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Recensione

L' L' eleganza del riccio copertina

L'eleganza del riccio di Muriel Barbery torna in libreria in edizione economica

«Mi chiamo Renée. Ho cinquantaquattro anni. Da ventisette sono la portinaia al numero 7 di rue de Grenelle, un bel palazzo privato con cortile e giardino interni (…). Sono vedova, bassa, brutta, grassottella, ho i calli ai piedi e,
se penso a certe mattine autolesionistiche, l’alito di un mammut».

«Io ho dodici anni, abito al numero 7 di rue de Grenelle in un appartamento da ricchi. I miei genitori sono ricchi, la mia famiglia è ricca, e di conseguenza mia sorella e io siamo virtualmente ricche».


Nel 2007, quando abbiamo parlato per la prima volta di questo romanzo, uscito da poco tempo nella sua prima edizione, il centro del discorso era lo stupore per il successo di vendite, travolgente e improvviso, e per i consensi - pressoché unanimemente positivi - raccolti dall'autrice, in sostanza sconosciuta in Italia.
Sono passati alcuni anni e i dati oggi fanno ancor più impressione: 2 milioni di copie vendute per un titolo che è stato in classifica per più di tre anni.


Sedimentando il ricordo di quella lettura, resta ancor oggi l'impressione di una narrazione molto filmica, molto visiva, con una pulizia quasi fotografica, se escludiamo le eccessive dissertazioni filosofiche non sempre brillanti.

Rircordiamo che le voci narranti di questa storia visceralmente parigina sono due: la portinaia che racconta la quotidianità della sua esistenza e del palazzo in cui vive e lavora, e la piccola Paloma, inquilina, che conosciamo attraverso le pagine del suo diario.
È già un film - come poi è diventato, anche se si poteva fare di più -, con le giuste inquadrature, gli stacchi, i primi piani e le carrellate. Ritmicamente l'autrice entra nell'animo di un personaggio, poi ne riesce per guardare la scena da lontano: osserva, racconta, torna dentro un appartamento e ne riesce portandosi dietro la vita di qualcuno che sentiamo vivo e non una creatura frutto d'immaginazione.


La portinaia - Renée Michel, 54 anni, grassa e sciatta - è un piccolo capolavoro alla Simenon, rintanata nella sua guardiola assiste al passaggio dei condomini con l'immancabile gatto e con una "facciata" tradizionale che non si stacca dai canoni che la vogliono ignorante e teledipendente: Non ho mai potuto fare studi regolari, sono sempre stata povera, discreta e insignificante, sottolinea lei stessa.  Ma è così solo all'apparenza...
Altrettanto divertente Paloma, la ragazzina - figlia di un ricco deputato (del resto si tratta di un condominio di ricchi) e di una laureata in lettere un po' svampita -, che paragona la concierge a un hérisson, a un riccio, senza sapere di esserlo anche lei. Una ragazzina che ha capito troppo presto il senso dell'esistenza - "la gente crede di inseguire le stelle e finisce come un pesce rosso in una boccia" - che giudica il mondo e crede di essere migliore della maggioranza dei suoi abitanti. Così disincantata da decidere di farla finita il giorno del suo tredicesimo compleanno.

C'è poi la domestica portoghese di casa de Broglie che invece di rientrare nello stereotipo della gretta donna delle pulizie è una vera ristocratica che "sebbene circondata dalla volgarità, non ne viene sfiorata". Non può che essere la migliore amica di quella portinaia che fa finta di guardare programmi trash in tv e invece ascolta Mahler.

Accanto a queste donne (soprattutto alla portinaia Renée e alla giovane Paloma) ruota il mondo aristocratico, snob, irritante del palazzo, ma a rimescolare le carte del condominio arriva un giapponese, monsieur Kakuro Ozu, ricco, certo, ma attento alle persone che gli stanno accanto, l'unico a comprendere l'eleganza del riccio. La vera passione della portinaia è la lettura e da autodidatta si è costruita una solida cultura, superiore di certo a quella dei suoi boriosi inquilini. Ma per capire chi sia non basta "vederla", bisogna "guardarla"! E pian piano per merito di Kakuro Ozu il riccio rifiorisce trasformadosi di nascosto in una elegante, interessante donna di mezza età.
Grazie a lui, le due narrazioni si avvicinano e diventano parallele e le due donne scoprono le loro affinità elettive.
Paloma entrando in relazione con Renée e Kazuro intuisce che la vita è più complessa e meno disperata di quanto pensasse e abbandona i suoi propositi di suicidio, ma il bilancio tra vita e morte alla fine deve comunque quadrare.


Muriel Barbery - L'eleganza del riccio
Titolo originale: L'élegance du hérisson
Traduzione di Emanuelle Caillat e Cinzia Poli
336 pag., 12,99 € - Edizioni E/O 2012
ISBN 978-88-6632-085-2


L'autrice



10 gennaio 2012 Di Giulia Mozzato

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