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Recensione

Bugiarda no, reticente copertina

Sinceramente vostra, con qualche reticenza. Firmato Franca Valeri

"Francamente trovare idee per la mia vita mi sembrerebbe troppo, avendola anche vissuta"

Per fortuna Franca Valeri ha declinato le molte offerte ricevute dai giornalisti. Avrebbe dovuto raccontar loro la sua vita, capitolo per capitolo, rispondendo a domande probabilmente accomodanti, volte a mettere in luce "la carriera straordinaria di una sensibile interprete"...e ne sarebbe venuto fuori un libro agiografico, celebrativo, un po' retorico.
Tutto il contrario di questo ritratto in movimento scritto da un’irriducibile reticente, insomma, dove le cose non dette sono forse più di quelle che leggiamo ma che, grazie ad un’alchimia di stile, riusciamo a immaginare.
Oggi Franca Valeri ha novant'anni - come non cessano di ricordarle tutti - ma se bisogna tirare le fila di una vita cominciata nella Milano degli anni venti e proseguita poi sui palcoscenici di tutt'Italia, davanti a cineprese e telecamere, non c'è persona più adatta di lei a dettare ritmi e modi del racconto.
Così, il libro pubblicato da Einaudi (nota di biasimo: diciassette euro per centotre pagine sono davvero troppi anche per la confezione prestigiosa di un Supercorallo) somiglia ben più a un'operetta morale, un glossario di umori assortiti, un commentario sulle cose del mondo rischiarato dalle luci di una biografia movimentata.
Si parte dalla Milano degli anni venti, dove Alma Franca Maria Norsa (il nome d'arte lo sceglierà per omaggiare Paul Valery) nasce e vive i suoi primi venticinque anni.
Nel clima irrespirabile delle leggi razziali che stravolgono nel giro di pochi anni un'agiata vita borghese (il padre era ebreo), unico antidoto possibile è l'ironia, che sembra, nelle corde di Valeri, un esercizio di resistenza perpetua al sonno della ragione.
Sonno che, beninteso, non si manifesta sempre in forme aberranti come quelle assunte durante il ventennio, ma dal quale è sempre bene guardarsi con attenzione.
L'intelligenza è un guizzo, la capacità di cogliere nessi fra cose apparentemente distanti e ricondurle in uno stesso alveo; e in un mondo che si ostini a non vedere come da una cosa ne discendano spesso altre due, ovvio che chi possiede questa qualità possa risultare pericoloso oppure indispensabile, a seconda del lato da cui la si guardi.
Le doti attoriali di Franca Valeri sono arcinote: una mimica facciale di grande espressività e una fisicità nervosa, trattenuta; ma anche e soprattutto la capacità di riassumere nel breve volgere di uno sketch vizi e comportamenti di certi tipi sociali, e l’abilità di riuscire a farlo nel preciso momento storico della loro massima affermazione, quando il declino è appena dietro l’angolo. In questa simultaneità, in questa contemporaneità, c’è naturalmente la chiave del successo di personaggi come la Signorina Snob, che prefigura, ed esorcizza, in qualche modo, la scomparsa di una borghesia tipicamente milanese; o come la signora Cecioni, che sin dal cognome assume i segni di una romanità che per Valeri avrà anche il valore di una scoperta lunga una vita.
Già, “una milanese a Roma” avrebbe potuto essere il sottotitolo di questo libro agrodolce, generoso di riflessioni pertinenti e spiritose sui tempi che cambiano, sulle occasioni colte e su quelle mancate, sul rapporto fra la vita e le sue molte rappresentazioni, sugli uomini, i legami e i tradimenti.
La scrittura è scarna, ricca di ironia, spesso imprecisa eppure sempre a fuoco, decisamente antiretorica; non cristallizzata, insomma, in una formula di stile, e proprio in questa felice disparità trova la sua cifra. Il tono è quello di una confessione sorridente e intima regalata al pubblico che si è fermato in sala dopo lo spettacolo.

Franca Valeri - Bugiarda no, reticente
108 pagine - Rilegato
Einaudi - Collana Supercoralli
17 euro



L'autrice


21 dicembre 2010 Di Matteo Baldi

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