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Recensione

Cercando Alice copertina

Cercando Alice, un romanzo di Camilla Trinchieri

“Un chilometro oltre la frontiera, verranno a prendervi le guardie svizzere. Sessanta giorni di quarantena.” A sentirlo sembrava un cane che ringhia minacce, ma quello che dice mi piace. “Vi daranno cibo, vestiti. Vi metteranno nelle scuole, negli accampamenti, dove c’è posto. In cambio vi toccherà lavorare. Gli svizzeri c’hanno i soldi e gli orologi al posto del cervello, ma tu e i bambini sarete in una botte di ferro. Hai bambini, vero?”

Una madre e una figlia. Due voci. Due diarî. Uno che porta in prima pagina la data del gennaio 1956 e nell’ultima quella del giugno dello stesso anno. L’altro inizia nell’ottobre 1941 e termina- non diciamo quando per non sciupare la tensione che regge questo bel romanzo di Camilla Trinchieri, Cercando Alice.

Susanna Alessandrini vive nel Massachussetts e aspetta un bambino. Anzi, lei è certa che sarà una bambina. Ora che sta per diventare madre sente più forte che mai l’esigenza di ‘ritrovare’ sua madre. Per far tacere il senso di colpa nei suoi confronti, perché sua figlia abbia in eredità una chiara storia di famiglia. Susie non ha mai creduto a quello che le ha detto suo padre, che la mamma è morta la notte di Natale del 1943 mentre cercava di passare il confine svizzero, in fuga verso la salvezza, con lei, Susie, e la piccola Claire di solo un anno e mezzo. Susie ricorda la spinta attraverso il filo spinato reciso dal passatore, la voce della mamma che diceva che l’avrebbe seguita. E non aveva sentito nessuno sparo, nessun urlo. Tuttavia, se la mamma è ancora viva, perché in dodici anni non ha ripreso i contatti con i figli?


Il diario - o la voce narrante di Susie - è in equilibrio tra il presente, con la decisione finale di partire per l’Italia, e i ricordi del passato, della famiglia felice che seguiva il padre viceconsole dovunque fosse destinato e che poi si era sgretolata mentre tutto il mondo intorno a loro crollava sotto le bombe. Dei tedeschi e degli Alleati.
Il passato di Susie è il presente della madre nelle pagine del diario di questa, ‘l’allora’ di una è ‘l’adesso’ dell’altra. Sono gli stessi eventi raccontati da due punti di vista differenti, più ampio quello della madre che conosce dei retroscena che la bimba dodicenne di allora non può sapere, eppure in qualche modo complementari, con la voce di Susie che serve da controcanto a quella della madre.
   


Il tema di Cercando Alice è quello del tradimento, una delle colpe più gravi: l’ultimo girone dell’inferno era la punizione equa per i traditori, secondo Dante. Quanti tradimenti nella vita di Alice, l’americana che si era innamorata a diciotto anni di Marco Alessandrini, conosciuto a una festa in America. Quante aspettative deluse. Il fatto che lui, per comodità di carriera, avesse aderito al fascismo. Che, a Praga nel 1941, non solo avesse un’amante, non solo fosse colpevole di silenzio per quanto accadeva intorno a loro, non solo le facesse splendidi regali che erano oggetti appartenuti a qualcuno che era stato vittima dei tedeschi, ma anche facesse suonare il loro figlio davanti a Heydrich. A Heydrich! Il governatore della Boemia e Moravia, der Henkel, il boia che sarebbe morto in seguito all’attentato del 1942 da parte dei patrioti cecoslovacchi. Persino che il marito le avesse sottratto il passaporto americano con cui le sarebbe stato possibile mettere in salvo i figli era una sorta di tradimento. O che la facesse spiare dalla moglie del console.


Tra Praga, Roma e infine Cernobbio, quando già l’Italia è allo sfascio e si è macchiata di tradimento verso l’alleato tedesco di un tempo, si svolge la vicenda di Alice che ad un certo punto è diventata Alinka, tradendo anche le sue origini, perché il suo nome suonava troppo americano, non gradito, scomodo al marito in tempo di guerra. La tradiscono anche i figli che lei adora - Andy, che smette di suonare il violino e segue il padre a Barcellona, e Susie che strappa i biglietti pagati a caro prezzo per il treno che avrebbe dovuto portarli in Svizzera, prima dell’8 settembre, prima che le frontiere fossero chiuse. E infine quell’ultimo tradimento, a due passi dalla libertà.
    


È un bel libro, Cercando Alice. I personaggi, sia quelli maggiori sia quelli minori, sia gli adulti sia i bambini, sono tutti belli. È bella la storia di famiglia tratteggiata sulla storia d’Italia e d’Europa durante la guerra. E alla fin fine Cercando Alice è una somma di ricerche: ricerca della madre e della verità, ricerca della propria identità, sia di Susie in quanto figlia sia di Alice che non sa più chi sia, all’ombra di un uomo affascinante e imperioso.

Camilla Trinchieri - Cercando Alice
Titolo originale: Finding Alice
Traduzione di Erika Bianchi
333 pag., € 17,00 - Marcos y Marcos (Gli alianti)
ISBN 978-88-7168-515-1
    



L'autrice



25 febbraio 2010 Di Marilia Piccone

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