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Recensione

Il Il tempo che vorrei copertina

Il tempo che vorrei, nuovo romanzo di Fabio Volo


"Siamo rimasti in silenzio. Tutti, anche il medico. Osservavo le mani con cui teneva il foglio. Erano abbronzate, e il camice bianco accentuava il colore. Di fronte alla notizia che stavamo aspettando e a quello che stavamo vivendo, la sua abbronzatura aveva un sapore di ingiustizia. Ho cercato di interpretare ogni piccola piega del suo viso. Lo fissavo e non riuscivo a capire se la sua espressione fosse un sorriso o una smorfia di dispiacere"

Il tempo che vorrei è il quinto romanzo di Fabio Volo, dopo Esco a fare due passi, È una vita che ti aspetto, Un posto nel mondo, Il giorno in più, tutti pubblicati da Mondadori. Il tempo che vorrei è anche l'unico romanzo di Fabio Volo che io abbia mai letto. Non posso quindi lasciarmi andare in considerazioni sul suo percorso di scrittore, se sia migliorato o peggiorato, se questa nuova prova narrativa sia all'altezza delle precedenti o se Fabio Volo si sia superato. Quindi ragionerò a compartimenti stagni, ragionerò sul libro. E proverò a dimenticarmi anche che l'autore conduce uno dei programmi radiofonici più seguiti in Italia. Uno di quei programmi che funziona per la formula. Ma sopratutto è uno di quei programmi che funziona per la personalità del conduttore. Qualcuno pensa che è per questo motivo che Fabio Volo schizza primo in classifica con i suoi libri. Perché è un personaggio popolare. Può essere. Ma Linus? E Simona Ventura? Cito due nomi di vip che hanno pubblicato libri senza raccogliere lo stesso successo. Quindi mi dimenticherò di ogni forma di prevenzione.
Il montaggio scelto da Fabio Volo rende Il tempo che vorrei un romanzo bipolare. I capitoli si alternano tra il presente e il passato del protagonista. Lorenzo trentasettenne e copywriter di successo e Lorenzo bambino e poi adolescente. Nel presente poi i capitoli dondolano dalla situazione Lorenzo e la sua ex alla situazione Lorenzo e suo padre. Questi due rapporti, con la sua ex e con il padre, sono i due binari su cui scorre il romanzo. Lorenzo deve recuperare entrambi. C'è ancora un'ulteriore bipolarità: tra quello che si perde e quello che si guadagna nel tempo.
Quali sono i punti di forza del nuovo romanzo di Fabio Volo?
Sicuramente risulterà molto attraente la componente romantica del libro, la storia d'amore tra il protagonista e la sua ex. Ma la scrittura di Volo dà il meglio di sé sopratutto nella parte in cui racconta l'infanzia povera del protagonista, nella descrizione del suo disagio esistenziale. Nella rappresentazione del quotidiano crea un'empatia con il lettore, che lo seguirà fino alla fine. A volte il lettore inciamperà in alcuni slogan romantici ma a tirarlo su per un braccio ci sarà comunque l'ironia dello scrittore. Il romanzo sta in piedi, non è scontato, in alcuni punti commuove, tira un filo tra questi anni zero e il secolo scorso così lontano e così vicino allo stesso tempo. 
Per finire vorrei dire che questo romanzo è uno straordinario spot alla lettura e alla musica. Il protagonista Lorenzo infatti inizia a lavorare dopo la terza media perché la sua famiglia naviga in cattive acque. È un suo vicino di casa, più grande di lui, a iniziarlo alla letteratura. Così Lorenzo parte per un fantastico viaggio nel mondo dei libri e dei dischi (scopri quali). 

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17 dicembre 2009 Di Francesco Marchetti

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