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Recensione

Vacanze matte copertina

Vacanze matte. Torna in libreria il divertente romanzo di Richard Powell

"Papà e io ci sedemmo ad aspettare che passava una macchina a darci una mano. Per lo meno si mise ad aspettare papà. Io non riuscivo a togliermi di testa che da quando avevamo imboccato la nuova strada macchine non ne avevamo viste."

America 1959.
Un'automobile imbocca una strada in costruzione: il guidatore ignora tutti i cartelli di divieto di transito. Dopo alcune decine di chilometri, quasi al termine della strada, l'auto rimane senza benzina, in riva al mare, vicino a un bosco di mangrovie e un vecchio ponte di legno. Nessuno all'orizzonte, l'unica soluzione è accamparsi per la notte.
Padre, figlio, due gemelli - nipoti? cugini? zii? - e la loro babysitter - l'intellettuale del gruppo - non si sposteranno più da quel luogo.

È la famiglia Kwimper, non gente qualsiasi,
ma un gruppo di persone "allevate a zanzare nel New Jersey", provenienti da una zona rurale, la contea di Cranberry, in cui la consanguineità è una regola, in cui tutti hanno lo stesso cognome e le relazioni di parentela sono assai confuse.
Ma una cosa è certa: la famiglia Kwimper ha un ottimo e consolidato rapporto con il governo, che fornisce loro sussidi di vario genere, consentendo a tutti di vivere senza fare nulla. Un rapporto di reciproco interesse, se è vero che la loro esistenza dà un senso a quella del governo stesso ("Io ho aiutato il governo in tutto quello che il governo si è messo in testa di fare, dall'indennità di disoccupazione all'assistenza per i figli a carico, alla pensione per invalidità totale..."). Un rapporto privilegiato che si spezza quando, dopo alcuni giorni di vana attesa, arriva il camion del Dipartimento dei Lavori pubblici dello stato di Columbiana per organizzare l'inaugurazione della nuova strada. Il rappresentate dell'amministrazione non capisce la situazione, vede solamente un accampamento abusivo e ordina lo sgombero ("Devo ammettere che mi hanno fatto proprio girare le scatole. Io ero prontissimo ad andare incontro al governo, a non fare tante storie per il fatto d'averci piantati qui senza nessun aiuto, ma da come si sono messe le cose a questo punto ho una gran voglia di passare all'opposizione"). 



Li'l Abner, il personaggio creato da Al Capp nel 1934
 
No, non si può parlare così a papà Kwimper, un uomo che sa come funziona la legge. E che ne trova sempre una adatta alla situazione. Se non la conosce, prova a inventarla. Lui è nel giusto, sicuramente una legge in sua difesa ci sarà, da qualche parte. E ha ragione: l'accampamento è posizionato su un lembo di terra di nessuno, posto oltre la striscia di 15 metri assegnata al Dipertimento dei Lavori pubblici, ai margini dello sterrato della strada. Se resteranno lì per sei mesi, potranno fare domanda di assegnazione del lotto.
In realtà non era affatto questa l'intenzione iniziale, ma è una questione di principio.

La storia è raccontata da Toby
, il figlio, un ragazzone un po' Li'l Abner e un po' Forrest Gump, buono, credulone ma a modo suo astuto e molto fortunato, che gode di una pensione di invalidità totale per un problema alla schiena legato al servizio militare, ma che in realtà è forte, robusto e anche volonteroso.

Tra ingenuità, coraggio e buona sorte la nostra terribile famigliola sarà in grado di fronteggiare gli attacchi del potere, ottenere un prestito in banca, far fuggire un gruppo di malavitosi decisi a costruire sul terreno accanto al loro una casa da gioco, battere di fronte a un giudice un'assistente sociale decisa a dimostrare che i gemelli orfani devono essere allontanati da questa famiglia inadatta ad allevarli, e sconfiggere persino un uragano.
Nel frattempo la disastrata famiglia che sopravviveva di sussidi diventa un efficiente gruppo di lavoratori: costruisce un'abitazione in cui vivere, scava un pozzo per l'acqua potabile, crea una nuova spiaggia, organizza una fiorente attività commerciale legata alla pesca, pensa a "vivaci" toilette per i clienti, compra e aggiusta alcune vecchie barche e affronta persino un agente delle tasse.


La copertina del Saturday Evening Post (la rivista che raccontava gli USA agli americani e a tutto il mondo) del 30 agosto 1947 firmata da Norman Rockwell - Going and Coming - da cui è tratta l'immagine di copertina del romanzo
Insomma, i Kwimper, con la loro ostinazione e testardaggine, diventano una incarnazione moderna dei mitici pionieri, realizzando il vecchio sogno americano ormai affossato dalla burocrazia, dal conformismo, dall'omologazione rappresentata nell'immagine stereotipata della società americana del dopoguerra, e ridando vita alla libera iniziativa e all'autosufficienza: dal cibo alla scuola, dalla casa - non le villette suburbane in cui a un certo punto il governo vorrebbe imprigionarli - alla difesa personale.
E su quest'ultimo punto, probabilmente non a caso, si leggono le pagine più comiche di un romanzo che dopo cinquant'anni - Powell lo scrisse nel 1959, e l'anno successivo fu pubblicato per la prima volta in Italia da Garzanti - non ha perso nulla della sua brillantezza e dello straordinario ritmo narrativo che trascina le risate del lettore. Ottima la scelta di mantenere la "traduzione d'epoca" originaria del testo, con qualche ben studiato errore grammaticale che connota i personaggi.

Due curiosità segnalate da Luca Briasco nella sua bella Postfazione: Don Quixote, U.S.A., uno dei romanzi di Powell, autore popolare negli Stati Uniti negli anni Cinquanta e Sessanta ma dimenticato nei decenni successivi, avrebbe fornito spunti di trama a uno dei primi lungometraggi di Woody Allen datato 1971: Il dittatore dello stato libero di Bananas. Da L'uomo di Filadelfia invece è tratto il bel film di Vincent Sherman del 1959 I segreti di Filadelfia, con Paul Newman.
Attendiamo che entrambi vengano ripubblicati, magari da Garzanti che fu per anni il suo editore italiano.


Vacanze matte di Richard Powell
Titolo originale: Pioneer, Go Home!
Introduzione di Francesco Piccolo
A cura di Luca Briasco
Traduzione di Carlo Rossi Fantonetti
334 pag., 18,50 € - Edizioni Einaudi 2011 (Einaudi Stile Libero Big)
ISBN 978-88-06-20724-3



L'autore



12 luglio 2011 Di Giulia Mozzato

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