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Recensione

Acqua in bocca copertina

Acqua in bocca: la partita a scacchi di Camilleri e Lucarelli




"Conservo gelosamente l'originale con tutte le loro note scritte a mano, e i rimandi a un parere del compagno/avversario. Sì, avversario, perché i due si stimano, ma non vogliono certo fare brutta figura di fronte alla scrittura dell'altro. Insomma, giochiamo, sì, ma non scherziamo.
Carlo a volte ha fatto passare mesi prima di rispondere, confessandomi al telefono che il Maestro lo aveva inguaiato con dei cambiamenti di fronte e di strategia che lo mettevano in difficoltà. Finalmente trovava la sua soluzione, e col procedere della storia andavo sempre più convincendomi che lo scambio epistolare era diventato una partita senza esclusione di colpi.
E qui l'altra metafora inevitabile: la partita a scacchi."
Daniele Di Gennaro


ANDREA CAMILLERI - CARLO LUCARELLI - SALVO MONTALBANO - GRAZIA NEGRO - GIALLO - ACQUA IN BOCCA - MINIMUM FAX

Galeotto fu il documentario
L'avevano detto già da tempo che stavano lavorando a un libro insieme. I due giallisti italiani più famosi e celebrati che provano a collaborare come Fruttero e Lucentini? Cosa nascerà da questo lavoro? Una nuova Donna della domenica? In realtà ne è uscito un libro non così corposo, ma un lavoro che definirei leggero e al tempo stesso denso.
L'idea di partenza, sulla quale hanno lavorato sin da subito (cioè dal 2005 anno in cui durante la lavorazione di un documentario che li vedeva entrambi protagonisti partì lo spunto), è far dialogare i propri investigatori: l'ispettrice bolognese Grazia Negro e il commissario di Vigata Salvo Montalbano.
Li conoscete, vero? Lei energica, coraggiosa, determinata, lui disincantato, acuto, egocentrico; entrambi agiscono talora ai margini della legalità pur di arrivare al risultato. Due personalità differenti che sembrano quasi incompatibili, ma che in questa storia si incontrano e lavorano molto bene insieme. Due investigatori decisi, che sanno farsi valere, il cui impegno civico è fuor di dubbio e che non temono di disobbedire a un ordine e indagare sulla stessa polizia, sui politici o sui servizi segreti.
A stimolare questa unione (puramente lavorativa, sia chiaro, nessuna storia romantica tra i due) è stato l'editore Daniele Di Gennaro durante le riprese del documentario di cui parlavamo prima. È stato anche l'artefice di questo libro, colui che ha mantenuto i rapporti tra i due autori, il padrino della sfida all'ultima idea, della partita a scacchi in cui il divertimento era soprattutto spiazzare l'alleato/avversario con una mossa a sorpresa.
Risultato? Un bell'esempio di letteratura crossover - non intesa come generi ma come protagonisti incrociati - che conta molti illustri precedenti.



Nei gialli dell'autore emiliano il vero protagonista è l'assassino, con i suoi pensieri, le ossessioni, la sua vita anche normale, mentre in quelli dello scrittore siciliano è l'investigatore, i suoi piccoli tic, le abitudini, il rapporto con i collaboratori. Acqua in bocca ha dovuto necessariamente mediare fra questi due punti di vista narrativi creando una storia che vede al centro i due inquirenti e sviluppa l'inchiesta (non ufficiale, detto per inciso) parallelamente da entrambi i punti di vista.
Strane morti, suicidi che sono in realtà omicidi, pesci combattenti (Betta splendens) che diventano il fulcro delle indagini... sviluppate prevalentemente a distanza attraverso un fitto scambio epistolare e di veri e propri pizzini.



Non mancano le citazioni - serissime - di eventi legati alla nostra storia, dalla mafia di Provenzano ai servizi segreti con l'omicidio/suicidio di Bove legato al Sismi e quelle - divertenti - che si riferiscono anche a persone coinvolte nella genesi del romanzo: dagli stessi autori (Lucarelli ad esempio entra in gioco come consulente gastronomico) all'editore (non credo sia casuale che alla pensione Esedra di Milano Marittima Grazia Negro lasci per Montalbano una busta a nome Di Gennaro...). E poi quelle cinematografiche. Una per tutti? "Mi chiamo Betta, risolvo problemi"... non vi ricorda il signor Wolf/Harvey Keitel di Pulp Fiction ?


Ma le sorprese per i lettori non finiscono qui: Camilleri sceglie per la prima volta, ad esempio, di far coincidere l'immagine di Luca Zingaretti (che interpreta il personaggio nella serie televisiva) con quella di Montalbano, mentre Lucarelli si diverte a inserire anche il suo ispettore Coliandro (pasticcione come sempre): un cameo d'effetto.
Insomma: puro piacere e divertimento per chi ama entrambi gli scrittori, o il giallo e il noir, o per chi ha semplicemente voglia di leggere una bella storia.

I diritti d'autore andranno a due enti benefici:
Andrea Camilleri a favore dell’Associazione San Damiano onlus per la realizzazione di una scuola nel lebbrosario di Ambanja, in Madagascar. Per informazioni: www.sdamiano.org
Carlo Lucarelli a favore dell’Associazione Papayo per la realizzazione di una scuola in Sierra Leone. Per informazioni: www.myspace.com/papayoonlus




Andrea Camilleri e Carlo Lucarelli - Acqua in bocca
108 pag., 10,00 € - Edizioni minimum fax 2010
ISBN 978-88-7521-278-0



gli autori



21 giugno 2010 Di Giulia Mozzato

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