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Recensione

Il Il leopardo copertina

Jo Nesbø – Il leopardo – Einaudi


Kaja alzò la testa. Lui scostò il lenzuolo, si alzò e andò all'armadio. Era incredibilmente pallido considerato che viveva in un clima subtropicale da oltre sei mesi e talmente magro che gli spuntavano le costole perfino sulla schiena.


Libro scelto da Wuz in una selezione di grandi gialli  

Harry è a pezzi.
È lui stesso a dirlo, solo che - a differenza del suo omonimo, interpretato da Woody Allen in un film di qualche anno fa - non si trova nel bel mezzo di una soirée mondana a Manhattan, ma in una fumeria d’oppio ad Hong Kong, in fuga da tutti e da sé stesso per cercare di dimenticare.
Harry è Harry Hole, e in quel cognome profetico che sembra evocare un buco piazzato proprio al centro della sua vita, c’è spazio abbastanza perché una poliziotta impicciona, mandata a cercarlo sin dalla lontana Oslo, si infili di un po’ alla volta per farlo tornare coi piedi per terra: c’è del lavoro da fare, in Norvegia.
Due donne sono morte, assassinate in modo orribile, e la Polizia ritiene dietro ai due omicidi ci sia la mano di un serial killer.
Una mano che solo Harry Hole, a detta del suo vecchio capo ispettore  Gunnar Hagen, sarà in grado di riconoscere e fermare: a patto che la giovane detective Kaja Solness riesca a riportarlo indietro dal limbo afoso e oppiaceo in cui si è cacciato, contraendo debiti con la Triade e ampliando il repertorio delle sue dipendenze.
Comincia con un bel montaggio alternato di sapore cinematografico l’ottava avventura di Harry Hole, detective creato da Jo Nesbø, amatissimo in molti paesi europei e papabile candidato alla successione sul trono del  “nøir” alla scandinava già occupato da sua maestà Stieg Larsson.
Hole è abilissimo e molto intelligente. Capace di generosità verso gli altri, non mostra però nessuna indulgenza verso se stesso, ed è forse proprio questa sua pulsione autodistruttiva a renderne gli spigoli e i tratti del carattere così vividi.
“Il leopardo” – suo antagonista in quest’avventura – è un sadico, un assassino seriale. Un uomo che uccide persone che in apparenza non hanno nessuna relazione fra loro. Ma una relazione c'è, naturalmente, e sbrogliare i fili di questa intricata matassa significherà risalire verso una notte che alcune persone hanno passato in uno chalet di montagna.
L'indagine, però, porterà Harry verso latitudini lontane, e la rocambolesca caccia all'uomo troverà il suo climax incandescente in Africa.
I metodi con cui il leopardo perpetra i suoi delitti, naturalmente, sono quanto di più sofisticato e improbabile si possa tentare di immaginare, e forse un certo compiacimento dell’autore nella descrizione dei “mille modi di morire” cui vanno incontro le sue vittime, frena un poco il piacere di abbandonarsi ad un meccanismo narrativo ben oliato e filante come un treno.
A detta di molti miglior romanzo di Nesbø, Il leopardo inaugura ufficialmente l'ingresso dell'autore nel parco Einaudi, ponendo un solido presidio di guardia al fertilissimo, irrinunciabile filone giallo/noir di provenienza boreale.

Jo Nesbø - Il leopardo
Titolo originale: Panserhjerte - Traduzione: Eva Kampmann
759 pag., 21 euro - Einaudi Stile Libero
ISBN 9788806208127



L'autore


10 giugno 2011  

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