Ricerca avanzata
Recensione

Tutta la vita copertina

Tutta la vita di Romana Petri

“Ho paura Spaltero. Questo Paese comincia a farmi proprio una gran paura. Tu lo sai com’ero fissata io con la morte. Quando ero giovane quasi non pensavo ad altro. E avevo le mie buone ragioni. A che doveva pensare una che s’era vista morire tutti quanti uno dopo l’altro? Ma poi tu m’hai insegnato che c’erano anche altre cose da pensare, che c’era tutta la vita, quella che avevamo davanti. E io ti ho ascoltato. Tu sei stto bravo e io mi sono fatta convincere.”

Alcina e Spaltero: due nomi così singolari che non si scordano. Una storia d’amore che inizia sulle colline umbre durante la guerra e che continua in Argentina - anni felici dapprima, seguiti dal buio della dittatura militare - e poi ancora, di nuovo, in Italia. Un romanzo costruito con perfetta simmetria di passato e presente: Alcina e Spaltero combattono con i partigiani contro i fascisti alla Malagronda - a Buenos Aires, nel 1977, Buena, la loro figlia, si opporrà alla dittatura argentina insieme a Javier, il suo ragazzo; il fratello di Alcina viene ucciso in una rappresaglia e Alcina imbraccia il fucile per ‘punire’ il colpevole - Javier sarà uno dei tanti desaparecidos, Buena sarà marchiata a vita dalle torture, nell’anima e nel corpo, e suo padre pagherà qualcuno perché venga fatta giustizia; il viaggio di Alcina verso l’esilio in Argentina (per amore ma pur sempre esilio) - il viaggio di ritorno di tutta la famiglia in Umbria (non è però forse un esilio per Buena, a cui quella terra non dice nulla?).

Un giorno Buena fa osservare alla madre, sempre nostalgica dell’Italia, che, in fin dei conti, lei, Alcina, non conosceva l’Italia, non era mai stata neppure a Perugia! Eppure - che cosa aveva spinto una giovane donna che aveva superato la trentina a lasciarsi dietro tutto e a imbarcarsi per quello che allora, nel 1948, era un viaggio lunghissimo (sembrerà così breve, in aereo, trent’anni più tardi!) verso un paese di cui non sapeva nulla, in compagnia di un cane un po’ pazzo dal nome di Vinciguerra? L’amore. L’amore del tipo che non si può spiegare, perché tra Alcina e Spaltero c’era stato solo un bacio (ricordato in maniera fin troppo romanticamente ossessiva in tutto il romanzo) e poi una lettera in cui Spaltero manteneva la promessa e le chiedeva di raggiungerlo a Buenos Aires per sposarlo.
La prima parte del romanzo, quella dei sogni d’amore d’Alcina, del viaggio in mare e poi l’inizio della vita matrimoniale, è quasi stucchevolmente idilliaca, come possono esserlo le cose troppo perfette o che vogliono sembrare tali. Viene sottolineato troppe volte che Alcina ha ben undici anni più di Spaltero e che, però, lui ha sempre avuto lei nel cuore fin da quando era un ragazzino. A bilanciare questo rapporto felice, in una storia in cui tutto ha un doppio (persino il cane Vinciguerra deve vedersela con un mitico predecessore chiamato Arduino), c’è quello - infelice in maniera diametralmente opposta - dello scrittore Toni che ha sposato una ricca pittrice senza talento, con poco cervello e pochissimi sentimenti. Una bella donna, quello sì. Toni, il siciliano ammalato cronico di depressione che non può non sentirsi calamitato verso la forza vitale di Alcina, avrà un ruolo importante nella seconda parte del libro in cui il romanticismo si sfalda, lasciando spazio alla drammaticità degli eventi in Argentina, in una storia tesa e angosciosa, senza neppure l’aurea di gloria che i ricordi della resistenza partigiana in Italia poteva avere. La descrizione del fratello di Alcina ‘giustiziato’ dai fascisti ha lo stesso contenuto di dolore ma non la stessa precisione visiva delle infamanti torture a cui vengono sottoposti Buena e Javier. Anche se, nelle trattative tra Toni, che si abbassa a supplicare il rilascio della figlia dei suoi più cari amici, e suo fratello, che ricopre un’alta carica tra i militari, e poi nel vile tradimento di questi possiamo ancora una volta vedere l’ombra speculare di quella che fu una sorta di guerra civile in Italia.


La storia d’amore è diventata, in Tutta la vita, una storia anche di morte. Ma così è la vita, dopo tutto. Ed è solo l’amore che può, se non consolare, dare la forza di sopportare. Per questo non sappiamo quale sarà il futuro di Buena, se sarà sufficiente per lei avere il sostegno dei genitori e l’esempio di Alcina, che pure aveva perso tanto - figura luminosa di coraggio indomito al centro del romanzo.

Romana Petri - Tutta la vita
425 pagg., 18,60 € - Edizioni Longanesi 2011 (La Gaja Scienza)
ISBN 978-88-304-3075-4


L'autrice


07 aprile 2011 Di Marilia Piccone

Commenti



Non sono presenti commenti su questo documento. Vuoi essere tu il primo a scriverne uno?
Già iscritto?
Iscriviti