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Recensione

Desiderio su ordinazione copertina

Desiderio su ordinazione di Janina Katz

"Chiamai Hania e le dissi che era accaduto un miracolo. “Ho incontrato un uomo giovane e bello,” sussurrai. “Quanto hai pagato?”, domandò. “Un miracolo non ha niente a che vedere con i soldi”, replicai offesa. “Invece sì: abbastanza spesso”, rispose Hania, secca."

LIBRO SCELTO DA WUZ PER SAN VALENTINO 2012

Scrittore sessantacinquenne si innamora di trentottenne di bella presenza. Non ci sarebbe niente di nuovo, niente di straordinario, se questa fosse una storia di un romanzo di Philip Roth. E invece Desiderio su ordinazione è l’opera di una donna (Janina Katz, ebrea come Philip Roth) che scrive dell’amore tra una donna non più giovane e un uomo che potrebbe essere suo figlio. E neppure questo sarebbe un tema nuovo in un romanzo dei nostri tempi. Eppure la scrittrice polacca Janina Katz, che scrive in danese dopo essersi stabilita a Copenhagen nel 1968, riesce a dare brillantezza alla vicenda di Olga e Sammy, non limitandosi a palpiti del cuore e abbracci o amplessi, ma suggerendo una maggiore complessità, ponendo quesiti senza risposta, scavando a poco a poco nel passato, inserendo un secondo libro dentro questo - un secondo libro del tutto singolare perché Olga è una scrittrice per l’infanzia e ha creato due personaggi che l’hanno resa famosa, i bambini David e Allergia-Aquamarina.

Olga incontra Sammy in Israele, nella città di mare dove si reca a intervalli regolari - più o meno ogni sei mesi, talvolta soltanto una volta all’anno - per fare riserva di sole e di caldo, per cercare le sue radici, per incontrare l’amico Moniek. E Sammy è l’uomo tuttofare nel piccolo albergo dove Olga prende una camera.
Quando Olga si accorge che Sammy è attratto da lei, la sua reazione è di incredulità, poi accetta questo regalo che la vita le fa: perché farsi domande sulla sincerità della passione di lui, su quanto l’amore possa durare? Olga è lucida, conosce il suo corpo, sa che non potrebbe competere con una donna giovane - e chissà come è la moglie di Sammy. Chissà perché lui si sente attratto da una donna anziana.
Il senso dell’umorismo ebraico di Olga le permette di scherzarci sopra, come scherza sulla discrepanza culturale tra lei e l’uomo a cui insiste a voler regalare libri (probabilmente non ne ha mai letto uno in vita sua), sulla totale incomunicabilità che c’è tra di loro (lui parla solo l’ebraico, lei ne conosce solo un paio di parole).


L’ossessione amorosa, giocosa e tutt’altro che cupa, si ripresenta ad ogni ritorno di Olga in Israele ma la personalità di Olga è troppo forte, troppo ricca, per limitarsi a godere del tempo con l’amato.
Ci sono i ricordi che affiorano dal buio della Shoah (una madre che si era rimpinzata ed era grassa perché doveva avere la forza di ritrovare la bambina che aveva affidato ad altri prima di essere deportata), quelli del fallimento del suo matrimonio con un marito che si era rivelato gay, delle due amiche bellissime, dell’amicizia con Moniek con cui forse varrebbe la pena fare anche sesso, almeno una volta.
C’è poi Israele che Olga visita con l’auto guidata spericolatamente da Moniek (e le descrizioni di squarci di paesaggi sono molto belle), c’è la morte in agguato ovunque, con il rischio di kamikaze che si fanno saltare in aria.
E poi ci sono i due bambini creati dall’immaginazione di Olga che entrano nella sua vita, la inseguono in Israele (lei li aveva lasciati in un bosco in Danimarca), le parlano - soprattutto la bimba le rimprovera di non badare abbastanza a loro, occupata com’è con il suo uomo. Sono come un duplice alter ego, questi due bambini che, con le loro domande, la loro richiesta che li faccia crescere, che magari li faccia innamorare - chissà -, mettono Olga davanti ad uno specchio.


Il romanzo di Janina Katz termina con un viaggio di ritorno: è anche un ritorno ad un sé più pieno, più completo, più consapevole?
L’incontro di Olga con i figli di Sammy ci avevano preparato al distacco. E comunque il commiato di Olga dall’uomo è sereno, colmo di gratitudine: “E tu, Sammy? Sta’ bene! Mi hai restituito il mio corpo. Sei stato il mio ultimo amante e per questo il migliore di tutti.”


Janina Katz - Desiderio su ordinazione
Titolo originale Længsel på bestilling
Traduzione di Maria Valeria D'Avino
pagg. 215, 16,50 € - Edizioni Lantana (Le stelle)
ISBN 9788897012122


L'autrice


07 febbraio 2012 Di Marilia Piccone

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