Ricerca avanzata
Recensione

Ad personam copertina

Con Ad personam Marco Travaglio denuncia sedici anni di corruzione e cattiva democrazia


Salone Internazionale del Libro di Torino 2010
Sabato 15 maggio ore 20,00
Incontro con Marco Travaglio, Peter Gomez e Roberto Scarpinato
Spazio IBS - Padiglione 2 - Stand J126-K125


Mafia e camorra ci sono sempre state, purtroppo, e quindi dovremo convivere con questa realtà Pietro Lunardi, Ministro delle infrastrutture e trasporti del III governo Berlusconi

Il punto è che la magistratura si comporta come un vero e proprio potere a sé, che non risponde a niente e nessuno
Gaetano Pecorella, eletto nel 2008 Giudice della Corte Costituzionale dal PDL


Aveva capito tutto Giorgio Gaber quando cantava “Ma cos’è la destra, cos’è la sinistra”. Infatti, quando leggiamo il titolo dell’ultimo libro di Marco Travaglio Ad Personam, il nostro sguardo volge subito verso destra e, come Gaber, l’autore ci corregge, precisando che, anche in questo caso, le due correnti ideologiche, all’apparenza avversarie, si sono, negli anni, agevolate a vicenda, perseguendo obiettivi affini nella scaltra operazione di plasmare e sovvertire le leggi a loro piacimento.

È vero, i mezzi di comunicazione sono un potente veicolo di plagio e Berlusconi ne controlla la maggior parte. Eppure, qualcosa sta accadendo, probabilmente grazie al sopravvento della rete, dove la censura non è facilmente applicabile. E poi, finalmente, un quotidiano libero – non di nome, ma di fatto – che rinuncia alle sovvenzioni statali e riporta notizie vere, documentate, frutto di un lavoro di inchiesta onesto e competente, sostenuto da lunghe ricerche di archivio e l’assenza totale di influssi o controlli di stampo politico: Il Fatto.

L’Italia sembra aver imboccato una strada nuova, rinunciando allo stato di inerzia imposto dai vecchi mass media per alzarsi dalla poltrona, uscire dalla realtà ovattata di seducente ignoranza e cercare la verità con la predisposizione a cambiare rotta e lottare per la salvezza di questo paese. Questo stanno facendo tutte le persone che sovraffollano teatri, librerie e sedi istituzionali per ascoltare le parole di Marco Travaglio, Peter Gomez e quanti hanno il coraggio di raccontare cosa succede davvero nel sottobosco della politica italiana.

Ad personam nasce dall’improvviso sentore di cambiamento, dal bisogno di informare e spiegare cosa sono le leggi ad personam, o ad mafiam, o ad aziendam e, in particolare, quante sono state e da chi sono state promosse. E parla a tutti, nella maniera in cui la sinistra non riesce più ad esprimersi, con un linguaggio non elitario, perché la politica dev’essere a portata di chiunque, a prescindere dall’istruzione o il background culturale della persona.
Travaglio si allontana con la consueta professionalità e precisione dall’atteggiamento recentemente imputatogli di “terrorista mediatico” per dedicarsi ad una ricerca basata su fatti concreti, non su pregiudizi – anche se, oramai, non sarebbe possibile biasimarli.


Addentrandosi con attenzione nei passaggi fondamentali della storia italiana dal 1994 in poi, affiorano con chiarezza le soluzioni a misteri inspiegabili, la cui genesi è sempre stata filtrata da un’informazione fittizia e poco meticolosa. Perché il governo Prodi non abrogò le leggi vergogna o ad personam promulgate dal governo Berlusconi, come aveva promesso? Solo il nostro presidente del consiglio e il suo partito si sono battuti per una riforma della giustizia che prevedesse la separazione delle carriere? Quale fu il vero scopo del maxi indulto voluto nel 2006 da Mastella? Travaglio racconta i retroscena della Bicamerale del 1997, dei rapporti tra politici come Silvio Berlusconi, Bettino Craxi,  Massimo D’Alema, Marcello Dell’Ultri, Clemente Mastella e molti altri. Enumera la quantità incredibile di imputati e condannati, salvati dalla prescrizione o dall’amnistia presenti in parlamento e narra le prodezze del Cavaliere nel cercare di salvare se stesso e il suo impero mediatico dalla condanna e dal fallimento con la complicità di maggioranza e opposizione. Ma, soprattutto, mette in evidenza come la classe politica italiana si sia sempre trovata in uno stato di totale sottomissione alle principali cosche mafiose, di cui l’esempio più clamoroso sono i tentativi di riforma prodotti dalle pressioni di noti criminali come Vittorio Mangano e Totò Riina.

Marco Travaglio - Ad personam
587 pag., € 16,00 - Chiarelettere 2010 (Reverse)
ISBN 978-88-61-90104-9


Le prime pagine


LEGGI LE PRIME PAGINE >>>

Ho deciso di scrivere questo libro quando ho letto sui giornali che il «processo breve» e il «legittimo impedimento» sarebbero, nell'or­dine, la diaciannovesima e la ventesima legge ad personam della Se­conda Repubblica, ...


L'autore



22 marzo 2010 Di Anna Zizola

Commenti



Non sono presenti commenti su questo documento. Vuoi essere tu il primo a scriverne uno?
Già iscritto?
Iscriviti