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Recensione

Tutta colpa dell'acido copertina

In Tutta colpa dell’acido torna l'Irvine Welsh di Trainspotting


"Ce ne misero un po’ per riuscire a reggersi in piedi. Tutto il pub girava intorno a loro, le facce dei clienti erano selvaggiamente distorte. All’improvviso tutto era luce; l’attimo dopo si sentivano sul punto di sprofondare nel buio, per via del sovraccarico bestiale inferto ai loro sensi dallo sballo."

È tagliente e impietoso l’universo di Irvine Welsh, il discusso e amatissimo autore di Trainspotting, che torna in libreria con un volume che raccoglie un racconto inedito e sette racconti scritti e pubblicati negli anni Novanta. È difficile pensare che i personaggi usciti dalla sua penna siano delle brave persone: non c’è storia in questa raccolta in cui i protagonisti non si distruggano con qualche droga più o meno pesante, non si prendano a parolacce dalla prima all’ultima riga e non brucino le loro esistenze dietro all’ecstasy, al sesso, alle risse e all’alcol. Con esiti surreali, grotteschi, vergognosi ma sempre terribilmente comici.

C’è un padre di famiglia con il pallino del calcio che porta all’ospedale la moglie che ha perso le gambe sotto un treno, e tutto quello a cui riesce a pensare sono i gol della partita che si sta perdendo. A un pranzo di Natale un altro padre di famiglia, nervosissimo e gonfio di alcol e cocaina, attacca e insulta senza motivo il compassato fidanzato della sorella. A Londra, un omofobo che pesta a sangue un ragazzo gay dentro al parco muore all’improvviso e si ritrova a subire la punizione perversa di un angelo.

Nel racconto che dà il titolo alla raccolta, Tutta colpa dell’acido, due amici sono costretti a scarrozzare in giro per la città il cadavere di un altro loro amico, tragicamente morto per overdose e impietosamente sballottato dai sedili della macchina alle panchine del parco. Alla fine della serata i due, stravolti dagli eventi e dalla droga, si concedono una spensierata notte di sesso.
In Le spoglie di Victor, due amici e rivali in amore, Victor e Gavin, litigano per le attenzioni di Sarah e decidono di prendere la “droga della verità”, l’ecstasy, per discutere dell’argomento in tutta sincerità. Nel frattempo la ragazza si sta facendo togliere i denti del giudizio, ignara del fatto che persino il dentista sta facendo pensieri osceni su di lei.
L’acido può tirare dei brutti scherzi persino agli alieni, come succede nel lungo racconto L’incidente di Rosewell, in cui uno squinternato gruppo di ultras scozzesi, equipaggiati di tabacco e pasticche, riesce a drogare gli extraterrestri che stanno invadendo la Terra.


Ma l’acido può anche fare miracoli. L’ultimo racconto, Amo Miami, si discosta in parte da quelli precedenti sia perché è l’unico inedito sia perché concede maggiore spazio alla dimensione introspettiva dei personaggi. Albert Black è un vecchio professore di religione in pensione, severo e conservatore, odiato dagli studenti e in rotta con il mondo. Quando si reca a Miami per trascorrere un periodo a casa del figlio, si ritrova suo malgrado catapultato nel divertimento folle della Florida del Sud. Dopo essere rimasto scioccato dalle abitudini sessuali del nipote adolescente, Black ritroverà due ex alunni che era solito prendere a bacchettate: Terry Lawson, uno stralunato produttore di film porno, e Carl Ewart, un dj platinato diventato famoso con il nome di N-Sign. Si tratta di due vecchi personaggi del romanzo Colla tornati di nuovo fra le mani di Welsh: alle soglie dei quarant’anni i due assumono ancora generose dosi di ecstasy, cocaina e quant’altro. L’incontro fra il cupo rigore morale del vecchio professore e la vita dissoluta dei due ex alunni darà vita a una serie di equivoci irresistibilmente comici, ma anche a un inaspettato momento di riflessione, che porterà tutti i personaggi a rimettere in discussione le proprie idee e stili di vita.

Cinico e spudorato, Irvine Welsh probabilmente continuerà a far discutere, sia per i temi che tratta sia per il suo linguaggio, un misto di slang, parolacce e frasi sgrammaticate che scorrono come un torrente in piena nelle pagine dei suoi racconti, travolgendo il lettore dall’inizio alla fine. È difficile restare indifferenti di fronte alla sua scrittura cruda e irriverente che sembra non guardare in faccia nessuno, come è difficile non restare stupiti e spiazzati nei rari momenti in cui Welsh decide di essere sobrio, e di toccare picchi di intensità emotiva che sembrano redimere anche il più tossico dei suoi personaggi.

Irvine Welsh - Tutta colpa dell'acido
246 pag., € 17,00 - Guanda 2010 (Narratori della Fenice)
ISBN 978-88-60-88464-0



Le prime pagine


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Per quel che ne so io, cazzo, è stata tutta colpa sua. Fon­damentalmente anche i cazzoni dell'ospedale eran d'ac­cordo con me, non è che han detto molto, ma però io ho capito che sotto sotto. Lo sapete com'è con quegli stronzi là, ...


L'autore



16 marzo 2010 Di Michela Piattelli

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