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Recensione

La La dea cieca copertina

La dea cieca, noir che inaugura una nuova serie della giallista norvegese Anne Holt


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Donne e giornalismo d’inchiesta. Un viaggio tra gli elementi fondamentali del noir nordico


"Aveva iniziato a notare quale effetto avessero sulla sua mente e la sua anima gli omicidi, gli stupri, la violenza e gli abusi cui assisteva ogni giorno. La avvolgevano come un lenzuolo bagnato. Anche se aveva preso l’abitudine di stare a lungo sotto la doccia quando tornava casa dal lavoro, aveva la sensazione che il suo corpo emanasse sempre l’odore della morte, così come le mani dei pescatori puzzano sempre di interiora.”

Lunedì 28 settembre. Un giovane olandese, coperto di sangue, terrorizzato e in stato di shock, confessa il brutale omicidio di un uomo, il cui corpo è stato appena rinvenuto. Una detective indaga sulla morte di un avido avvocato, dalla reputazione tutt’altro che onorevole. Due omicidi, due pedine eliminate all’interno di un gioco complesso. Una semplice intuizione, il vago sospetto che, in qualche maniera, i due casi possano essere collegati tra loro, ed è così che Hanne Wilhelmsen e Karen Borg - investigatrice la prima, avvocato civilista la seconda - si ritrovano a collaborare, nel tentativo di far luce sui due delitti. L’investigatrice deve risalire al movente e al responsabile della morte dell’avvocato, Karen è impegnata nella difesa del giovane olandese, che insiste nel volerla come suo difensore, dato che è lei la donna che ha, accidentalmente, scoperto il delitto che lui ha confessato.

Un flashback - unico salto temporale del racconto - dà avvio alla narrazione, che prosegue poi lungo una sorta di registro delle indagini, un diario degli eventi. Di giorno in giorno si avanza, passo dopo passo, seguendo il susseguirsi degli avvenimenti e l’infittirsi delle ricerche. Primo romanzo della nuova serie di Anne Holt, edito da Einaudi per la collana Stile Libero- big, La dea cieca, inaugura l’ultima serie della giallista norvegese, che segue quella delle vicende della coppia dell’investigatore Vik e la criminologa Stubø. L’autrice scandinava, che aveva già dato prova delle sue qualità di scrittrice nei gialli precedenti, torna con un nuovo lavoro, proseguendo sullo stesso solido sentiero, quello del noir, che, grazie alla sua abilità narrativa, ne esce rinvigorito e rafforzato. Gli elementi, retaggio della carriera della scrittrice nell’ambiente giudiziario, vengono intrecciati e piegati al servizio della scrittura, adattati al romanzo, permettendo così di giungere ad un racconto denso, che assolutamente convince e giustifica le attenzioni che sta ricevendo. Avvocato, procuratore, magistrato della giustizia, in più occasioni collaboratrice di media: c’è tutto della sua esperienza lavorativa in questo romanzo... e forse anche di più.


I personaggi, le situazioni sono plasmati secondo quei meccanismi che la scrittrice conosce bene, prodotto della sua eredità professionale, e insieme attinti dalla sua vita privata e dalle sue esperienze personali. Un fattore che innegabilmente attrae, quello di essere condotti in un mondo, nel suo mondo, specie questo, dalle intricate dinamiche, sconosciute e insieme affascinanti, ma che, probabilmente, non sortirebbe un altrettanto efficace effetto, se non fosse accompagnato da uno stile fluido, accattivante, che fa restare incollati alle pagine. Una scrittura naturale e scorrevole, una trama che funziona, un’indagine studiata dei personaggi, un romanzo degno di nota insomma. E non c’è dunque da meravigliarsi dell’interesse che continua a circondare l’autrice, nè tantomeno da sorprendersi se un sempre più nutrito seguito di lettori decide di lasciarsi trascinare e appassionare dalle sue storie.

Anne Holt - La dea cieca
Titolo originale: Blind gudinne
Traduzione di Giorgio Puleo 379 pag., 18,50 € - Einaudi. Stile libero big
ISBN 978-88-0619-897-8



L'autrice



15 giugno 2010 Di Angela Contigiani

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