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Recensione

I I fantasmi copertina
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  • 1900

I fantasmi di César Aira

Ma li vedeva davvero o era un sogno a occhi aperti? Ah, quella era un'altra faccenda. Mentre una lavava i panni in cucina, vedere una decina di uomini nudi con il pene penzolante non era precisamente la cosa più realistica che potesse succedere. Certo che, per una donna sposata come lei, quella visione aveva un senso speciale, non di promessa ma di conferma: tutti gli uomini in fondo erano uguali. Non avevano niente da nascondere. Non solo avevano le stesse cose, ma valevano lo stesso. [...] Deplorava solo la cattiva influenza che potevano avere sui suoi bambini, per esempio sulla frivola figlia più grande. Da certi spettacoli impossibili, una ragazza che viveva di castelli in aria poteva essere indotta a credere, quanto mai erroneamente, che la realtà si trovasse ovunque.

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Quante forme di realismo conosciamo? Davanti alle storie surreali e oniriche di César Aira, in quale territorio ci troviamo? È questa la domanda che nasce dalla lettura dei romanzi di questo scrittore argentino, classe 1949, estremamente prolifico ma quasi sconosciuto in Italia.
Punto di riferimento per molti scrittori della sua generazione, Aira si muove fin da subito nel campo della sperimentazione avanguardistica, tra spericolati voli di fantasia e una stretta aderenza alla realtà. La sua tecnica di composizione non si affida alla pianificazione e costruisce la storia in corso d'opera, attingendo al bacino sterminato della realtà (personaggi, luoghi, fatti della vita quotidiana, resi materia narrativa), senza quasi correggere ma come aggiustando continuamente il tiro, in un movimento in avanti che spesso salta da un genere all'altro e si rifiuta di obbedire alle tradizionali regole narrative.
Delle avanguardie, Aira condivide soprattutto il gesto preistorico, quello che rompe con il passato e dà vita a nuovi procedimenti compositivi: "I grandi artisti del XX secolo non sono coloro che hanno realizzato delle opere, bensì coloro che hanno inventato dei procedimenti perché le opere si realizzassero da sé, o non si realizzassero".
I suoi soggetti vanno dal nonsense al racconto fantastico e sono caratterizzati da un humour paradossale e grottesco. Ma la cifra tipica della sua scrittura è quella particolare forma di realismo, che lo scrittore ha sempre rivendicato decisamente, e che si colloca in una dimensione molto diversa da quella delle forme convenzionali di realismo sociale o psicologico. Il realismo di Aira non sta nella verosimiglianza alla realtà o in un'amalgama di frammenti di realtà, ma in una "fame di verità, di realtà" (Sandra Contreras ha approfondito le forme del realismo di Aira) che radica l'opera dello scrittore nel tempo e nello spazio. È l'Argentina la grande protagonista dei romanzi di Aira, e in essa entrano in connessione elementi realistici e fantastici, reali e immaginari, senza soluzione di continuità.


I fantasmi, romanzo del 1990, coniuga la narrazione iperrealistica delle condizioni di vita degli operai edili cileni e argentini con il fantastico.
Aira ci getta in medias res, e fin dalle prime frasi il lettore si trova immerso in un mondo completo, in un clima già definito.
È la mattina dell’ultimo dell’anno a Buenos Aires, il caldo è particolarmente afoso e insopportabile. In un palazzo in costruzione si affollano gli operai al lavoro e i prossimi inquilini dei lussuosi appartamenti venuti a visionare le loro nuove abitazioni. Ma ci sono anche altre presenze: una moltitudine di fantasmi che volteggiano intorno a tutte queste persone e si divertono, innocui, ridendo dei discorsi dei visitatori. Sono invisibili, come tutti i fantasmi, e si aggirano completamente nudi, coi corpi bianchi di calce. Solo i bambini e alcuni operai cileni riescono a vederli, anche se sembrano non curarsene troppo.
Tra i bambini c'è chi riesce pure a sentirli: si tratta di Patricia, la figlia dei guardiani. Vive con la famiglia all'ultimo piano dell'edificio, perché suo padre, Raúl Viñas, che da giovane voleva diventare architetto, si è ritrovato immigrato in Argentina a fare il guardiano del cantiere. Patricia è un'adolescente, in un'età sensibile per lo sviluppo sessuale, ed è incuriosita da queste presenze nude che le girano intorno. E in questo giorno particolare, al confine tra un anno vecchio e uno nuovo, tra passato e presente, i fantasmi inviteranno Patricia al loro veglione. Quello che Patricia non sa è che per parteciparvi dovrà prima morire.


Muovendosi tra verosimiglianza e sogno, I fantasmi confonde i piani e fa slittare la realtà a un livello che accoglie anche l'improbabile e l'assurdo. Il racconto degli operai che mangiano e si ubriacano a mezzogiorno, dei bambini che non vogliono fare la siesta e di altre azioni quotidiane si alterna con la stessa naturalezza alla descrizione dei fantasmi, più umani degli umani agli occhi di Patricia, del meccanismo di raffreddamento del vino escogitato da suo padre introducendo decisamente la bottiglia nel torace di un fantasma, o a riflessioni e conversazioni che non possono combaciare con il grado d’istruzione di chi le fa. Aira, con la sua abilità straordinaria nel costruire universi, sa condurre il lettore attraverso mondi perlopiù "normali", fino al momento in cui, improvvisamente, qualcosa di "strano" si inserisce nella narrazione - ed è il tratto distintivo della sua letteratura e della sua inesauribile fantasia - e ci porta in un universo altro. L'autore è sempre al nostro fianco, non ci lascia mai soli, e sa implicitamente rassicurarci che ogni cosa sta andando per il verso giusto. Tutto parte da un'idea, che poi si sdoppia e si moltiplica, libera, esattamente come il suo modo di scrivere (e alla concezione della letteratura come "architettura non costruita", che viene modellata passo dopo passo, Aira allude più volte nel romanzo).
Cosa ci resta alla fine? Il gusto di un romanzo indimenticabile, di un'alchimia letteraria perfettamente realizzata e la consapevolezza che il confine tra verità e menzogna non è poi così importante.


César Aira - I fantasmi
Titolo originale: Los fantasmas
Traduzione di Raul Schenardi
140 pagg., 15 € - Edizioni Sur 2011
ISBN 978-88-97505-01-3


L'autore


27 ottobre 2011 Di Sandra Bardotti

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