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Recensione

La La sindrome di Brontolo copertina
Stefano Bollani

La sindrome di Brontolo



"La vita del musicista è fatta di alberghi, di pasti consumati in orari improbabili con compagnie disparate, di viaggi notturni in macchina. La vita del musicista è quanto di più lontano dalla regolarità e dall'abitudine che governa la famosa «vita di tutti i giorni» della maggior parte di noi."

Che cos’è la sindrome di Brontolo? Secondo un sondaggio la maggior parte della gente è convinta che i nani siano sei. Tutti gli intervistati al momento di elencare i nomi dei nani si dimenticano un nome. Sempre lo stesso. La tendenza è quella di ricordare i nomi dei nani che racchiudono al loro interno un difetto. Quindi Pisolo dorme, Eolo starnutisce, Brontolo appunto brontola, Cucciolo è muto, Mammolo è timido, e infine Dotto è noioso. Il nano mancante è Gongolo, l’unico nano allegro. Secondo un saggio mai scritto che Bollani introduce nella storia, la gente non rammenta il nome del nano chiassoso e gioioso perché trova più facile ricordare i difetti delle persone anziché i pregi. Come Brontolo. È questa la sindrome di Brontolo…

Cinque strani personaggi popolano il surreale libro di Stefano Bollani. Umberto Sbatocci è un venditore di palloncini. Quando i bambini afferrano i suoi palloncini cominciano a volare via nel cielo. Una donna chiusa nel bagno di un fast food è tormentata dal senso di colpa, la colpa di essere tremendamente bella. Pippo, tassista logorroico intrattiene i clienti con le sue chiacchere. Marco assume identità e ruoli diversi a seconda del paese in cui vive: in Francia è un intellettuale, in Danimarca un operaio specializzato in una fabbrica di giocattoli, in Finlandia è un bambino di quattro anni che frequenta l’asilo. Ed è ossessionato da un libro in cui legge la sua vita in presa diretta. Simpliciano invece è tranquillamente consapevole che la sua vita fa parte di un romanzo che altri leggeranno.

In realtà a questa galleria dobbiamo aggiungere altri tre personaggi: l’autore, ovvero Stefano Bollani, noi lettori, e naturalmente il libro stesso. Sul racconto si inseriscono pezzi di metaletteratura. L’autore entra in azione e dialoga direttamente con il lettore, gli suggerisce percorsi di lettura. Abbiamo racconti nel racconto, ossia un protagonista diventa narratore e le sue storie formano capitoli indipendenti. Il libro in quanto letteratura contrapposta alla vita è un elemento chiave per muovere le vicende dei cinque personaggi. Sembra un romanzo work in progress (ma in fondo l’autore è un musicista jazz) in cui si gioca con la struttura, con i codici e le marche testuali, alla stregua dei lavori di Calvino o Queneau. Autori ai quali Bollani dice di essersi ispirato.   

Il musicista in questo breve lavoro inventa situazioni surreali, uso uno stile ammiccante che non disdegna l’uso dell’aggettivo e del neologismo. Ricercatore per indole professionale trasferisce anche sulla carta la voglia di giocare con il mezzo artistico.


Le prime pagine



Photo Paolo Soriani
La mattina i pensieri degli altri saranno pure confusi, il suo è piuttosto netto: «Se vola via pure questo, stiamo messi male, stiamo». Umberto Sbatocci, venditore di palloncini. (Applausi, qualche momento di commozione in qualcuno che ricorda il venditore di palloncini alla fiera del proprio paese tanti anni fa... qualcun altro non ha mai visto in vita sua un venditore di palloncini ma gli par comunque di ricor­dare e si commuove ugualmente... non vi sforzate, è mica importante, ho altri personaggi pronti che vi aspettano nelle prossime pagine. Avete sempre tempo per immedesimarvi in qualcun altro). (È poi necessario? Non siete in grado di leggere un libro sen­za appropriarvi di un personaggio? Senza fagocitare qualcuno?) Meglio ripartire da capo: «Se vola via pure questo, stiamo messi male, stiamo», pensa Sbatocci, ma in silenzio. Silenzio. Bimbo afferra palloncino. Mamma guarda seria. Babbo sorride sornione, sogna un altrove con nome e co­gnome. Bimbo felice cambia espressione, diventa più alto - o il suolo più basso... sguardo repentino a Mamma, Babbo e Sbatocci... no, è proprio Bimbo che si innalza. S'invola per l'aere, mica troppo convinto, con un'aria assorta, quasi filo-sofica e si avvia verso l'assunzione in cielo così, indifferen­te... senza macchia, senza paura, senza gioia né dolore, fin­ché morte non lo separi. Sbatocci sì che è espressivo, abbassa il capo, umile, con un lampo di antica nobiltà nei suoi occhi blu, e decide di sparire, lì, subito. Non vuoi sentire altre questioni, che risposte può dare?! Risposte umide, umbertine, umbratili, vaghe, vaghe, vaghe. L'Assoluto non è un tema sbatocciano. Mamma cerca occhi di Babbo. Li trova. (E là stanno, che si credeva quella? Ora perché Bimbo va svanendo nell'iperspazio ripercorrendo tracce evangeliche, tutto deve cambiar di posto? Aaah, signora mia, la vita è sempre più fantasiosa di come ce la immaginiamo). Occhi che si sgranano. Occhi attenti al viaggio del buon Bimbo. Il bambin Gepiù. Senza una parola, un cenno, un saluto. Scevro di senti­mentalismi, Bimbo è già molto in alto e ancora lì giù nessu­no ha detto nulla, bocche spalancate verso l'Assoluto. Ma l'Assoluto non è, non è un tema sbatocciano; non a caso l'Umberto sta già spingendo il suo carrellino palloncinoso verso altri lidi e nuove avventure. Prima che la mamma e il babbo possano esercitare a pieno diritto il sempreverde ruo­lo di genitori apprensivi e lanciarsi in una serie di lamentele o improperi, Sbatocci ha già cambiato zona.

© 2006, Baldini Castoldi Dalai editore

Bollani Stefano - La sindrome di Brontolo
88 pag., 12,00 € - Edizioni Baldini Castoldi Delai 2006 (Romanzi e racconti)
ISBN 9788884909497



L'autore


Stefano Bollani, nato a Milano e toscano d’adozione, pianista e compositore jazz di livello internazionale, si è avvicinato al mondo della narrativa musicando e interpretando la Gnòsi delle Fanfole di Fosco Maraini. Questo è il suo primo romanzo.



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05 ottobre 2006 Di Francesco Marchetti

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