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Recensione

Chi osa dirsi cristiano? copertina

Chi osa dirsi cristiano? di Félix Moser

"La grande storia di Gesù" di Mayer e Orlandini
L'etica secondo Ben Jalloun, Reale, Elkann, Puglisi
"Vivere senza Dio" di Ronald Aronson


“L’impulso che ha dato vita a questo libro parte dalla constatazione che poco spazio è dedicato, nel grande pubblico, a colui o colei che voglia affermare pacatamente la propria fede ed esporre semplicemente le ragioni del proprio credere e sperare. Come adempiere a questo mandato rispettando la libertà di ciascuno?”


Già dalla quarta di copertina viene fatta notare la doppia valenza del titolo, in particolare l’ambiguità del verbo osare, che si può intendere in due sensi: o chi osa sta mostrando coraggio (accezione positiva) o sfida una società che vede nella religione soltanto fanatismi e violenza gratuita (accezione negativa).
Félix Moser vuole riuscire a dar voce a tutti quelli che, in un sistema dove ormai la religione non ha più il senso che dovrebbe avere, non riescono a manifestare la propria cristianità. Chi per timore dei pregiudizi, chi per vergogna, chi perché non si sentirebbe capito, i cristiani odierni non hanno modo di esprimere la propria fede.


Nel capitolo introduttivo viene delineato il percorso che l’autore si propone di seguire per esporre la sua tesi: in un primo tempo cerca i potenziali punti comuni con coloro che, in generale, si interessano alle religioni, e in particolare al cristianesimo.
Successivamente, i lettori sono invitati a esaminare le fondamenta dell’opera, quindi la fede e i dubbi espressi di fronte a Dio.
In terza e ultima istanza, tratta il tema della trasmissione dell’eredità e della comunicazione del messaggio cristiano.


Moser porta avanti il suo proposito mediante le risposte a ventuno domande, che corrispondono ai ventuno capitoli del testo. Sono domande che vanno ad approfondire il rapporto che al giorno d’oggi le persone, cristiane e non, hanno con la religione. Viene citato anche il pluralismo religioso, e i diversi punti di vista da cui esso può essere analizzato.
Per esplorare il rapporto diretto dell’individuo con la divinità vengono elencate, nel capitolo 4, intitolato Chi è il Dio dei cristiani?, le festività cristiane che ricorrono nel corso dell’anno, e ne viene spiegato il significato.
La risposta alla domanda 20 (Si può essere cristiani e vivere pienamente l’avventura del XXI secolo?) è interessante: secondo Moser, “il cristiano non si lascia sommergere da tutto ciò che avviene nel mondo e nella società”. Tuttavia, questo tipo di risposta potrebbe aprire la strada a un dibattito che farebbe capo a un’ altra domanda: fino a che punto questo è da considerarsi positivo?


In realtà, le risposte a questi ventuno quesiti fanno venire voglia di porne altri cento all’autore. D’altra parte, è sempre così quando si parla di fede e si cerca di mettere d’accordo credenti e non. Moser stesso afferma che alcune domande che spesso si formulano a questo riguardo sono aporetiche, vale a dire imbarazzano chi vi si trova di fronte e le risposte che si riescono a dare rimarranno comunque deludenti.

L'autore




08 ottobre 2009 Di Silvia Casati

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