Ricerca avanzata
Recensione

Cappuccetto rosso sangue: il film della Hardwicke prodotto da DiCaprio cambia la fiaba di Perrault

Cappuccetto rosso non è più una bambina ma una ragazza fidanzata a un uomo che non vuole e che intende fuggire col suo grande amore. Il lupo è un lupo mannaro assassino. C'è anche una nonna bohémien e misteriosa e poi...


LA TRAMA

In un piccolo villaggio ai bordi della foresta, gli abitanti vivono con terrore le notti di luna piena per la presenza di un lupo mannaro.
Valerie (Amanda Seyfried) è cresciuta in questo clima cupo e segnato dal destino, ma ha anche altri problemi: sin dall’infanzia, è innamorata di Peter, ma i suoi genitori vogliono farle sposare il ricco Henry.
Peter e Valerie vogliono fuggire insieme, ma il villaggio è sconvolto da una nuova uccisione causata dal licantropo: la sorella maggiore di Valerie.
Il lupo mannaro ha violato una sorta di tregua con i popolani, nonostante questi l’abbiano rispettata offrendogli in sacrificio degli animali.
È giunto quindi il momento della vendetta: c’è chi chiama Padre Solomon, specialista in uccisione di licantropi, e chi vuole fare da sé, senza attenderne l’arrivo.
Valerie è preoccupata: tra quelli che partono per la caccia c’è anche Peter.
La nonna (Julie Christie), che vive in una solitaria casa nella foresta, la conforta e le regala un mantello rosso, con cappuccio.
La caccia produce l’uccisione di un grosso lupo, ma quando Solomon arriva, avvisa tutti che quello non è un licantropo. Il licantropo, avverte, non è morto ed è ancora più pericoloso. Inoltre, si nasconde tra loro, nella sua forma umana...


Amanda Seyfried è Valerie

CAPPUCCETTO ROSSO AI TEMPI DI TWILIGHT


Il titolo “Cappuccetto Rosso” può far pensare ad una giovane bimba innocente con un mantello rosso col cappuccio che si dirige verso casa della nonna. Di fatto, la storia originale, nata dalla fantasia seicentesca di Perrault e ripresa dai fratelli Grimm, era una leggenda sugli inganni del mondo scritta per mettere in guardia i più piccoli sui pericoli che incombono nell'esistenza.

La regista Catherine Hardwicke
fa notare che sono proprio le radici più sinistre a prestarsi perfettamente ad un fantasy thriller.
“La maggior parte di noi è cresciuta con una versione ‘ripulita’ di Cappuccetto Rosso, ma la favola originale ha elementi oscuri che la rendono molto più intrigante di quanto sia possibile immaginare.
L’idea di una bambina che va nel bosco tutta sola e viene seguita da un lupo che poi le parla… C’è talmente tanto mistero in questa immagine da catturare la nostra fantasia a diversi livelli. Quando si è bambini, la storia ha un unico significato, ma ripensandoci da adolescenti o adulti, ha tutt’altro effetto”.

Come spiega la produttrice Jennifer Davisson Killoran:
“È una storia ‘icona’ e sebbene ne possiamo conoscere diverse versioni, ci sono degli elementi che si ripetono, essendo universali: il mantello rosso, il lupo, la bugia, la paura. È molto semplice, sebbene faccia molta paura. Eravamo emozionati dall’idea di prendere una favola antica e trasformarla per un  pubblico moderno”.
Il messaggio implicito della favola di Cappuccetto Rosso è: non parlare agli sconosciuti. Ma se il lupo fosse una persona amica… una persona di cui ci si fida… una persona che si ama?
La Killoran fa notare che “la storia gioca sulle nostre paure piú profonde, ossia scoprire che le persone non sono chi pensiamo… Per me, il lupo cattivo rappresenta l’ansia di non conoscere con chi si ha a che fare”.

Con un grande "ritocco" sulla favola classica, dunque, nel film il predatore è un lupo mannaro, che ha sembianze umane fino a quando la luna piena non illumina la sua vera natura. Su queste premesse, lo sceneggiatore David Leslie Johnson ha creato un giallo dove tutti sono i possibili sospettati e di conseguenza terrore e paranoia invadono un’intera comunità.


Il libro di Sarah Blakley-Cartwright basato sulla sceneggiatura di David Leslie Johnson - acquista su IBS

La favola di Cappuccetto Rosso è rivisitata liberamente e complicata con una vicenda sentimentale che tende a ricreare il triangolo di Twilight.
La protagonista, come l'Alice di Tim Burton, non è più una bambina (che aveva ovviamente una serie di riferimenti sessuali anche all'origine) ma una ragazza "da marito", tormentata da questioni poco infantili e molto adulte.

Altri elementi legano questo film e questa storia a quelle delle saghe di vampiri: Padre Solomon è introdotto come il Van Helsing di turno, l’esperto con tutte le risposte, impersonato da Gary Oldman - Dracula per Coppola - che passa dunque dall’altra parte della barricata.
Il film tenta anche di legare la caccia al licantropo a quella alle streghe, dando a Solomon un ruolo da inquisitore, feroce e ingiusto quanto quelli raffigurati nel cinema non solo horror (su tutti, quello interpretato da Vincent Price in Il grande inquisitore).
Infine, il ruolo della nonna: la Nonna, interpretata da Julie Christie, non è il classico personaggio del nostro immaginario creato dalla favola. Come ci tiene a precisare la Hardwicke:
“Una delle prime cose che ho detto in pre-produzione è che mai e poi mai la Nonna sarebbe stata una tipica nonna vecchia e saggia. La nostra nonna è una bohémien, ha lunghe treccine e vive lontano dal paese in mezzo al bosco - è come se fosse avvolta nel mistero”.

Difficile assegnare un genere preciso a questo film indeciso tra l’horror, il sentimentale e la fiaba.
Come già avvenuto in altri film di lupi mannari (La notte del licantropo di Paul Annett o Unico indizio la luna piena di Daniel Attias, da Stephen King, per citarne un paio), la caccia al licantropo è anche la caccia alla sua identità. Quindi la ricerca di chi sia il “lupo” dovrebbe essere un elemento di tensione e di sorpresa, ma la soluzione è poco sorprendente.
Importanti gli effetti speciali, in particolare legati alla figura del lupo.

Insomma, più un film sui licantriopi che una versione moderna di Cappuccetto rosso. Peccato, perché le possibilità date dalla fiaba di Perrault, ripresa dai fratelli Grimm sono molteplici, anche senza andare così "fuori tema".



Max Irons è Henri nel film di Catherine Hardwicke


CAST ARTISTICO


Amanda Seyfried    - Valerie
Gary Oldman - Padre Solomon
Julie Christie- La Nonna
Billy Burke - Cesaire
Shiloh Fernandez - Peter
Max Irons - Henry Lazar
Virginia Madsen - Suzette
Lukas Haas - Padre Auguste



CAST TECNICO


Regia di Catherine Hardwicke
Sceneggiatura - David Leslie Johnson
Prodotto da Leonardo DiCaprio, Catherine Hardwicke, Michael Ireland
Musiche originali di Alex Heffes e Brian Reitzell        
Fotografia di Mandy Walker



26 aprile 2011 Di G.M.

Commenti



Non sono presenti commenti su questo documento. Vuoi essere tu il primo a scriverne uno?
Già iscritto?
Iscriviti