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Recensione

L' L' antiquario copertina

L'antiquario, di Julían Sánchez: thriller a Barcellona

“La cattedrale sorgeva nei pressi di Ca l’Ardiaca, al cui interno si trovava una delle biblioteche più importanti di Barcellona, tanto per ciò che custodiva quanto per la magnificenza del palazzo. Al primo piano, Bety era intenta a tradurre il manoscritto. Enrique salì i gradini a due a due; la scorse in prossimità di una delle vetrate della sala di lettura, immersa nel suo lavoro…”

Il richiamo a Carlos Ruiz Zafón e all’indimenticabile Barcellona in cui si svolge il bestseller L’Ombra del vento è dovuto. Ed è un complimento che dovrebbe giungere gradito perché le atmosfere che la città catalana di Zafòn offre sono difficilmente riscontrabili altrove: mistero, ombre, libri impolverati, biblioteche, il Barrio Gótico, una miriade di costruzioni pregne di significati magico-alchemici tra cui spicca l’immensa e arzigogolata Sagrada Familia. Insomma, Barcellona – in questo caso contemporanea – è decisamente la città ideale per ambientare un romanzo d’appendice che ha come protagonista un quotato e famoso antiquario sessantenne che opera in placa de la Catedral, Artur Aiguader, venuto casualmente in possesso di un libro speciale, il manoscritto Casadevall (con riferimento, probabilmente, al maestro architetto attivo tra il 1398 e il 1424), uno di quei volumi che possono facilmente mettere a repentaglio la vita. Ed è infatti ciò che gli accade mentre cerca informazioni sulla famiglia a cui Casadevall appartiene, segnando il primo di una lunga serie di delitti perpetrati da una mano anonima, nascosta nel cuore della città. Artur riesce miracolosamente a scrivere una lettera al figlio Enrique Alonso prima di essere assassinato, indicandogli il nascondiglio del manoscritto e affidandogli il gravoso compito di proteggere il libro, svelando l’arcano che cela tra le sue pagine. Come accade per la Pietra filosofale o il Santo Graal è evidente che il tomo in questione, per essere così desiderato, nasconde un prezioso segreto, ecco perché sono e saranno in molti a volersene impossessare. Scritto in latino medioevale e annotato in catalano seicentesco, dunque difficilissimo da decifrare, il libro nasconde la soluzione per recuperare la Pietra di Dio, un oggetto dai poteri immensi, leggenda della Cabala ebraica. Enrique Alonso, insieme alla moglie e ad un esperto filologo, tenterà la disperata impresa sebbene il rischio sia alto e l’ombra della morte si allunghi sempre più minacciosa sopra le loro teste.
Finzione, mito e storia documentata sono sapientemente intrecciati – il lavoro in merito è davvero elogiabile – e la penna agile e volitiva dello spagnolo Sanchéz, qui al suo apprezzabile e godibile esordio, da un tocco di originalità a una trama che avrebbe potuto risultare in altro modo già masticata. La capacità evidentemente innata di mantenere alta la tensione come accade solo nei migliori thriller e di inserire scampoli di tessuto storico a legare saldamente la storia dei cabalisti spagnoli a quella dei costruttori cristiani della mitica cattedrale di Barcellona, simbolo eterno della città, rendono L’antiquario un libro a sfondo storico/esoterico assai intrigante. E se vi è piaciuto l’altro bestseller sui generis, La cattedrale del mare di Idelfonso Falcones, siete a cavallo, dovete comprarlo. È giusto sottolineare che Sànchez, con un inconsueto passato da arbitro di basket e attualmente farmacista, si staglia nettamente per raffinatezza di idee e di stile nello sconfinato panorama delle proposte thriller concedendo una lettura di alto livello.


l'autore


21 luglio 2010 Di Carlotta Vissani

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