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Recensione

L' L' invenzione del balcone copertina

Gene Gnocchi - L'invenzione del balcone

"Quando porti un manoscritto ai vari editori, sai se lo leggeranno da come lo prendono e lo ripongono"
"Alcuni prendono i fogli e li radunano in una carpetta che copre la tua arancione quasi sempre con un'altra arancione  e ci scrivono sopra il nome, altri non infilano il dattiloscritto nella borsa perché sanno che lo getteranno nel Po."


Questo libro fino a pagina centocinquantanove è divertente. Ma da pagina centosessantatré in poi diventa un vero e proprio spasso. Con questo non voglio dire che solo un quarto del romanzo di Gene Gnocchi, L'invenzione del balcone, edito da Bompiani, sia meritevole di lettura. Sta di fatto però che nella sezione finale intitolata Inediti ritrovati scoprirete una serie di straordinari e anacronistici carteggi, che tanto somigliano a degli scambi di mail. Straordinari perché i mittenti e i destinatari sono personaggi reali, contemporanei e del passato, protagonisti della storia della letteratura, della scienza, della cultura e dell'editoria barra spettacolo. Inizia l'autore Gene Gnocchi con una lettera a Nanni Balestrini (fondatore del Gruppo '63) per chiedere delucidazioni su un'annosa questione: quali erano esattamente i membri del Gruppo '63? E il carteggio surreale, comico, a tratti esilarante, coinvolge in un gioco, potremmo dire di reply e di inoltra, anche i destinatari e/o mittenti Alberto Arbasino, Giorgio Faletti, Andrea Camilleri, Alba Parietti, Carlo Lucarelli, Niccolò Ammaniti, Fabio Volo, Adriano Sofri, Michele Serra, Maurizio Costanzo, Ennio Flaiano. Segue poi il carteggio tra Gene Gnocchi e il matematico Kurt Gödel, quello tra Gnocchi e Benedetto Croce, quello tra Gnocchi, Italo Calvino, Sergio Tofano e Hanna-Barbera; e poi lo scambio con Gianni Rodari; Stephen King, Alberto Moravia, Robert Mapplethorpe. Tanti scrittori. Perché a suo modo il romanzo di Gene Gnocchi è una sorta di parodia del mondo della letteratura e dell'editoria. Lo si capisce sin dalle prime pagine, e qui ritorniamo indietro, quando l'autore ci racconta le difficoltà incontrate cercando di piazzare il proprio manoscritto presso qualche editore. E ci sono alcuni lampi comici che inquadrano alla perfezione lo stato attuale delle cose. Per quanto la scrittura di Gene Gnocchi si muova sempre sul confine tra surrealismo e campionario di battute, a riportare tutto giù per terra, nell'attualità, è la grande quantità di personaggi pubblici citati dal comico. Come quando in sogno accanto al vostro compagno di banco delle elementari c'è un attore, così procede la costruzione narrativa di Gnocchi, e ogni comparsata sul palcoscenico da parte del vip di turno, crea uno spiazzante effetto comico. Poi certo tutto il romanzo è satira dell'attualità, il gioco del lettore è proprio quello di scoprire come l'autore ha deciso di raccontarla, i suoi camuffamenti. E questo meccanismo subisce un'accelerazione perché il protagonista è convinto che il mondo sia finito. Per cui quel che resta è tragica parodia.

Gene Gnocchi - L'invenzione del balcone
216 pagg., 17 € - Edizioni Bompiani 2011 (Narratori italiani)
ISBN 9788845268168


l'autore


08 novembre 2011  

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