, c'è il mare e quel legame ombelicale di chi è nato sulle sue rive, c'è l'allenamento di chi da sempre nuota, si tuffa, pesca sott'acqua con la stessa naturalezza con cui cammina, corre, salta... e scrive. C'è Napoli, uno scenario sempre presente, talora messo in ombra, ma per lo più espressamente mostrato.


C'è l'anima partenopea nella critica a Malaparte ("sarà perché sono napoletano e ce l'ho con lui per come ha usato Napoli"), ma anche nell'elogio a Matvejevič per la sua descrizione di Venezia in L'altra Venezia (vale per Venezia ciò che ho scritto per Napoli "bisogna disseppellirla dagli strati delle vecchie rappresentazioni che la coprono, bisogna farla venire alla luce con un'accurata archeologia della mente"); c'è Napoli quando parla di Italia ("Arlecchino, Pinocchio e Pulcinella sono l'Italia del popolo che si rappresenta, si denigra e si riscatta con la felicità che trasmette questo trio") e di canzoni ("tra me e le canzoni napoletane i rapporti non sono stati sempre facili").
E c'è la nuova Napoli in queste pagine, quella che La Capria e tutti i bambini degli anni Venti e i ragazzi dei Trenta non possono più riconoscere, quella Napoli ritratta nel film Passione di Turturro che suscita in lui un'onda emotiva molto intensa:
"Solo in quel momento mi sono accorto che in tutti questi anni la Napoli di Murolo, quella intima, che accompagnava i miei sentimenti e si accordava con la bella giornata e il paesaggio armonioso, con la prosa dei versi di Di Giacomo, non c'era più. Era scomparsa, strappata via da un'altra Napoli più scarmigliata e terribile, ma che forse amavo di più proprio perché non ero indifferente alle sue traversie, al suo 'scuorno' e alla sua grande anima ferita".
C'è il passato - teatro, cinema, letteratura ai tempi della Dolce Vita - e il presente, con uno sguardo sulla trasformazione dei costumi, delle relazioni, del dialogo, della satira, della felicità e dell'infelicità, dell'impegno, della mala información.

Ci sono le sue radici geografiche, culturali, sociali, c'è la sua intimità, la formazione, la maturità, il ricordo, la vecchiaia. Ma tutto narrato con quella naturalezza assoluta, quel linguaggio semplice e piano che caratterizza i suoi lavori, la leggerezza di esercizi superficiali anziché spirituali, fragili, che possono sfuggirci dalle mani trascinati dal vento come una libellula.
E quando, sbigottiti di fronte alla follia del mondo, chiediamo a lui, esperto, saggio, colto, "che fare"? la risposta è sincera, come sempre:  "Non lo so".


Tra i libri citati e consigliati da La Capria nelle pagine di queste riflessioni:
- Alexander Lernet-Holenia
- Illusioni perdute di Honoré de Balzac
- Cuore di tenebra di Conrad

- Billy Budd di Melville
- Ernest Hemingway
- Truman Capote
- Francis Scott Fitzgerald
- L'altra Venezia di Predrag Matvejevič
- Alfonso Berardinelli
- Goffredo Parise
- Chesterton
- Alberto Arbasino
- Ennio Flaiano
- Leo Longanesi

- Salvatore Di Giacomo


Raffaele La Capria - Esercizi superficiali. Nuotando in superficie
162 pag., 10,00 € - Edizioni Mondadori 2012 (Libellule)
ISBN 978-88-04-61467-8



L'autore



17 febbraio 2012 Di Giulia Mozzato

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