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Recensione

Il Il silenzio dell'onda copertina

Il silenzio dell'onda di Gianrico Carofiglio

"Questa notte ho visto mio padre. Detta così non sembra una cosa troppo stana, che uno veda suo padre, anche se di notte.
Il fatto è che lui è morto."


Nella cinquina dei finalisti del LXVI Premio Strega

Il realismo magico in Italia è un vento più che un genere letterario. Soffia a momenti e non è facile incanalarlo. Ha connotazioni differenti come quelle che hanno sfiorato Buzzati e Calvino, Corrado Alvaro o Zavattini.
Molte delle loro opere hanno soprattutto un sentore metafisico, come accadde a De Chirico, Carrà, Sironi, Morandi, De Pisis e altri protagonisti del realismo magico nell'arte. Per non parlare delle correnti molto più nordiche che mediterranee che aleggiano nei loro scritti.
È dunque difficile parlare di un filone a sé, anche se recentemente alcune opere di autrici come Milena Agus, Antonella Cilento, Mariolina Venezia o Michela Murgia (una caso che siano tutte donne?) sono state sfiorate da questo vento facendoci intravedere la possibilità di un grande romanzo, "del" grande romanzo che riproponga, aggiorni e renda peninsulare questo genere.


Non sarà questo "il libro" del realismo magico italiano, ma quel vento ha soffiato un po' anche tra queste pagine che mediano un mistero onirico alla Murakami (alla Buzzati dei racconti, se vogliamo rimanere in Italia) con il noir carofigliano classico, in una strana e a tratti scomposta combinazione e commistione di storie, generi e pensieri.
Nettamente diviso in due parti, il romanzo procede seguendo le vite dei protagonisti: un uomo, un carabiniere quarantasettenne che per anni ha vissuto come infiltrato tra i trafficanti di droga internazionali, che sta seguendo una psicoterapia ed è in analisi, e un ragazzino sensibile che sta scoprendo se stesso attraverso i suoi magici sogni.
Sono due figure problematiche, perdenti, appoggiate ai bordi della vita. Per motivi differenti entrambi stanno riflettendo sul senso dell'esistenza e stanno cercando nuovi stimoli e concrete motivazioni per uscire dal buio, dalla depressione o solamente dalla marginalità e ritrovare - o scoprire - una ragione per proseguire il cammino.


Una ragazzina, una compagna di scuola, nel caso del più giovane, e una donna matura, un'ex attrice abbastanza famosa nel caso dell'uomo maturo, pur essendo apparentemente figure secondarie fanno da traino verso una svolta nella vita di entrambi e sono i punti di contatto tra i due protagonisti.
A poco a poco entrambi vengono sommersi da un mare di sentimenti e di ricordi, ma nessuno ne sarà travolto davvero.
"È un po' come finire sotto un'onda. La regola fondamentale è non farsi prendere dal panico, non fare resistenza perché è inutile, e aspettare che passi."



Il ragazzo incontra nei suoi sogni un cane, Scott, che lo chiama capo e con cui ha un ottimo rapporto ("un'esperienza straordinaria perché io ho paura dei cani e se ne vedo uno per strada certo non mi fermo ad accarezzarlo"), chiacchiera con la ragazzina di cui è segretamente innamorato, Ginevra, e vede il padre, che nella realtà è morto.
Anche Roberto, il carabiniere, incontra suo padre - investigatore suicidatosi in carcere - nel corso delle sedute psicoanalitiche. Con lui aveva in comune la passione per il surf, con lui viveva in California. Dopo la sua morte non c'è più tornato e il rapporto con il genitore è rimasto irrisolto.

Una storia che in potenza poteva diventare "il romanzo" di Carofiglio, densa di elementi differenti e di fili da riallacciare, ma che sembra non aver trovato la giusta chiave, anche se il finale svela molti misteri e tutti i legami. Ma l'onda non travolge il lettore.


La colonna sonora del romanzo:
Nevermind dei Nirvana
Light My Fire dei Doors
People Are Strange dei Doors
Louis Armstrong
Time Is On My Side dei Rolling Stones
Everybody Hurts dei R.E.M.
Stairway to Heaven dei Led Zeppelin
Tunnel Of Love Dire Straits
Don't Stop Me Now dei Queen
With or Without You degli U2
I Am A Bird Now di Antony and the Johnsons

I film:
Vacanze romane di William Wyler
Nuovo Cinema Paradiso di Giuseppe Tornatore
Souvenir d'Italie di Antonio Pietrangeli
C'eravamo tanto amati di Ettore Scola
L'uccello dalle piume di cristallo di Dario Argento


I consigli di lettura del protagonista:
Paul Ekman: I volti della menzogna. Gli indizi dell'inganno nei rapporti interpersonali
Il mondo è un teatro. La vita e l'epoca di William Shakespeare di Bill Bryson


Gianrico Carofilio - Il silenzio dell'onda
300 pag., 19,00 € - Edizioni Rizzoli 2011 (Rizzoli la scala)
ISBN 978-88-17-05208-5


L'autore



PRESENTATO ALLA GIURIA DELLO STREGA DA ROSELLINA ARCHINTO E FERRUCCIO DE BORTOLI



"Ho molto apprezzato la capacità con cui l’autore, già noto ai lettori per il personaggio dell’avvocato Guerrieri, si stacca con coraggio da una scrittura cosiddetta di genere offrendo una prova di maturità stilistica e di contenuti. Di questo nuovo romanzo mi piace l’essenzialità della scrittura, che comunica al lettore i diversi stati d’animo grazie anche alle voci dei personaggi, che risuonano vere, e sofferenti o allegre, per lo più interne, e riflettono gli slanci e le debolezze."

Rosellina Archinto



"Carofiglio si fa inseguire dai suoi lettori, li affascina ma non li corteggia, li scuote e pretende da loro un piccolo impegno supplementare, come se fossero chiamati a scrivere una parte del romanzo. Una coproduzione fra autore e lettore. E il godimento di quest’ultimo sta spesso nella soddisfazione di precedere l’autore nel prevedere l’evoluzione del racconto. Un piacere impegnativo. Il lettore prende confidenza con i personaggi, comincia ad amarli riconoscendo i contorni dei caratteri, via via sempre più netti."

Ferruccio De Bortoli



19 ottobre 2011 Di Giulia Mozzato

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