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Recensione

Due di tutto e una valigia copertina

Dopo Un posto al sole e Un medico in famiglia la sceneggiattrice Mila Venturini passa al romanzo e scrive Due di tutto e una valigia

"L'esplosione era avvenuta un novembre di molti anni prima, quando i miei genitori ci fecero il discorso. A distanza di anni ricordo ancora il giorno, il mese e l'ora, forse perché il corso della mia vita si divise tra il prima e il dopo. Avevo quasi nove anni allora e mio fratello Tommi appena sei. Non fu facile fare entrare in quel cervellino che le cose stavano prendendo una brutta piega per noi. Il poveretto era anche confuso dal fatto che, almeno quella volta, non avevamo fatto niente di terribile. Niente che potesse giustificare un discorso da parte dei nostri genitori."

Se non siamo coinvolti personalmente di certo abbiamo intorno a noi molte famiglie che vivono la realtà della separazione. E ognuno a modo suo: da chi divide tutto, non ha più nulla in comune e non vuole più avere contatti, a chi invece mantiene un rapporto civile o anche amichevole e non sente la necessità di troncare di netto.
Nel mezzo, quando ci sono, restano i figli che, se nel secondo caso possono vivere un'esistenza più serena, nel primo sono spesso contesi e non trovano pace. Le soluzioni sono innumerevoli e controverse, le lotte intestine si rivelano spesso estenuanti per padre, madre e ragazzi.
Ma cosa succede se i genitori, di comune accordo, scelgono di dividersi i figli salomonicamente a metà?


I bambini restano sempre quelli, ma tutto il resto si sdoppia.
Detto così, sembra facile, ma non lo è affatto.
Mila Venturini ci racconta, con la voce di una bambina, ormai adulta, ma che ricorda perfettamente le sue sensazioni del momento, gli sconvolgimenti di una famiglia quando arriva il fulmine della separazione: dolore, sofferenza, rabbia, incredulità e soprattutto, la "difficoltà a farsene una ragione".
Con una madre distratta e poco concreta e un padre-mammo organizzato e fin troppo coerente, il piccolo Tommi e Sara - la voce narrante - vivono giorno per giorno la difficoltà di un accordo paritario tra i genitori e di un equilibrio assai precario.


Dopo un iniziale periodo di stabilizzazione, la madre resta nell'appartamento della coppia, mentre il padre prende un altro appartemento, più piccolo e non molto distante, che gli consente di ospitarli e di dare loro una seconda casa con le stesse possibilità e gli stessi comfort della prima.
Metà settimana con mamma, l'altra metà con papà, due di tutto e una valigia.

"Certo, avere due case è meglio che non averne affatto, ma per vivere in due posti bisogna essere allenati, agili nel movimento e poco sentimentali. La singolare circostanza presuppone due requisiti fondamentali: a. una grande pazienza, b. una memoria di ferro. Noi però eravamo tutti malmessi, sia con l'una che con l'altra."


Tra scenate e rappacificazioni, la vita scorre fino al giorno in cui le fatalità dell'esistenza mettono tutti di fronte alla verità, che spesso nei rapporti interpersonali è più facile da sopportare delle falsità o del non detto.

Un romanzo divertente e commovente, istruttivo e dissacrante, un insieme di idee ed esperienze, di impressioni e voci su un nuovo modo di vivere le famiglie: divise, allargate, allontanate, riunite, schizofreniche, ma sempre famiglie.

Mila Venturini - Due di tutto e una valigia
165 pag., 14,00 € - Edizioni Nottetempo 2010
ISBN 978-88-7452-221-7



l'autrice



16 febbraio 2010 Di Giulia Mozzato

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