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Recensione

Fiore di neve e il ventaglio segreto copertina
  • See Lisa
  • Fiore di neve e il ventaglio segreto
  • Longanesi
  • 2011

Fiore di neve e il ventaglio segreto di Lisa See

“Sedute vicine nella stanza delle donne, ci alternammo nel copiare il lamento funebre sulle pieghe del nostro ventaglio segreto. Terminato il lavoro, aggiunsi alla ghirlanda lungo il bordo una falce di luna, esile e discreta com’era stata mia cugina.”


Nelle sale dall'8 luglio 2011 il film di Wayne Wang tratto da questo romanzo.

Florence Sloan
, produttrice dell'opera cinematografica insieme a Wendi Deng Murdoch, ha dichiarato:
"Wendi e io abbiamo letto il libro ognuna per proprio conto.
Questo libro ha creato in me la necessità di apprendere di più sulle mie origini cinesi. Il fatto che le mie bis bis bis nonne abbiano dovuto sopportare una tale agonia (come quella della fasciatura dei piedi) e che reagissero con tanta forza di fronte alle avversità, mi affascinava molto.
Per quanto riguarda Wendi, lei è cresciuta in Cina e il fatto che abbia conosciuto direttamente questo background così unico, ai suoi occhi rendeva il libro ancor più significativo.
Ritenevamo che il messaggio della storia fosse davvero profondo e che fosse facile identificarsi con esso, anche nel mondo attuale.
Il libro ci dice che se un’amicizia è abbastanza solida, non importa cosa accade – riusciremo a trovare il modo di superare qualsiasi avversità. È per tutte queste ragioni che ho pensato che qualcuno dovesse trasformare questo libro in un film.




Wendi aveva scoperto questo romanzo attraverso un'amica, la  scrittrice Amy Tan
.
Entrambe eravamo molto colpite dal potere di questo romanzo. Ed entrambe eravamo estremamente convinte della necessità di farne un film per il grande schermo, è stato solo dopo che ci è venuta in mente l’idea di farlo noi stesse. Abbiamo fondato una società, la Bigfeet Productions, e abbiamo iniziato a cercare un modo per produrre il film.
Ci siamo incontrate con Lisa See e a lei il fatto che fossimo entrambi cinesi è piaciuto molto. Ha apprezzato anche la nostra grande passione nei confronti del messaggio del suo romanzo. Per lei il suo significato è ancor più profondo e ruota attorno alla necessità che hanno le donne di essere ascoltate, sia in passato che nella società attuale.
Certo, oggi i nostri piedi non vengono più costretti da delle fasciature, ma abbiamo molte altre costrizioni, che derivano dai nostri lavori, dagli eventi che si verificano nel mondo (la guerra, l’economia, i terremoti), oltre che dalle responsabilità che abbiamo verso le nostre famiglie.
Tutte quante abbiamo il desiderio di liberarci da queste costrizioni – in un certo senso di volar via dalla finestra delle nostre camere – di volare verso campi lontani (ovviamente in senso metaforico) e trovare altre donne che possano ascoltarci e con le quali possiamo condividere le nostre vite."





         LA TRAMA DEL ROMANZO RACCONTATA DA UNA SCRITTRICE: DANIELA PIZZAGALLI



In Cina oggi c’è la corsa al recupero dell’antico patrimonio culturale
, in gran parte devastato dalla furia iconoclasta della rivoluzione: ma nell’immenso paese sono rimaste zone ancora intatte, in cui sopravvive uno stile di vita tradizionale, dove si possono recuperare documenti e testimonianze di quell’antica civiltà.
È quanto ha fatto la giornalista e scrittrice Lisa See, avventurandosi nella remota contea di Jangyong alla ricerca della scrittura segreta delle donne, il “nu shu”: ne è nato un affascinante romanzo che attraverso il rapporto di amicizia tra due donne ripercorre la vita femminile della Cina rurale dell’800, svelando sentimenti e dolori protetti per secoli da un linguaggio esclusivo e simbolico, il “nu shu”, vergato su preziosi ventagli scambiati fra amiche.
La scrittrice cinquantenne, nata a Los Angeles, è frutto di matrimoni misti da più generazioni e non ha nulla di cinese nell’aspetto, ma mantiene forti legami con la sua famiglia d’origine, sia in USA  - il bisnonno era il patriarca della China Town di Los Angeles - sia in Cina, innanzitutto attraverso i suoi libri, come La Montagna d’oro, una storia di famiglia, e In una rete di fiori di loto, un thriller internazionale con una scatenata poliziotta cinese come protagonista, e poi con frequenti viaggi, che le permettono di verificare i frenetici cambiamenti in atto nella madrepatria.
Proprio durante uno di questi viaggi si è addentrata nella Cina  rurale, dove ha trovato ispirazione per il romanzo Fiore di neve e il ventaglio segreto, che pur svolgendosi nel XIX secolo rispecchia ancora la situazione attuale, in cui la vita delle donne si svolge faticosa, sottomessa  e segregata, con i legami d’amicizia come unica forma di evasione.

Qui Lisa See ha scoperto l’uso di un legame d’amicizia tra due donne, più forte di una parentela, detto “laotong”, tipico della contea di Jangyong, dove si era recata per trovare tracce del “nu shu”, il linguaggio femminile segreto di cui aveva sentito parlare, rimanendone affascinata.
Lì ha potuto incontrare l’ultima scrittrice vivente di nu shu, ultranovantenne
, che aveva subito la fasciatura dei piedi e le ha descritto l’orribile pratica, testimoniando il rapporto tra la fasciatura dei “gigli dorati” e il nu shu, entrambi legati all’esperienza della costrizione e alla ricerca di solidarietà nella sofferenza.



Molti romanzi di ambientazione cinese parlano della fasciatura dei piedi
, cui venivano sottoposte le bambine tra i tre e i sei anni, per renderle più desiderabili agli occhi dei potenziali mariti, ma nessuno l’ha finora spiegata negli agghiaccianti particolari: la pratica è stata ufficialmente abolita nel 1912, con l’avvento della Repubblica, ma nelle zone più isolate si è perpetuata fino alla presa di potere di Mao.

Poiché il romanzo si svolge in gran parte nella stanza delle donne, la scrittrice ha descritto giorno per giorno quel rito aberrante, che consisteva nel ripiegamento forzato delle dita – tranne l’alluce - per ottenere la rottura delle ossa e il conseguente rimpicciolimento del piede.
Durante il primo mese le sofferenze erano atroci e si rischiava la setticemia, eppure era considerato un atto d’amore da parte della famiglia, perché tanto più il piede fosse risultato piccolo e stretto, tanto più la figlia avrebbe potuto aspirare a un futuro migliore, cioè a sposarsi elevandosi socialmente.
Il destino di ogni donna era quello di passare dall’ubbidienza ai genitori al servizio della suocera, con l’unica speranza di avere figli maschi e di potere, nella vecchiaia, a sua volta sottomettere le nuore.

Lisa See - Fiore di neve e il ventaglio segreto

Titolo originale: Snow Flower and the Secret Fan
Traduzione di F Oddera
335 pag., 17,60 € - Edizioni Longanesi 2011 (Nuova Gaja scienza)
ISBN 978-88-304-3199-7



L'autrice



06 luglio 2011  

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