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Recensione

Il Il museo immaginato. Ediz. illustrata copertina

Il Museo immaginato da Philippe Daverio

"Come si guarda un quadro: lo si guarda a lungo."

Leggi l'intervista a Philippe Daverio

Eccolo il Daverio di Passepartout, quello che con competenza ma senza prosopopea, con ironia ed estro racconta l'arte nelle sue trasmissioni televisive. Quello che presto rivedremo con un nuovo format, Il Capitale, sempre dedicato alla cultura e alla storia intellettuale e artistica ma con lo scopo di valorizzare questo vero patrimonio dell'umanità contro quello fittizio della finanza e del danaro fine a se stesso.
Ma prima delle puntate di questo nuovo programma tv, ecco un libro-compendio della storia dell'arte molto personale e costruito come un vero (ma immaginato) Museo: una villa neoclassica divisa in molte stanze con l'idea di una collocazione perfetta dell'arte che mette in relazione - un po' come nel Museo immaginario di Malraux - arte contemporanea ed eredità artistica, perché ogni epoca filtra il patrimonio del passato mettendone in luce quell'aspetto che gli servirà per giustificare il presente, ma nel nostro presente c'è quell'elemento in più che è la riproduzione fotografica che ci consente di paragonare opere lontane nel tempo e nello spazio, vederne i particolari, apprezzarne le forme (anche se dal vivo non si sono mai viste), metterle accanto le une alle altre in modo del tutto trasversale.

Ogni stanza di questo palazzo-museo ha la sua funzione: dall'anticamera si passa al pensatoio, che deve essere un luogo di riflessione, e dunque di assoluto rilassamento, poi alla biblioteca un luogo di studio e di approfondimento. Dal Gran Salon alla sala da pranzo, per passare poi al Petit Salon e alla divertente sala da gioco e delle curiosità. Ma non mancano le cucine che prevedono solo opere che trattino temi alimentari, una grande galleria a balconata, le camere da letto, una stanza della musica, la chiesa e il giardino, ovviamente con sole quadri con soggetto botanico-paesaggistico. Ogni opera, da Roma antica all'arte moderna - ha uno spazio e un perché.


Marte e Venere (Museo Archeologico Nazionale di Napoli)
Quest’opera, che direttamente dall’antichità ci proviene, è una piccola provocazione. Serve a far intendere che la pittura di ieri è, come quella dell’altro ieri, una pratica fondamentale e perenne dei popoli stanziali del Mediterraneo che la esercitano da quando hanno deciso le sepolture stabili dove si tornava a trovare ed evocare gli antenati. Non si tratta d’un affresco, tecnica del medioevo, ma d’un encausto che, per il coinvolgimento della materia e la necessità di muovere gli spessori, è molto simile alla pittura a olio. I motivi sono greci, il gesto appartiene all’eterno barocco di Roma.

"L'argomento trattato in questo libro non è la pittura ma i quadri." scrive Daverio "La pittura è una prassi ben vasta rispetto al tema. Qui ci occupiamo solo di un settore molto ristretto, quello che riguarda i dipinti su supporto mobile, tavola, tela o rame, e che non abbaino una destinazione prettamente ecclesiale."


Un libro che piacerà agli appassionati, ma anche a chi si avvicina solo saltuariamente all'arte. Un libro che potrebbe scatenare critiche all'autore per non aver inserito questa o quell'opera o per averne incluse altre, ma che non presentandosi come un'antologia, una vera storia dell'arte, ma un libro assolutamente personale, stronca sul nascere ogni contestazione. Prendere o lasciare, accettare la sua visione e partire da quella.

Come giustamente scrive Daverio nella sua Introduzione, un'opera come questa, che necessiterebbe di un apparato iconografico (del resto nel volume già completo e di ottima qualità) e bibliografico gigantesco, si avvantaggia dell'epoca in cui viene pubblicata: l'era di internet, dove ormai qualsiasi curiosità può essere appagata con una rapida ricerca e ogni approfondimento è alla portata di tutti.


Philippe Daverio - Il Museo immaginato
352 pag., ill., 35,00 € - Edizioni Rizzoli 2011
ISBN 978-88-17-05223-8



L'autore



12 dicembre 2011 Di Giulia Mozzato

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