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Recensione

Nessuno si salva da solo copertina

Nessuno si salva da solo di Margaret Mazzantini

"Stasera lo sa. Le persone dovrebbero lasciarsi prima di arrivare a quel punto. Dove sono arrivati loro. Perché poi ti resta addosso troppo male."

Scava nella coppia Margaret Mazzantini in questo nuovo romanzo.
Scava brutalmente nel rapporto di una coppia che non vuole più essere tale, che dopo un grande amore vive una grande separazione.
Scaraventa in faccia al lettore sentimenti squartati, corpi disuniti, volti stanchi, anime distrutte. Sono quelle di Delia e Gaetano, ancora giovani - due ragazzi, si direbbe a vederli passare nei vetri di una macchina parcheggiata -, da poco tempo genitori.
Chi si è separato lo sa, chi non l'ha fatto può immaginarlo.
Può immaginare quanto sia doloroso, faticoso, a volte esaltante e in altri momenti terribilmente deprimente la separazione. Specie se non avviene da un momento all'altro, specie se è frutto di giorni, mesi, anni di logoramento, di disfacimento, di emotività negativa. Specie se i sentimenti che restano sono incerti e se il legame mantiene una sua forza, anche incomprensibile, ma pericolosa: è facile distrarsi, non sapere più a che punto della vita sono.
Proteggere i figli - non voglio che somiglino a noi... voglio che siano migliori... ma ho paura che finiranno per assomigliarci - cercare un equilibrio che permetta a tutti di vivere serenamente. Non è facile, ci saranno altre donne e altri uomini, ma non è facile. Si parlerà di soldi, mantenimento, affido, case, mobili, ma tangenzialmente rispetto ai sentimenti che restano, in modo a volte straziante, al centro della scena.
Nessuno si salva da solo, nemmeno Delia e Gaetano.


A tutta questa operazione di scavo la Mazzantini unisce la ricopertura ed è qui che troviamo il nervo scoperto del libro.
Come i denti della protagonista, resi spugnosi e fragili dal vomito dell'anoressia di cui ha sofferto negli anni dell'adolescenza, anche le pagine di questo libro sono spugnose e fragili. Troppe frasi a effetto, troppa voglia di lasciare il segno, troppo compiacimento letterario che suona costruito, innaturale, sintetico.
Delia finirà per ricoprire quei denti, un tempo amati da Gaetano proprio così com'erano - quei denti rosi dall'assenza di stima in se stessa lo facevano impazzire di dolore e di amore - e la Mazzantini finisce per creare delle capsule intatte che ricoprono i suoi denti.
Riflessioni e dialoghi troppo cerebrali, costruiti, perfetti per essere veri.
Il gorgo della coppia in crisi facilmente inghiotte anche chi lo narra. Se ne sono salvati di più i registi degli scrittori: da Antonioni a Bergman a Woody Allen e, parlando di quest'ultimo, un filo di ironia avrebbe forse aiutato anche il romanzo della Mazzantini.


Margaret Mazzantini - Nessuno di salva da solo
189 pag., 19,00 € - Edizioni Mondadori 2011 (Scrittori italiani e stranieri)
ISBN 978-88-04-60865-3


L'autrice


11 marzo 2011 Di Giulia Mozzato

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