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Recensione

Indignarsi non basta copertina

Pietro Ingrao (con Maria Luisa Boccia e Alberto Olivetti) - Indignarsi non basta


" [...] Valuto molto più forte il rischio che i sentimenti dell'indignazione e della speranza restino, come tali, inefficaci, in mancanza di una lettura del mondo e di una adeguata pratica politica che dia loro corpo. Che l'indignazione possa supplire alla politica e, in primo luogo, alla creazione delle sue forme efficaci è illusorio [...]"

Quella che Ingrao indirizza a Hessel sembra in realtà più un’invettiva contro l’indignazione come pratica permanente e sterile cui si dedicano tanti a sinistra nell’Italia di oggi.
Come dire: sì, l’appello è stato lanciato, ma io colgo l’occasione per regolare un po' di conti in casa mia, e dirne quattro a una generazione che sembra aver smarrito ogni fiducia nella politica, che sola è lo strumento per trasformare l’analisi del reale in azione positiva.
Ingrao sostiene che l’indignazione ha valore solo se è propedeutica a costruire una “relazione condivisa, attiva” fra le genti, relazione che diventi poi il nucleo di un’esperienza politica agita, insomma, e in questo assunto c’è tutta la sua storia: da membro della Resistenza, a direttore de “L’Unità” e parlamentare per dieci legislature.
Oggi Ingrao si rimprovera aspramente per non aver preso posizione contro l’invasione sovietica a Praga, nel 1968, ma anche da un errore tanto marchiano – sostiene Ingrao – c’è da imparare, perché tutto confluisce poi nella pratica del dubbio, che lui riconosce essere la cifra più autentica della sua esperienza umana e politica.
E la condizione umana, nella domanda che esprime, è ciò che più preme al novantaseienne Ingrao: “Ho imparato in questo secolo l’indicibile dell’umano, di ognuno di noi e della relazione con l’altro che non possiamo mai afferrare fino in fondo[…] Vi prego, non permettete che la domanda sull’essere umano venga cancellata”, è l’accorato appello rivolto alle generazioni più giovani.
Unico appunto: il controcanto offerto a Ingrao da Maria Luisa Boccia e Alberto Olivetti, per quanto pertinente e puntuale soprattutto rispetto ai temi trattati da Hessel nel suo “Indignatevi!”, sconta un tono forse troppo accomodante, che finisce per trasformare in un peana all’esperienza e alla biografia senz’altro straordinarie di Ingrao un pamphlet contro l’indifferenza e la disaffezione alla politica.

Pietro Ingrao
(con Maria Luisa Boccia e Alberto Olivetti) – Indignarsi non basta
62 pagine, 5 euro – Aliberti editore
ISBN 9788874247851



L'autore


15 aprile 2011  

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