Ricerca avanzata
Recensione

La La morte in agguato copertina

Morte in agguato. Un'indagine per l'ispettore Alleyn di Ngaio Marsh

“Mio caro amico, te lo sto dicendo. Ascoltami. Un mese fa ho deciso di fare questo esperimento: invitare sette personaggi idonei a trascorrere un week-end qui a Highfold, e ho passato una mattinata piacevolissima a compilare l’elenco;  per quanto possibile, tra di loro doveva esistere del risentimento, del rancore reciproco.”

Libro scelto da Wuz in una selezione di grandi gialli
Ngaio Marsh e Agatha Christie: sono stranamente speculari, con le debite differenze, le vite e i successi di queste due signore del giallo inglese (e dovremmo accostare ai loro anche il nome di Dorothy Sayers).

Nata in Nuova Zelanda nel 1895 la Marsh e nel 1890 la Christie in Inghilterra; la prima morì nel 1982, la seconda la precedette di qualche anno, nel 1976; ad entrambe fu conferita la massima onorificenza femminile inglese, quella di ‘Dame’- nel 1966 a Ngaio Marsh e nel 1971 ad Agatha Christie; 32 i romanzi di indagine poliziesca scritti da Marsh, quasi il doppio, 66 (contando solo i romanzi), quelli della Christie.
Una differenza di rilievo: due i protagonisti dei romanzi della Christie, Poirot e Miss Marple, uno solo, il commissario Roderick Alleyn, in quelli della Marsh.

E adesso… datemi un romanzo di una di queste grandi signore e potrei affrontare la reclusione di due giorni di forte raffreddore. Perché hanno un’eleganza di stile, una raffinatezza, una cura del dettaglio, una piacevolezza di trame basate su enigmi da risolvere, che la lettura è un passatempo squisito. A proposito: prima di addentrarci in Morte in agguato, appena ristampato da Elliot, per allontanare qualunque idea di imitazione, riportiamo la citazione dal New York Magazine- “Ngaio Marsh è stata paragonata spesso ad Agatha Christie, ma è ora di cominciare a fare il contrario.”



Uno spunto molto moderno dà l’avvio alla trama di Morte in agguato.
È il 1940. Jonathan Royal ha invitato un gruppo di persone nella sua casa isolata nei boschi, su un altopiano.
Jonathan è un drammaturgo frustrato e spiega, all’inizio, a Aubrey Mandrake che invece ha scritto drammi teatrali innovativi e di successo, qual è la sua intenzione. Niente personaggi inventati su carta per il dramma che Jonathan ha in mente. Questo sarà un dramma vero, un’anticipazione di un reality dei nostri tempi, con uomini e donne in carne e ossa: i suoi invitati. Jonathan li ha scelti con una sagacia diabolica, all’insaputa l’uno dell’altro. E con parecchia cattiveria, diciamo la verità.
Ci saranno i due fratelli Compline e la fidanzata del maggiore dei due che, però, era prima fidanzata con il minore. Si erano lasciati perché questi corteggiava una donna che gestiva un centro di cure di bellezza (invitata pure lei, naturalmente). Un’altra invitata è una vecchia amica di Jonathan che dirige da tempo un altro centro che offre miracoli per mantenere le donne giovani ed ora si vede rubare le clienti da quell’altra. I due ospiti più anziani sono la signora Compline e un medico austriaco rifugiato in Inghilterra. Da giovane la signora Compline era molto bella, poi ha fatto una sciocchezza. Per migliorare il suo aspetto si è sottoposta ad un intervento chirurgico ed è rimasta sfigurata. Quando incontra il dottore in casa di Jonathan, riconosce in lui l’uomo che l’ha operata. E lui riconosce lei, che sperava di non incontrare mai più oltre che nei suoi incubi. Nessuno (o quasi) sa che il dottore è sposato con la donna corteggiata dal minore dei fratelli Compline.


La situazione è esplosiva, si capisce subito.
Jonathan, il deus ex machina, gongola soddisfatto.
Che cosa succederà?
Lui ha soltanto messo insieme i personaggi del dramma, saranno loro i responsabili delle loro azioni.
Si inizia con un attentato all’unico che è estraneo alle correnti di amore e odio che serpeggiano nel gruppo: il povero Mandrake viene spinto nella piscina. Va detto però che Mandrake indossava un mantello tirolese che appartiene a Jonathan ed è uguale a quello del medico austriaco… La casa resterà isolata per una tempesta di neve (ricordate il dramma Trappola per topi di Agatha Christie?), ci saranno altri morti. Arriverà il commissario Alleyn a indagare e risolvere il caso.

Hanno sempre un grande fascino questi casi di assassinii che si presentano come un mistero, un enigma da risolvere, con l’aiuto, al massimo, della polvere per rilevare le impronte. Sono necessari acume e intuizione. Fare supposizioni e controllare, pezzo per pezzo, se gli incastri sono giusti. Se no, si ricomincia da capo, provando altre combinazioni.
Un’ottima lettura con il profumo dei vecchi tempi.


Ngaio Marsh - Morte in agguato
Titolo originale: Death and the Dancing Footman
Traduzione di Franca Pece
318 pag, 16,00 € - Edizioni Elliot 2011 (Raggi gialli)
ISBN 978-88-6192-228-0



L'autrice



14 settembre 2011 Di Marilia Piccone

Commenti



Non sono presenti commenti su questo documento. Vuoi essere tu il primo a scriverne uno?
Già iscritto?
Iscriviti