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Recensione

Autopsia virtuale copertina

Autopsia virtuale. Una nuova indagine per Kay Scarpetta l'anatomopatologa creata da Patricia Cornwell

"Ho freddo. Cerco di non pensare a quanto mi piacerebbe sedermi davanti al caminetto con un bicchiere di scotch single malt, o anche di bourbon, a parlare con Benton di qualcosa che non sia una tragedia, un tradimento o nemici dalla memoria lunga. Ho voglia di stare lontano da tutto questo, Ho voglia di sorseggiare un buon whisky e chiacchierare tranquillamente con mio marito, senza giochetti, senza sotterfugi, senza dovermi scervellare per capire cosa sa e cosa non sa. Ho voglia di normalità, ma io e Benton non sappiamo nemmeno cosa sia. Anche quando facciamo l'amore, custodiamo i nostri segreti. La normalità non esiste, per noi."

Quando all'inizio degli anni Novanta apparvero i primi romanzi di Patricia Cornwell in cui si parlava di medicina legale, autopsie, indagini incentrate sullo studio dei cadaveri, i lettori trovavano in queste pagine qualcosa di nuovo, descrizioni di un lavoro, quello dell'anatomopatologo, che non era ancora entrato nel bagaglio comune di conoscenze, straordinariamente nuovo, affascinante quanto terribile e a volte repellente.
A distanza di vent'anni le cose sono molto cambiate.
Questo filone letterario è stato sfruttato da moltissimi altri scrittori, ma soprattutto le televisioni sono inondate di telefilm che hanno trasformato l'anatomopatologo in un mago, capace di capire giorno, ora e luogo di un decesso grazie, ad esempio, all'analisi dello sviluppo delle larve di mosche che su di lui hanno deposto le uova, in grado di stabilire la nazionalità del morto, le sue abitudini personali, ma soprattutto di risalire al colpevole dell'omicidio attraverso l'esatta ricostruzione dell'arma del delitto ottenuta attraverso l'analisi della forma della ferita, o attraverso infinitesimali tracce dell'assassino reperite sui cadaveri da cui risalire al dna, ecc.


Perché allora ancora oggi, dopo tutto questo proliferare di medici legai in tv e nei romanzi, le storie di Patricia Cornwell e della sua Kay Scarpetta hanno tanto successo?
Forse uno dei motivi ce lo dice la stessa autrice nella sua Nota per il lettore: "questo romanzo è un'opera di fantasia, ma non di fantascienza. Le procedure mediche e forensi, le tecnologie e le armi che vi sono descritte esistono già".
Dunque le sue storie sono "credibili", realistiche, seguono i giusti tempi di una indagine vera e non saltano passaggi essenziali per restare nei tempi giusti e ristretti di una puntata della fiction televisiva o per stupire lo spettatore con effetti speciali irrealistici.


I romanzi della scrittrice americana compendiano l'indagine tradizionale con quella tecnologica e da laboratorio, e Kay Scarpetta è soprattutto una donna, con tutti i suoi problemi e i suoi limiti.
La Cornwell ha compreso molto bene questo punto cruciale del suo successo, tanto che questa volta, ritornando proprio a quei primi romanzi di cui parlavamo all'inizio, decide di dare a Kay la voce narrante e di raccontare una storia che la coinvolge molto, molto direttamente.
Se il centro di medicina forense di Boston che lei dirige si trova improvvisamente - mentre lei è fuori sede - coinvolto in uno scandalo, anzi, di più, se al suo interno sembra essersi verificato un omicidio o almeno un gravissimo errore che ha portato a trasformare un uomo vivo in un morto, è Kay a essere al centro del ciclone.


Strani pedinamenti, dossier mancanti, segreti militari, insetti artificiali muniti di microtelecamere e trasmettitori per spiare la gente senza farsene accorgere, robot per il recupero e il trasporto operativo dei cadaveri... gli elementi di questo puzzle sono davvero tanti.
Ma al centro è sempre lei, Kay e, naturalmente, il suo lavoro.
Il morto prima di essere colpito da quello che apparentemente sembrava un infarto, stava portando il cane a spasso davanti a casa sua, mentre Benton, il marito, usciva dal parcheggio... Nel filmato registrato da chi lo stava spiando (perché?) si vedono gli ultimi minuti di vita della vittima e l'auto del marito: strana coincidenza. La morte apparente e poi reale di quest'uomo sarà una vendetta nei confronti di Kay e del suo lavoro, dovuta a fatti accaduti molti anni prima?
L'indagine è solo all'inizio.



Suggeriti a chi ama romanzi come questo


Patricia Cornwell - Autopsia virtuale
Titolo originale: Port Mortuary
Traduzione di Annamaria Biavasco e Valentina Guani
369 pag., 20,00 € - Edizioni Mondadori 2011 (Omnibus)
ISBN 978-88-04-61137-0



L'autrice



22 giugno 2011 Di Giulia Mozzato

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