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Recensione

L' L' arte di andare a passeggio copertina

L'arte di andare a passeggio di Franz Hessel

"Il nostro paesaggio d'un tempo un po' me lo ricordo ancora, gli stretti sentieri che attraversavano gli orti di erbe aromatiche e, più avanti, salivano tra i campi di grano. Quasi tutti i colli sopra di noi erano in parte illuminati dal sole e in parte all'ombra delle nuvole. E quando ci stendevamo vicino alla casa di pietra al limitare del bosco, sui prati digradanti, tra le spighe selvatiche le cui punte biondo-rossicce ondeggiavano nella pallida luce della sera, sopra le nostre mani prese dal gioco era un continuo muoversi e luccicare bianco e incorporeo, che sfuggiva continuamente a chi cercava di coglierlo."


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L'eleganza della forma, la raffinatezza dei gesti anche minimi, la qualità della parola scelta: la narrazione di Hessel è di un tale livello che sin dai primi brani letti, sin dalle prime pagine di un semplice racconto, percepiamo nettamente la grandezza dello scrittore che abbiamo di fronte.
Lui non ci guarda e racconta sentimenti, evoca immagini e momenti, descrive paesaggi e luoghi con una narrazione fluida e solo apparentemente distaccata. Noi non possiamo guardarlo perché si nasconde dietro ai suoi personaggi, ma sappiamo che è lì, osservatore muto ma attento di una quotidianità mai banale, se vista davvero.


Questa raccolta di prose testimoniamo ampiamente questa capacità straordinaria di narrare il "normale" dando profondità a luoghi, momenti, immagini e gesti consueti.
Il tutto racchiuso in un tema centrale, che è quello del movimento, del vagare senza - ma anche con - una meta, del vivere dentro uno scenario con consapevolezza. Ricordiamo, per inquadrare meglio la personalità dell'autore, che è lui - con lo scrittore francese Henri-Pierre Roché che ne scrisse il romanzo - il protagonista della storia narrata nel film di François Truffaut Jules e Jim, un ménage à trois con la pittrice e traduttrice berlinese Helen Grund che fece scalpore.
La raffinatezza etica ed estetica di Hessel supera ogni limite borghese, senza mai essere volgarmente snob, ma una vera testimonianza della flânerie francese.
"Andare a spasso non utile né igienico, è un atto di presunzione, come - secondo Goethe - far poesia".

I testi provengono dalle raccolte Pasta leggermente colorata (1926), Epilogo (Nachfeier, 1929), Esortazioni al piacere (1933). Chiude la scelta antologica l'ultima prosa pubblicata da Hessel prima della sua definitiva scomparsa dalla scena culturale tedesca apparsa su Die literarische Welt nel 1933: Il facchino di Baghdad.


Una scena del film di François Truffaut Jules e Jim. Protagonisti del ménage à trois erano Helen Grund, Henri-Pierre Roché e Franz Hessel

L'arte di andare a passeggio
di Franz Hessel

Traduzione di Enrico Venturelli
244 pag., 14,00 € - Edizioni Elliot 2011 (Raggi)
ISBN 978-88-6192-251-8



L'autore



02 dicembre 2011 Di Giulia Mozzato

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