Ricerca avanzata
Recensione

La La ragazza che rubava le stelle copertina

La ragazza che rubava le stelle di Brunonia Barry

Zee si ricordava fin troppo bene di una notte, poco tempo prima che Maureen morisse, in cui Finch, ubriaco e vestito da pirata, aveva recitato Hawthorne in cucina con la voce tonante che usava nelle conferenze: “Nessuno può indossare troppo a lungo una faccia in privato e un’altra davanti alla gente, senza trovarsi alla fine a non sapere più quale sia quella vera.

Leggi la recensione di La lettrice bugiarda
Leggi l'intervista a Brunonia Barry sul suo ultimo romanzo


La protagonista del nuovo romanzo di Brunonia Barry, La ragazza che rubava le stelle, ha un nome che ci incuriosisce: si chiama Zee. Il lettore italiano può provare a pensare tutti i nomi immaginabili per capire di quale possa essere il diminutivo, senza arrivarci mai: Hepzibah, questo è il nome che le ha dato suo padre, studioso del romanziere Hawthorne, grande estimatore della sua opera. Infatti Hepzibah è il nome di uno dei personaggi de La casa dei sette abbaini - i coniugi Finch (genitori di Zee) compreranno una casa che è proprio di fronte alla famosa casa dei sette abbaini, oggigiorno ‘infestata’ dai turisti.

Ad una prima lettura superficiale La ragazza che rubava le stelle è un romanzo del genere psicologico-sentimentale, con Zee (fidanzata prossima alle nozze, di mestiere psicologa) che si preoccupa per una delle sue pazienti, una donna che soffre di una forma di disturbo bipolare: la donna si suicida, Zee rompe il fidanzamento, torna in visita al padre ammalato di Parkinson e lo assiste finché si rende necessario il ricovero, si innamora nuovamente…

Ci sono però parecchie altre letture a strati, sotto questa storia apparentemente comune. Zee si sente così coinvolta nella vita di Lilly, la sua paziente, perché la sua bellissima mamma irlandese si era suicidata quando Zee aveva tredici anni e, come Lilly, sognava un grande amore che evidentemente non aveva incontrato nel matrimonio con Finch. Povera Maureen che scriveva della storia romantica della ragazza che aveva abitato nella stessa loro casa e che, ad un certo punto, aveva capito che il marito era innamorato di un uomo. Finch ha dato un soprannome al suo amante: lo chiama Melville, e tutti quelli che lo conoscono finiranno per chiamarlo così. E’ un uomo gentile, questo Melville. Dopo la morte della madre Zee è cresciuta, in pratica, con due padri, e Melville si è sempre preso cura di Finch con amorosa dedizione dopo l’insorgere della malattia. Che cosa è successo, ora, perché Finch lo cacciasse di casa? Perché Finch non vuole più vederlo?

Dietro la storia di Finch e Melville c’è una lettura più propriamente letteraria: quella del legame tra i due più grandi romanzieri americani di fine ‘800, Hawthorne e Melville, in un’epoca in cui, al contempo, un’amicizia amorosa tra due uomini era più comune e anche generalmente accettata come normale e tuttavia il sesso era un tabù e niente veniva esplicitamente detto. Andava tutto bene, le mogli magari erano depresse, ma erano cose di donne, si sa: non doveva neppure sfiorare il pensiero che il sesso avesse a che fare con l’amicizia tra uomini.
C’è poi la novella breve dentro il romanzo, quella lasciata non finita da Maureen, la storia della sposa infelice che Maureen, nel suo squilibrio psicologico, pensa di riincarnare, o dell’innamorata audace che è Zee stessa che pensa di riincarnare, ad un certo punto.


Il romanzo termina con il colpo di scena di una rivelazione che mai avremmo immaginato. Forse c’è un po’ troppo nel romanzo di Brunonia Barry, forse ci sarebbe piaciuta una maggiore linearità, un minor numero di storie da cura psicanalitica. Bellissima è invece l’ambientazione, sempre a Salem, città delle streghe, come nel romanzo precedente. Qui, però, è più marcata l’ironia verso il consumismo americano che trasforma un luogo storico in un grottesco pellegrinaggio dell’orrore, facendo scempio delle memorie del passato e sminuendo nel ridicolo una vera tragedia.

Brunonia Barry - La ragazza che rubava le stelle
Titolo originale: The Map of True Places
Traduzione Alba Mantovani
392 pag., 18,60 € - Edizioni Garzanti 2010
ISBN 978-88-116-8194-6


L'autrice


10 dicembre 2010 Di Marilia Piccone

Commenti



Non sono presenti commenti su questo documento. Vuoi essere tu il primo a scriverne uno?
Già iscritto?
Iscriviti